L’anno che verrà quali novità porterà nell’economia? Sul periodico finire della conta dei dodici mesi fioccano scenari e previsioni su quel che avverrà, o potrebbe avvenire, nei successivi dodici, e le Lancette dell’economia non possono esimersi dal rituale. Naturalmente le angolazioni da cui guardare al futuro prossimo sono tante, almeno quante le varie dimensioni dei sistemi economici, ciascuna declinata per aree geografiche.
Cominciando da quelle monetarie viene da chiedersi: perché i tassi a lunga tendono a salire? Forse che annusino un cambiamento di rotta delle politiche delle Banche centrali, o quanto meno la fine imminente della fase dei tagli del costo del denaro da loro manovrato? O ci sono altre ragioni? E come reagiranno i tassi di cambio, posto che le condizioni presenti e prospettiche sono diverse tra i Paesi di cui le monete sono il biglietto da visita? Naturalmente le Borse seguono con trepidazione le parole e le opere dei banchieri centrali e stanno oscillando senza apparente direzione vicino ai massimi: la loro prossima mossa sarà di allentamento o di restrizione? Alla base di tutto, infine, c’è l’andamento delle economie reali, che influenza sia i movimenti dei tassi sia quelli delle azioni sia, infine, dei cambi: freneranno gli Usa e si rafforzerà il timido passo di ripresa dell’Eurozona?
Queste e altre domande sollecitano la redazione delle Lancette dell’economia di dicembre 2025, l’ultima di questa annata che è stata ricca di colpi di scena.
Le Lancette sono una rubrica mensile di analisi della congiuntura, con grande attenzione alle dinamiche strutturali; sono scritte da Fabrizio Galimberti e Luca Paolazzi ormai da ben più di un terzo di secolo. Escono solo su FIRSTonline e da domani ci sarà sul sito l’edizione di dicembre 2025. A tutti i lettori auguri per le imminenti festività e per un 2026 magari con più pace e meno turbolenze.