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Sigarette: dal 2023 aumenta il costo, 70 centesimi in più a pacchetto. Ecco le novità sui prezzi

Il Governo ha deciso di aumentare le accise sulle sigarette e, di conseguenza, il costo finale per gli utenti. Previsti aumenti anche per il 2024 e il 2025. Ecco i dettagli

Sigarette: dal 2023 aumenta il costo, 70 centesimi in più a pacchetto. Ecco le novità sui prezzi

Cattive notizie per i fumatori: in arrivo nuova stangata sulle sigarette. Nel 2023 sarà di 36 euro per mille sigarette. In pratica, un pacchetto da 20 sigarette aumenterà in media di poco più di 70 centesimi. L’accisa salirà ancora a 36,5 euro nel 2024, e a 37 euro nel 2025. L’obiettivo del Governo è chiaro: ottenere le risorse economiche necessarie per finanziarie altre misure. Al momento non è dato sapere a quanto ammonterà l’aumento dei prezzi delle sigarette.

Il rincaro è contenuto nella prima bozza della Legge di Bilancio, in uno dei 136 articoli. Nel comunicato stampa diramato al termine del Consiglio dei ministri non si fa riferimento specifico all’aumento dei prezzi delle sigarette, ma l’unica certezza da parte del Mef è che nella manovra sono previsti aumenti di entrate per 138 milioni di euro provenienti proprio dalle sigarette.

L’ultimo aggiornamento sui pacchetti che si vendono in Italia è stato fatto il 19 ottobre scorso (tutt’ora valido). Vediamo di quanto potrebbero aumentare i prezzi delle sigarette, in attesa di ulteriori chiarimenti.

Prezzi Tabacco e Sigarette: chi fissa il costo?

Dal tabacco alle sigarette l’intenzione del Governo è quella di aumentare le accise, il che comporterà inevitabilmente a un aumento del prezzo finale per il consumatore, che aveva già visto un +30% del 2021 e un +35% del 2022 e salirà al 40% dal primo gennaio 2023.

I tabacchi lavorati sono sottoposti alle accise, ma variano in base alla categoria: sigarette, sigari, tabacco trinciato, da mastico, da pipa, da inalazione.

Nelle prossime settimane, si dibatterà sul prezzo finale, ma l’ultima parola sarà dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che oltre alle accise tiene conto anche dell’aggio, dell’Iva (22%) e della quota al fornitore. Per le sigarette l’accisa è data dalla somma tra la componente fissa e una proporzionale al prezzo di vendita, con un’aliquota di base fissata al 59,8%. L’aggio del rivenditore è invece il 10% del prezzo di vendita al pubblico.

Il compenso del produttore deriva dalla differenza tra il prezzo di vendita e tutti gli importi spesi, inclusa la distribuzione. Per le sigarette, alla fine, il livello di tassazione raggiunge il 78% del prezzo finale.

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