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Saldo Imu, le nuove aliquote costano 5 miliardi in più

La decisione dei Comuni di alzare le aliquote su prima e seconda casa fa impennare il conto finale dell’imposta – In media, il rincaro più pesante si registra nelle regioni del Centro (+65,3%), seguite da quelle del Sud (+63,8%) e del Nord (+44,2%) – La vera stangata, come previsto, arriverà sulle seconde abitazioni.

Saldo Imu, le nuove aliquote costano 5 miliardi in più

Le nuove aliquote Imu costeranno agli italiani cinque miliardi di euro in più. Secondo i calcoli del Sole 24 ore, il conto totale del saldo (comprensivo di conguaglio sulla prima rata) salirà a quota 23 miliardi, mentre con le soglie di base applicate per l’acconto avrebbe superato di poco i 18 miliardi. 

La prima rata della nuova imposta ha fruttato alle casse pubbliche 1.680 milioni sulle prime case, mentre con il saldo si arriverà a 2.660 milioni (+58,3%). La vera stangata arriverà però sulle seconde case, da cui lo Stato ricaverà 3.860 milioni, contro i 2.330 di giugno (+65,7%). L’incremento sulle sulle abitazioni in affitto sarà invece del 41%, da 750 a 1.060 milioni. In tutto, escludendo i terreni agricoli e le aree fabbricabili, fra le rate di giugno e dicembre il conto dell’Imu salirà da 9.130 a 14.040 milioni (+53,8%).

In media il rincaro più pesante si registra nelle regioni del Centro (+65,3%), seguite da quelle del Sud (+63,8%) e del Nord (+44,2%). La maggior parte del gettito complessivo arriverà tuttavia proprio dal settentrione, dove si concentra la maggior parte degli immobili e dei contribuenti. 

Che la vera stangata dell’Imu sarebbe arrivata con la seconda rata, a ben guardare, era ampiamente prevedibile. Le aliquote standard utilizzate per l’acconto di giugno erano dello 0,4% sulla prima casa e dello 0,76% sugli altri immobili (seconde case – comprese quelle all’estero -, case affittate, aree fabbricabili, terreni agricoli). Le possibili oscillazioni a discrezione dei sindaci erano rispettivamente dello 0,2% e dello 0,3%. 

Sulla seconda abitazione, tuttavia, lo 0,38% andrà comunque allo Stato: le amministrazioni locali hanno quindi alzato l’aliquota in modo da ricavare un gettito consistente da tenere in cassa.

Per quanto riguarda le scadenze, il Tesoro non ha concesso alcun rinvio sul versamento del saldo, che dovrà essere effettuato entro il 17 dicembre. Slitta invece al 4 febbraio il termine per la presentazione della dichiarazione Imu, che tuttavia riguarda una minima parte dei contribuenti. 

Per sapere dove e come si paga l’Imu, clicca qui.  

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