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Saie-Smart city: come si riaccende l’edilizia

SAIE E SMART CITY EXHIBITION – Maxi-forum a Bologna fra il 22 e il 25 ottobre per discutere del futuro dell’edilizia – Delrio: “Il governo si presenterà con proposte concrete” – Dal 2008 al 2013 gli investimenti sono crollati del 30% – Buzzetti (Ance): “Estendere cedolare secca sugli affitti anche alle società”.

Saie-Smart city: come si riaccende l’edilizia

Ripartire dall’edilizia scolastica, dal riassetto idrogeologico e dalla riqualificazione delle città per fare del settore edile uno strumento di ripresa economica, utilizzando anche i fondi europei 2014-2020, che prevedono 5,3 miliardi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e altri 20 per la ristrutturazione urbana. Di tutto questo si parlerà a Bologna fra il 22 e il 25 ottobre in occasione del 50esimo Salone dell’innovazione edilizia (Saie), che quest’anno si svolgerà in contemporanea con la terza edizione di Smart city exhibition, manifestazione organizzata da Bologna Fiere e Forum Pa.

L’iniziativa è stata presentata oggi a Montecitorio e Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha annunciato in un messaggio che “il governo si presenterà con proposte concrete” al Salone, perché “l’innovazione delle città e le politiche per le smart cities sono sfide decisive che dobbiamo affrontare con spirito di collaborazione”. 



Duccio Campagnoli, presidente di Bologna Fiere, ha spiegato che “il programma del Salone prevede un grande forum: l’obiettivo è di aprire un’agenda per concepire l’edilizia dei prossimi 50 anni, puntando all’utopia europea dei tre zeri: zero consumi, zero emissioni, zero rifiuti”. Il numero uno di Forum Pa, Carlo Monchi Sismondi, ha sottolineato invece che “nelle città si concentra la maggior parte dei problemi, ma anche delle potenziali soluzioni. E’ necessario iniziare da nuovi modelli di governance, per arrivare a una gestione integrata che metta al centro della propria azione la qualità di vita dei cittadini”. 

In termini economici, il settore edile è fra quelli che hanno subito il contraccolpo più pesante durante gli ultimi anni di crisi. Secondo elaborazioni Saie su dati dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), fra il 2008 e il 2013 gli investimenti nelle costruzioni sono crollati del 30%, arrivando l’anno scorso a 128,7 miliardi di euro, di cui 70,3 nell’edilizia residenziale (-21,1% rispetto a cinque anni prima) e 56,4 n quella non residenziale (-38,7%). Nel solo mercato residenziale, gli investimenti in immobili di nuova costruzione si sono fermati nel 2013 a 22 miliardi, più che dimezzati rispetto al 2008 (-53,9%), mentre quelli per interventi di riqualificazione sono cresciuti a 48,3 miliardi (+16,5%). 

Secondo Mauro Bonaretti, segretario generale della presidenza del Consiglio, “dobbiamo riuscire a ripartire da settori strategici come quelli della tecnologia e delle costruzioni: la vera chiave per lo sviluppo è il legame tra queste due dimensioni”. Fin qui di smart city “si è parlato molto – ha aggiunto –, ma finora non abbiamo dato prova di grande innovazione per tre motivi: il primo è strategico e riguarda la mancanza di progetti di sviluppo complessivi; la seconda è procedurale e concerne il sistema amministrativo, che non favorisce la capacità d’investire; l’ultima è concettuale, perché la smart city non è l’amministrazione come spesso si pensa, ma è la città che si integra in tutte le sue componenti”.

Ad oggi il maggior sostegno dello Stato all’edilizia è arrivato in termini d’incentivi fiscali per il recupero e la riqualificazione energetica degli edifici. Il giro d’affari così attivato è cresciuto progressivamente negli ultimi anni: 15,5 miliardi nel 2011, 16 nel 2012, 22,9 nel 2013 e – stando alle proiezioni – 33,4 nel 2014.

I costruttori richiedono però interventi più sostanziali: “Per far partire davvero la riqualificazione delle città è necessario in primo luogo riattivare il credito – ha detto Paolo Buzzetti, presidente dell’Ance –. Bisogna migliorare poi le regole generali nel sistema degli appalti, perché la corruzione è troppo diffusa, anche con infiltrazioni della criminalità organizzata, e semplificare gli oneri e le adempienze burocratico-amministrativi”. 

L’altro grande tema “è quello del fisco – ha aggiunto Buzzetti –. Si potrebbe ad esempio estendere la cedolare secca sugli affitti anche alle società o garantire uno sgravio totale a chi acquista un immobile per poi affittarlo, così da aumentare le locazioni. Finalmente sento dire dalla politica le parole giuste. Ora bisogna metterle in pratica”.   

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