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Spread in calo, respirano le banche. La Cina spinge l’auto

A metà giornata le Borse europee stabili. Piazza Affari tenta il rimbalzino favorita dall’allentamento della tensione sui titoli di Stato: il differenziale Btp-Bund torna in area 170 punti: boccata d’ossigeno per Ubi, Bper, Unicredit e Banco Bpm. Ancora in rialzo Fca e Ferrari sostenute dal taglio dei dazi che rilancia l’intero settore. Bene Finecobank. Euro in ripresa

Spread in calo, respirano le banche. La Cina spinge l’auto

Cala la tensione in Piazza Affari. L’indice segnala un rialzo dello 0,4% poco sotto i 23.200 punti in linea con Madrid. Più modeste le variazioni sugli altri mercati. Francoforte e Parigi oscillano attorno alla parità. Londra arretra dello 0,1%.

Si è allentata anche la tensione sui titoli di Stato italiani dopo una giornata molto difficile ieri con il rendimento del decennale italiano tornato ai livelli del 2014 in seguito all’allarme lanciato da Fitch sul contratto di governo. Lo spread tra Btp e Bund stamani si è ristretto sotto quota 180 punti base e ora scambia a 174,6 punti base. In netto miglioramento anche il rendimento del Btp decennale che scende al 2,320% in flessione dal 2,403% del finale di ieri.

Ancora positivo ma in calo il tasso del Btp a 2 anni che in tarda mattinata vale 0,13% dopo essere salito ieri fino a 0,21%, massimo da dicembre 2016. In lieve flessione anche lo spread Italia-Spagna che in tarda mattinata scambia a 86 punti base dai 90 della chiusura di ieri, nuovo massimo da febbraio 2012.

I Cds a 5 anni sul debito italiano sono balzati in mattinata a 142 punti base, al massimo da metà ottobre dello scorso anno.

Sul fronte dei cambi l’euro si è riportato oltre la soglia di 1,18: passa di mano a 1,1806 dollari. I prossimi giorni rappresenteranno un nuovo banco di prova per la divisa unica con la diffusione delle stime flash dei Pmi di maggio.

L’Istat ha confermato la stima della crescita del Pil italiano nel 2018 a +1,4%.

I prezzi dei futures sul Brent proseguono in moderato rialzo, sostenuti dai timori riguardanti un calo della produzione del Venezuela e una flessione delle esportazioni dell’Iran. Energetici in evidenza a Milano: Eni +0,2%, Saipem +2,6%, Tenaris +0,2%.

L’azionario europeo resta comunque vicino ai massimi da febbraio grazie alla spinta del settore automotive: Volkswagen, BMW e Daimler sono tra i più forti a spingere l’indice, con progressi tra 1 e 1,6% dopo un report di Bloomberg secondo cui la Cina è intenzionata a ridurre i dazi sull’import di auto al 15% dal 25%. La notizia fornire nuovo ossigeno al rialzo di Fiat Chrysler +1,6% anche oggi più tonica della media. In fermento gli altri titoli del settore: Ferrari +1%, Brembo +2,3%.

Bene anche Leonardo +1,09%

Recuperano le banche: Ubi Banca +1,43%, Bper +1,07%, Unicredit+1%, Banco Bpm +0,34%.

Soffre ancora però Banca Monte Paschi -3,64%: l’istituto ha avviato la vendita di un pacchetto di immobili strumentali da mezzo miliardo di euro. Carige invariata. Oggi il Cda discute della razionalizzazione delle partecipazioni e potrebbe decidere la cessione del 20,6% di Autostrade dei Fiori.

Nel risparmio gestito rimbalza Azimut +1,5%. FinecoBank+2,8%.

Sale Enel +0,35%. La società elettrica brasiliana Neoenergia ha avuto il via libera dei principali azionisti per presentare nuove offerte per rilevare la quota di controllo di Eletropaulo Metropolitana.

Nel resto del listino:

  • Fincantieri +0,7%. Oggi la Commissione Difesa del parlamento australiano inizia l’esame delle offerte relative alla fornitura di 9 fregate.

    Salini Impregilo
     -0,5%, è stata ammessa alla fase avanzata di una gara in Australia, in ballo ci sono lavori per 3,5 miliardi di dollari australiani.

    Coima Res Siiq
     -0,1%, compra l’auditorium Unicredit Pavillon di Milano Porta Nuova per una cifra che varia tra 45 e 50 milioni di euro.

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