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Saks Global in crisi: i grandi magazzini di lusso dichiarano bancarotta. Fra i creditori Lvmh, Cucinelli e Armani

La storica catena di lusso statunitense avvia una ristrutturazione protetta dai creditori con quasi 5 miliardi di debiti, ma i negozi restano aperti. Il nuovo ceo Van Raemdonck punta a rilanciare il gruppo con 1,75 miliardi di finanziamenti

Saks Global in crisi: i grandi magazzini di lusso dichiarano bancarotta. Fra i creditori Lvmh, Cucinelli e Armani

Saks Global, il gruppo statunitense proprietario dei celebri grandi magazzini di lusso Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman, ha presentato istanza di fallimento volontario secondo la procedura del Chapter 11 presso il Tribunale del Distretto Meridionale del Texas. La decisione arriva in un momento di forte pressione finanziaria, con un debito che sfiora i cinque miliardi di dollari e un fatturato annuo inferiore a sei miliardi. Tra i creditori figurano importanti marchi internazionali come Chanel, Kering e Lvmh, ma anche rinomate maison italiane quali Ermenegildo Zegna, Brunello Cucinelli, Giorgio Armani, Dolce & Gabbana e Roberto Coin.

L’evento potrebbe avere ripercussioni sull’intero comparto del lusso negli Stati Uniti, dove i grandi magazzini storici stanno perdendo terreno a favore delle vendite dirette dei brand e della crescente concorrenza online.

Saks: la fusione con Neiman Marcus e le radici della crisi

Le difficoltà di Saks Global sono strettamente legate all’acquisizione di Neiman Marcus, conclusa nel 2024 per 2,65 miliardi di dollari, operazione che ha dato vita al nuovo conglomerato. L’acquisizione, guidata da Richard Baker, allora presidente della Hudson’s Bay Company, ha gravato sul bilancio con oltre 2 miliardi di dollari di nuovo debito.

La combinazione di questo peso finanziario, il rallentamento delle vendite del lusso e il cambio di strategia dei fornitori, molti dei quali hanno trattenuto le forniture per pagamenti mancati, ha aggravato i problemi di liquidità. Saks non è riuscita a onorare un pagamento di 100 milioni di dollari, scaduto il 30 dicembre 2025, con conseguente riduzione delle scorte nei negozi.

Flussi di cassa, dimissioni e leadership

Negli ultimi mesi del 2025, Saks aveva allungato i termini di pagamento ai fornitori da 60 a 90 giorni, prevedendo il saldo dei debiti arretrati in 12 rate a partire da luglio. L’allora ceo Marc Metrick aveva apertamente riconosciuto le criticità dei flussi di cassa e si è dimesso a inizio gennaio 2026, cedendo la guida a Richard Baker, che pochi giorni dopo ha lasciato l’incarico.

La leadership è passata a Geoffroy van Raemdonck, già ceo di Neiman Marcus dal 2018 al 2024 e attualmente membro del consiglio di Moncler. Van Raemdonck ha dichiarato di essere “impaziente di assumere il ruolo di amministratore delegato e di proseguire la trasformazione dell’azienda affinché Saks Global continui a svolgere un ruolo centrale nel futuro del commercio al dettaglio di lusso”.

Il nuovo ceo sarà affiancato dal cfo Brandy Richardson e da altre figure di comprovata esperienza nel lusso e retail, con l’obiettivo di rafforzare la stabilità e creare valore nel lungo periodo, come confermato da Paul Aronzon, membro del board.

Vendite in calo e tentativi di risanamento

I dati confermano un quadro operativo difficile: nel secondo trimestre 2025, le vendite del gruppo sono calate dell’11,1% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 1,6 miliardi di dollari, mentre le perdite operative hanno raggiunto 288 milioni di dollari.

Nel tentativo di ridurre la pressione sul bilancio, a giugno 2025 Saks aveva convinto i creditori a ristrutturare parte del debito, creando nuove gerarchie tra gli obbligazionisti. Tuttavia, i titoli hanno perso rapidamente valore, segnale del crescente pessimismo degli investitori. Ad agosto era stato tentato un rifinanziamento da 600 milioni di dollari, e si era valutata la cessione del 49% di Bergdorf Goodman, misura poi non attuata.

La scelta strategica di non puntare su segmenti di lusso “leggermente accessibili”, a differenza di concorrenti come Bloomingdale’s o Nordstrom, ha limitato le opportunità di crescita. Inoltre, il gruppo ha intrapreso operazioni immobiliari mirate a liberare liquidità, tra cui la vendita della proprietà di Neiman Marcus a Beverly Hills, cifra non resa nota.

Patrimonio immobiliare e valore per i creditori

Nonostante le difficoltà operative, Saks Global possiede circa 1,2 milioni di metri quadrati di spazi commerciali strategicamente posizionati, comprendenti i negozi Saks Fifth Avenue, Saks Off 5th, Bergdorf Goodman e Neiman Marcus. I contratti di locazione storici mantengono gli affitti al di sotto del mercato e accordi di servitù reciproca consentono agli inquilini di avere voce sulle riqualificazioni dei centri commerciali. Questo patrimonio rappresenta un valore tangibile per i creditori, che in caso di bancarotta potrebbero acquisire il controllo dell’azienda.

Saks in crisi: creditori e marchi coinvolti

Tra i principali creditori non garantiti figurano: Chanel (136 milioni di dollari), Kering (60 milioni), Capri Holdings (33 milioni), Mayhoola, il fondo che controlla Valentino (33 milioni). Diverse maison italiane sono anch’esse esposte: Ermenegildo Zegna (26 milioni), Brunello Cucinelli (21 milioni), Giorgio Armani (10,8 milioni), Roberto Coin, Sisley (Benetton) e Dolce & Gabbana (9 milioni ciascuno).

In totale, Saks Global stima di avere tra 10.001 e 25.000 creditori, con attività e passività comprese tra 1 e 10 miliardi di dollari. La crisi potrebbe avere ripercussioni sulle vendite nei negozi di Saks e Neiman Marcus, che continuano a ospitare questi marchi.

Prestiti d’emergenza e piano di rilancio

Per garantire la continuità operativa, Saks Global ha assicurato un pacchetto di finanziamento complessivo pari a 1,75 miliardi di dollari, di cui 1,5 miliardi da obbligazionisti senior garantiti, circa 240 milioni da finanziatori asset-based e un debtor-in-possession loan da 1 miliardo. È inoltre previsto un ulteriore impegno di 500 milioni di dollari da parte degli obbligazionisti per sostenere l’uscita dal Chapter 11, attesa nel corso del 2026.

I negozi fisici e le piattaforme e-commerce di Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus, Bergdorf Goodman, Saks Off 5th, Last Call e Horchow rimarranno aperti e pienamente operativi. La società ha presentato le consuete istanze “first day” al tribunale per garantire la gestione ordinaria, i pagamenti ai fornitori e la continuità dei salari e dei benefit dei dipendenti.

Il piano di trasformazione guidato da Van Raemdonck punta a risanare la struttura finanziaria, rilanciare le vendite e consolidare la posizione di Saks Global nel mercato dei grandi magazzini di lusso, mantenendo un focus costante sulla clientela e sulle relazioni con i marchi del lusso.

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