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S&P minaccia Carige, Intesa scarica Mps

Standard and Poor’s ha messo in creditwatch negativo Banca Carige – Da Intesa Sanpaolo, invece, arriva un “no categorico” a un possibile intervento in Monte dei Paschi.

S&P minaccia Carige, Intesa scarica Mps

Non si dirada la nebbia all’orizzonte di Mps e Carige. Mentre gli investitori bersagliano i titoli in Borsa, con le azioni che all’inizio del pomeriggio perdono rispettivamente il 5 e il 6%, arrivano cattive notizie da agenzie di rating e possibili partner.

Standard and Poor’s ha messo in creditwatch negativo Banca Carige, che per adesso ha un rating Long Term di ‘B-‘. Sono sotto creditwatch anche i debiti subordinati con rating di ‘CC’. La decisione è stata presa dopo i risultati degli stress test diffusi dalla Banca centrale europea, che ha chiesto un rafforzamento patrimoniale di 814 milioni di euro. L’agenzia ha invece confermato a ‘C’ il rating di breve termine. 



“Toglieremo Carige dal crediwatch quando avremo maggiore chiarezza sulla capacità della banca di implementare le azioni già annunciate (ossia di un aumento di capitale tra i 500 e i 650 milioni e vendita di asset) nei prossimi mesi – hanno spiegato gli analisti dell’agenzia -. Terremo monitorata anche la capacità dell’istituto di implementare il processo di rilancio, iniziato dopo il cambio ai vertici”.

Da Intesa Sanpaolo, invece, arriva un “no categorico” a un possibile intervento in Monte dei Paschi. E’ la posizione dell’amministratore delegato dell’Istituto, Carlo Messina che, entrando alla cerimonia per Giornata del risparmio, ha chiarito: “Non è immaginabile in nessun modo. Intesa Sanpaolo ha un suo piano di impresa ed è il titolo bancario che è cresciuto di più nell’ultimo anno”. 

Messina ha poi sottolineato che i settori di crescita per Intesa previsti dal piano riguardano il private banking, l’asset management e le assicurazioni. Sull’ipotesi di distribuzione agli azionisti del capitale in eccesso attraverso un extra dividendo, il manager ha ricordato che Intesa ha già un programma di distribuzione dei dividendi ordinari nei quattro anni di piano di 10 miliardi e ha poi aggiunto che solo nel 2016 valuterà l’eventuale distribuzione agli azionisti del capitale in eccesso rimanente.

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