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Saab spegne i motori, dichiarato fallimento

La storica casa automobilistica svedese davanti al tribunale fallimentare – E’ la fine di una storia di alti e bassi dal boom degli anni ’80, alla crisi fino agli ultimi 2 anni passati tra tribunali e passaggi di proprietà – Presto la risoluzioni dei debiti – Stoccolma impegnata per 275 milioni di euro con la Banca europea per gli investimenti.

Saab spegne i motori, dichiarato fallimento

Saab ha dichiarato il fallimento. La notizia di oggi è la conclusione di un lungo percorso durato 30 anni che, passando attraverso piani di salvataggio e smembramenti, ha portato la storica casa automobilistica svedese da essere l’astro nascente del mercato delle 4 ruote agli austeri banchi di un tribunale fallimentare scandinavo. La dichiarazione dei giudici di Vanersborb è perentoria e non lascia alcun margine alla speranza.

La storia recente di Saab è stata caratterizzata da diversi tentativi di salvataggio. Dopo che General Motors aveva interrotto le attività produttive a inizio 2010 agli americani era subentrata la Spyker Cars (ora Swedish Automobile), società di diritto olandese dello svedese Victor Muller, che si è avvalso per l’operazione del finanziamento del russo Vladimir Antonov. Dopo aver ripreso la produzione la Saab ha ricevuto un prestito di 4,1 miliardi di corone (400 milioni di euro circa) dalla Banca europea per gli investimenti, prestito che era stato garantito dal Governo svedese la cui esposizione nella vicenda è da verificare. L’ufficio dei debiti del paese scandinavo ha garantito alla Bei liquidità per 275 milioni di euro e la liquidazione del patrimonio di Saab dovrebbe essere sufficiente per evitare sacrifici da parte dell’erario. In seguito ai deludenti risultati sul mercato per provare a uscire dal buco nero si era tentato un accordo con i produttori cinesi Pang Da e Zhejiang Youngman Lotus Automobile, ma la possibilità di una soluzione è stata bruscamente spazzata via dalla notizia di oggi.

Nata per produrre aeroplani Saab si era specializzata nel mercato automobilistico dopo la seconda guerra mondiale. La società, che attualmente conta 3700 dipendenti, era salita alla ribalta all’inizio degli anni ’80 quando, avvantaggiandosi della svalutazione della Corona, si era costruita un buon mercato internazionale, guadagnandosi un’ottima reputazione per quanto riguardava l’affidabilità del prodotto e l’innovazione tecnologica.

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