Condividi

Roma, paradosso Raggi: solo mezza Metro C ma costi più alti

La Giunta Raggi è orientata a stabilire il capolinea della metro C al Colosseo, rinunciando all’obiettivo iniziale di collegare tutta la città – Ma l’effetto di questa decisione potrebbe far aumentare i costi dell’operazione.

Roma, paradosso Raggi: solo mezza Metro C ma costi più alti

Capolinea al Colosseo, sembra essere questo il destino della storia infinita della Metro C di Roma Capitale. A decidere questa stravagante conclusione è stata la Giunta guidata dal sindaco Virginia Raggi che, in base alle ultime indiscrezioni stampa, avrebbe rifiutato il finanziamento del Governo che avrebbe consentito di effettuare i lavori per far arrivare la linea verde fino a Piazza Venezia.

A dire No sarebbe stata direttamente l’assessore alla Mobilità Linda Meleo che avrebbe confermato le parole pronunciate dal sindaco di fronte all’Assemblea Capitolina. La prima cittadina, nelle scorse settimane, aveva dichiarato di voler portare avanti la realizzazione della Metro C solo per la parte già finanziata, vale a dire, fino alla stazione Colosseo/Fori Imperiali. In futuro, si vedrà.

Peccato che, come spiega Sergio Rizzo sul Corriere, divenuto celebre con il suo bestseller “La casta”, la terza linea ci sia già costata 3 miliardi e 700 milioni di euro, soldi spesi per perseguire un obiettivo che non verrà mai realizzato perché “mancherà proprio il pezzo più importante. Ossia quello necessario ad attraversare sottoterra il centro storico più bello e delicato del mondo per eliminare l’inquinamento e far vivere meglio la città a milioni di romani e milioni di turisti”, collegando tutta la Capitale da un capo all’altro.

In base a quanto riporta il Corriere della Sera, venerdì scorso ci sarebbe stata una riunione tra l’assessore Meleo e i vari soggetti coinvolti nell’operazione nel corso della quale sono emerse anche le difficoltà del “piano Raggi”.

Perché far fermare la Metro C al Colosseo non significa solo realizzare una metropolitana a metà, ma cambiare anche il progetto. Non si dovrà più costruire una fermata passante ma una stazione di testa. “Il che significa – spiega Rizzo – avere lo spazio per invertire la direzione dei treni, nonché i binari morti per parcheggiare i convogli eventualmente in avaria”.

Il problema è che se serve più spazio, occorrono anche più soldi per trovarlo. Ed è qui che si arriva al paradosso: perché una motivazione per la quale i Fori Imperiali potrebbero diventare il capolinea della Metro C è quella di spendere meno. Ma trasformando la fermata passante in stazione di testa si spenderanno invece più soldi. In tutto ciò servirà anche capire se il tutto potrà essere effettuato garantendo ai cittadini una frequenza accettabile dei treni, il che è più facile a dirsi che a farsi.

Commenta