Il “serial winner” colpisce ancora. Antonio Conte conquista la Supercoppa Italiana grazie al 2-0 sul Bologna e si prende un altro trofeo da allenatore del Napoli, il secondo dopo lo scudetto di maggio. Gara senza storia quella di Riad, con gli azzurri capaci di imporre il loro ritmo sin dai primi minuti, proprio come nella semifinale col Milan. E così l’accoppiata scudetto-Supercoppa torna alle pendici del Vesuvio a 35 anni dall’ultima volta: nel 5-1 sulla Juventus del 1° settembre 1990 il top player era Maradona, qui è certamente il tecnico salentino, anche se la copertina va quantomeno divisa con David Neres, vero e proprio trascinatore con due gol (a cui va aggiunto quello contro i rossoneri) tanto belli quanto importanti.
Napoli – Bologna 2-0: super Neres regala a Conte la Supercoppa Italiana
Il Napoli si prende la Supercoppa Italiana per la terza volta nella sua storia, la prima nell’era Antonio Conte, e lo fa con un successo netto e mai davvero in discussione. Il brasiliano Neres indirizza il match al 39’, quando rientra sul sinistro e disegna una conclusione chirurgica che si infila all’incrocio dei pali, premiando la superiorità mostrata dagli azzurri per larghi tratti del primo tempo. In avvio di ripresa arriva poi il colpo che chiude definitivamente i conti: Neres, ancora lui, legge in anticipo il passaggio di Ravaglia verso Lucumì, si inserisce con tempismo e con uno scavetto morbido sigla la doppietta personale. La firma sulla Supercoppa è tutta sua, ma il trionfo azzurro nasce soprattutto da una partita preparata e interpretata alla perfezione. Il punteggio finale, anzi, risulta persino stretto per quanto visto in campo. Gli strappi in profondità di Hojlund, i duelli continui con la retroguardia rossoblù, le giocate tra le linee di McTominay e la qualità costante di Neres hanno sublimato una prestazione di alto livello del Napoli di Conte, capace di trovare un gol per tempo e di controllare la gara senza mai concedere reali occasioni agli avversari. Il Bologna non riesce quasi mai a impensierire Milinkovic-Savic e deve arrendersi alla superiorità degli azzurri, che tra una parata e l’altra di Ravaglia costruiscono, gestiscono e chiudono la finale con maturità. Nel cielo saudita può così esplodere la festa del Napoli: la Supercoppa torna in bacheca, nel segno di Neres e di un Conte capace, per l’ennesima volta, di lasciare il segno. A Italiano non resta che fare i conti con la quarta finale persa in carriera (su cinque), ma questa volta nessuno glielo farà pesare: il suo Bologna, infatti, resta una delle più belle realtà del calcio italiano, a prescindere dalla Supercoppa.
De Laurentiis: “Conte è un maestro, ai tifosi dico di sognare”
“Avevate dubbi su Conte? Avevamo perso 2-0 con il Bologna in campionato e abbiamo pareggiato i conti, mi dispiace per il mio amico Saputo, li aspettiamo a Napoli – ha esultato De Laurentiis -. Ai tifosi azzurri dico che l’altro anno avevamo solo campionato e Coppa Italia, gli stessi infortuni ed eravamo sul filo di seta. Quest’anno abbiamo avuto tanti infortuni ma avevamo più giocatori. Nella sfortuna abbiamo avuto la fortuna di scoprire i valori dei nuovi, che sono notevoli. Ora bisogna stare calmi e pensare alla prossima partita contro la Cremonese, l’agguato è dietro l’angolo, ma ci siamo divertiti. Dall’epoca di Maradona non si vincevano due trofei in un anno, ai tifosi dico ‘Sognate’”.
Conte: “Conta solo chi vince, le sconfitte mi hanno reso più cattivo”
“Vanno fatti soprattutto i complimenti ai ragazzi, hanno fatto un torneo impeccabile e hanno dimostrato che ci tenevano – ha sottolineato Conte -. Nello spogliatoio c’era voglia di regalare questo trofeo a noi come ai tifosi e di passare un buon Natale. Vero, il primo gol di Neres è stata una prodezza, ma abbiamo creato tante altre occasioni che erano state provate in allenamento. Se devo trovare un difetto è che dovevamo essere più cinici. Come avevo detto alla vigilia, nel calcio restano in mente solo i successi. In semifinale avevamo battuto una grande squadra come il Milan e sarebbe già stato un bel percorso, ma poi conta chi alza i trofei. In carriera ho perso tante finali e questo mi ha reso più cattivo perché non vuoi rivivere momenti così dolorosi. Quando arrivi in finale va messa la ciliegina sulla torta. Se si può dire che il Napoli comandi in Italia? Assolutamente no, sarei un bugiardo a dirlo. L’anno scorso abbiamo vinto un campionato con una rosa molto ridotta, quest’anno abbiamo inserito tanti giocatori ma non siamo ancora pronti per comandare. Questa stagione sarà difficile la lotta per i primi quattro posti, dovremo essere umili e lavorare per toglierci soddisfazioni”.
Italiano: “Ci abbiamo provato, ma il Napoli e Neres erano in serata di grazia”
“Ci abbiamo provato, abbiamo cercato di fare il possibile contro una squadra che ha over performato con tutti i componenti e con un Neres in giornata di grazia – ha sospirato Italiano -. Nel secondo tempo Ferguson ha avuto l’occasione per pareggiare, ma il Napoli ha meritato, ha fatto una grande partita. Noi abbiamo dato tutto ma dovevamo fare una gara di livello assoluto e non ci siamo riusciti. Peccato, ma è stato un bel cammino, queste partite e queste esperienze sono importanti per tutti e fanno crescere. Nessun rimpianto, ho visto i ragazzi che hanno dato tutto. Abbiamo provato a iniziare più offensivi possibile con Odgaard mezzo centrocampista e mezzo attaccante, ma non ci siamo riusciti a metterli in difficoltà. Abbiamo forzato tante giocate, forse è stato questo l’errore. Non c’è nulla da aggiungere rispetto a quanto detto prima, abbiamo fatto il massimo contro una squadra ricca di elementi fuori categoria, i campioni d’Italia. Questo ci servirà per il futuro”.