Nel primo trimestre 2026 Stellantis rimette in mostra numeri che sorprendono il mercato e riaccendono il titolo in Borsa. Le consegne globali stimate salgono del 12% su base annua a 1,361 milioni di unità, con una crescita diffusa in tutte le aree geografiche e un contributo decisivo di Europa allargata e Nord America. E a Piazza Affari il segnale viene colto subito. Il titolo si porta in vetta al Ftse Mib, guadagna oltre il 3% e tocca un massimo intraday di 7,24 euro, livello che non si vedeva dal 5 febbraio, in una seduta che restituisce fiducia a un’azione ancora in calo del 24,46% da inizio anno.
La spinta arriva da Europa e Nord America
A trainare il trimestre sono soprattutto le due aree chiave del gruppo. In Nord America le consegne sono stimate in aumento del 17% a 379 mila unità, mentre nell’Europa allargata (Ue+Uk) salgono del 12% a 637 mila. È qui che si concentra il cuore del recupero, con nuovi lanci che sostengono i volumi dei veicoli passeggeri e con un rafforzamento commerciale che, secondo la società, prende corpo in maniera evidente soprattutto oltreoceano.
Il gruppo spiega che l’incremento è “in larga misura attribuibile all’Europa allargata e al Nord America”, pur sostenuto anche dalla crescita annua registrata in Medio Oriente, Africa e Sud America. Nell’Europa allargata, inoltre, i volumi dei veicoli commerciali leggeri restano stabili a 135 mila unità, un dato che segnala tenuta in un segmento strategico mentre a fare la differenza sono i modelli passeggeri di nuova generazione.
Smart Car e Leapmotor cambiano passo in Europa
Sono i nuovi modelli a trainare il mercato europeo. Le consegne di Fiat, Opel/Vauxhall e Citroën beneficiano dell’andamento dei veicoli sviluppati sulla piattaforma Smart Car. Citroën C3, C3 Aircross, Opel/Vauxhall Frontera e Fiat Grande Panda crescono complessivamente di circa 48 mila unità, con un balzo dell’85% su base annua. È un’accelerazione che fotografa bene il cambio di passo commerciale del gruppo nel Vecchio continente.
A questo si aggiunge il balzo di Leapmotor, che porta le consegne a 27 mila unità, in aumento di 22 mila. La crescita viene collegata in particolare al successo italiano della T03, indicata come uno dei modelli protagonisti nel segmento delle auto elettriche accessibili in Europa.
Negli Usa il rilancio passa dai nuovi modelli
Il Nord America si conferma il terreno decisivo per misurare la capacità di recupero del gruppo. Le consegne segnano un incremento di circa 54 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo Stellantis, “il miglioramento riflette un rafforzamento dello slancio commerciale nella regione”. A sostenere i numeri sono soprattutto il Ram 1500 HEMI V8, l’aggiornamento del Jeep Grand Wagoneer e il nuovo Jeep Cherokee, che contribuiscono per oltre il 100% della crescita rispetto all’anno precedente.
La spinta è stata in parte controbilanciata dal calo del Jeep Compass, legato all’aumento della produzione del nuovo Cherokee nello stabilimento di Toluca. Ma il dato politico-industriale, prima ancora che commerciale, resta chiaro.
Il gruppo ha bisogno di ricostruire volumi e quote di mercato proprio nelle geografie più redditizie, e il primo trimestre lascia intravedere che quella traiettoria ha iniziato a produrre effetti.
Mercati emergenti tra Turchia, Brasile e pressione cinese
Fuori dai due poli principali, il quadro resta positivo ma più articolato. In Medio Oriente e Africa le consegne salgono dell’11% a 111 mila unità, con la Turchia in prima linea grazie a un aumento di circa 12 mila veicoli. In questo caso Stellantis attribuisce il miglioramento ai “benefici di una normalizzazione nella dinamica delle scorte e una crescente performance commerciale in Turchia, grazie all’introduzione delle nuove Smart Car di Citroën e Opel”. Anche l’Algeria dà un contributo positivo, sostenuta dal graduale aumento della produzione locale. Più debole invece l’andamento nei Paesi del Golfo, dove le consegne scendono di oltre il 50% a circa 3 mila unità.
In Sud America il progresso è del 4% a 219 mila unità. Il motore è il Brasile, con consegne in crescita dell’11% in un contesto di mercato definito più favorevole. A frenare è invece l’Argentina, dove il calo del 19% viene ricondotto sia alla flessione del settore sia alla pressione dei nuovi operatori cinesi. Nonostante questo, Stellantis mantiene la leadership regionale e conserva il primato nei suoi due mercati più importanti, Brasile e Argentina. Anche in Asia Pacifico il trimestre si chiude con un segno più, pari al 15%, seppure su volumi molto più contenuti, a 15 mila unità.
Il mercato scommette sul recupero, ma ora arrivano i test decisivi
La reazione del titolo riflette non solo il buon dato sulle consegne, ma anche il fatto che le stime hanno superato le attese degli analisti. Secondo Banca Akros, “i dati sono sopra le stime. I numeri solidi sulle consegne evidenziano il forte slancio dei modelli presentati di recente, a sostegno delle nuove strategie di Stellantis volte a recuperare volumi e quote di mercato nelle sue regioni chiave (Nord America ed Europa) al fine di ripristinare la redditività”. Gli analisti confermano così la raccomandazione “buy” e un target price di 10 euro.
Anche Intermonte legge i numeri in chiave costruttiva, sottolineando che “i dati sono leggermente superiore alle nostre attese e lo consideriamo coerente con le nostre stime e con la guidance dell’anno, in attesa del pieno contributo dei nuovi lanci, soprattutto in Nord America a partire dal secondo trimestre, e di un minore impatto negativo dai cambi”. Adesso però il mercato guarda già oltre. Il 30 aprile arriveranno i conti del primo trimestre, mentre il 21 maggio a Detroit sarà presentato il nuovo piano industriale, con “priorità chiare, obiettivi credibili e una tabella di marcia mirata per la loro attuazione”.
In questo passaggio si inserisce anche il messaggio del ceo Antonio Filosa, che ha difeso le scelte compiute dal gruppo spiegando che i maxi oneri per 22 miliardi e le misure prese per rimettere Stellantis in carreggiata “sono state misure dolorose, ma necessarie per correggere la rotta, rafforzare il nostro modello operativo e salvaguardare la creazione di valore a lungo termine”.
Le consegne del primo trimestre non risolvono da sole il dossier Stellantis, ma indicano che il tentativo di rilancio ha finalmente iniziato a muoversi nella direzione giusta.