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Sc, Lanzillotta: “Governo blocchi buonuscite ingiustificate ai manager pubblici”

Secondo Lanzillotta, senatrice di Scelta Civica, “agli ad di Eni, Enel e Terna sarebbero dovuti, in base a specifiche clausole contrattuali non previste nelle spa private, cospicue buonuscite, anche in assenza di soluzione traumatica dell’incarico e/o del rapporto di lavoro” – “La Corte dei Conti non ha sollevato alcuna obiezione al riguardo?”

Sc, Lanzillotta: “Governo blocchi buonuscite ingiustificate ai manager pubblici”

Le nomine del Governo non hanno chiuso le polemiche sui manager pubblici. Ora al centro del mirino finiscono le buonuscite assai generose che lo Stato garantirà a chi lascia la poltrona. A sollevare il caso è Linda Lanzillotta, senatrice di Scelta Civica, che ieri ha preannunciato un’interrogazione urgente al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, affinché l’Esecutivo valuti se sia possibile “bloccare le buonuscite del tutto ingiustificate ai manager uscenti dalle spa pubbliche”. 

Secondo Lanzillotta, “agli amministratori delegati di Eni, Enel e Terna sarebbero dovuti, in base a specifiche clausole contrattuali, cospicue buonuscite, anche in assenza di soluzione traumatica dell’incarico e/o del rapporto di lavoro”. Un dettaglio molto strano, poiché “non risulta che simili clausole siano previste per gli amministratori di analoghe spa controllate da azionisti privati”, precisa ancora la senatrice. 

Sulla base di queste considerazioni, Lanzillotta chiede se “il Governo abbia verificato la possibilità di recedere da tali impegni; se tali clausole a suo tempo siano state sottoposte ai rispettivi consigli di amministrazione e abbiano quindi avuto il consenso dai funzionari del ministero dell’Economia presenti nei suddetti Cda e se, inoltre, i magistrati della Corte dei Conti addetti al controllo delle medesime società non abbiano sollevato obiezioni al riguardo”. 

In conclusione Lanzillotta chiede al Governo di valutare se la possibilità di “rinunciare alla clausola di non concorrenza considerato che il passaggio dei manager da società pubbliche a private e viceversa, fermo restando ovviamente il vincolo di riservatezza, può costituire un positivo fattore di dinamismo del mercato”.

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