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Riforma giustizia: saltano 37 tribunali e 38 procure

Via libera dal Governo a uno schema di decreto legislativo per la riorganizzazione degli uffici giudiziari: saltano 37 tribunali, 38 procure, tutte le 220 sezioni distaccate e 674 uffici dei giudici di pace – Niente esuberi: personale da ricollocare – Severino: “Impensabile mantenere una geografia giudiziaria che risale ai tempi dell’Unità d’Italia”.

Riforma giustizia: saltano 37 tribunali e 38 procure

La foresta della giustizia italiana viene sfrondata a colpi di machete. Il Governo ha dato oggi il via libera a uno schema di decreto legislativo per la riorganizzazione degli uffici giudiziari. L’obiettivo è di cancellare 37 tribunali, 38 procure, tutte le 220 sezioni distaccate e 674 uffici dei giudici di pace. Non è prevista alcuna riduzione di personale, che sarà ricollocato, ma lo Stato risparmierà comunque una discreta somma: poco meno di tre milioni per il 2012, oltre 17 milioni l’anno prossimo e quasi il doppio, 31 milioni, nel 2014. 

Il vero scopo della riforma, tuttavia, non ha a che vedere in primo luogo con la finanza, quanto con l’efficienza dell’intero sistema giudiziario italiano. “È impensabile e anacronistico mantenere una geografia giudiziaria che risale ai tempi dell’Unità d’Italia – ha detto il Guardasigilli, Paola Severino, presentando il piano -. La parcellizzazione e lo spreco delle risorse giudiziarie ha raggiunto livelli talvolta imbarazzanti. Giusto per fare qualche esempio, esistono sezioni distaccate in cui ben cinque unità di personale amministrativo sono impegnate nel corso di un intero anno ad occuparsi di poco più di un centinaio di procedimenti, utilizzando strutture che costano ai cittadini per le sole spese vive (utenze per luce, acqua, telefono e ordinaria manutenzione) circa 50mila euro l’anno. Con questo provvedimento potremo risparmiare circa mille edifici con i loro costi e la loro manutenzione“.

In ogni caso, i tagli non saranno indiscriminati. Non saranno toccati i tribunali che si trovano nei capoluoghi di provincia. Un altro limite è rappresentato dalla cosiddetta “regola del tre”, secondo cui non possono esserci meno di tre fra tribunali e procure per ciascun distretto di Corte d’Appello. Questo vincolo “ha impedito la soppressione di uffici palesemente al di sotto degli standard fissati – si legge nel comunicato di palazzo Chigi -. Proprio la concomitanza di queste due regole ha ristretto notevolmente l’ambito di intervento sul totale dei 165 tribunali”.

Infine, ancora una precisazione dal ministro Severino: “Si è parlato di provvedimento legato alla spending review, ma così non è – spiega – per un criterio cronologico e di origine”. Il progetto di riforma “deriva dalla delega che aveva il precedente Esecutivo e che questo Governo ha ereditato. Una delega che consentiva la riorganizzazione dei tribunali e delle aree giudiziarie, per rendere efficiente giustizia anche attraverso la redistribuzione giudiziaria” con l’obiettivo di “mantenere in piedi solo quei presidi con dimensione necessaria e sufficiente a dare risultati. Possono rimanere aperti i tribunali con un numero di magistrati da 20 a 28 magistrati ma solo se si trovano in una zona di criminalità organizzata o il cui spostamento porterebbe dei disagi di trasporto”. 

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