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Rete unica, Vodafone in campo. FT all’attacco

Il Ceo di Vodafone Group Nick Read interviene per condannare il progetto di rete unica promosso dal governo italiano. “Guarda al passato e ripropone il monopolio”. Anche Ft boccia AccessCo

Rete unica, Vodafone in campo. FT all’attacco

Si scalda il clima intorno al progetto della rete unica, approvato – almeno nella sua cornice – da Tim e Cdp. Mentre Mediaset prende tempo per fare le sue valutazioni sull’opportunità o meno di partecipare al progetto e l’Ad di Tim Luigi Gubitosi si mostra poco entusiasta dell’eventuale ingresso dei broadcaster, il Financial Times boccia decisamente l’impostazione che il governo ha voluto dare alla nuova iniziativa infrastrutturale. E soprattutto, dopo un’iniziale attesa, scende in campo l’Ad di Vodafone Group Nick Read che ha comprato uno spazio sul quotidiano online Politico per pubblicare un suo intervento dal titolo chiarissimo: “L’infrastruttura digitale deve guardare al futuro e non al passato”.

“L’industria italiana delle telecomunicazioni ha sempre nuotato controcorrente” nella Ue, scrive FT, riferendosi al fatto che è stato annunciato il piano per unire le due reti di Open Fiber e di Tim (tramite Fiber Cop) “ricreando di fatto un fornitore di banda larga monopolistico”. “Mentre le società di Tlc in altre parti d’Europa hanno passato vent’anni a lamentarsi del fatto che le autorità di regolamentazione e i governi sono ossessionati dalla promozione della concorrenza”, osserva il quotidiano da Londra, il governo italiano va in direzione opposta. E ancora: “Stanno disegnando il perfetto suicidio per la fibra e ricreando un mostro”.

Per approfondire leggi anche Tim e Cdp, ok alla rete unica. Nasce FiberCop.

La volontà di Telecom Italia di assicurarsi la maggioranza nella “nuova rete AccessCo”, voluta dal governo per accelerare la posa della fibra ottica, ha fatto “irritare” alcuni suoi rivali, afferma poi il quotidiano della City ripreso in Italia dall’Ansa. “Tiscali e Fastweb hanno sostenuto la rete unica – prosegue il commento – ma altri hanno espresso l’allarme che l’accordo minerà i progressi fatti dall’Italia nel guidare la concorrenza e gli investimenti”.

Tra questi ultimi, si può ora ascrivere l’intervento di Nick Read su Politico. “Le infrastrutture digitali devono guardare avanti, non indietro, e i monopoli e la concorrenza forzata sono cattivi per i consumatori“, riporta l’Ansa. Read allarga il giro anche al Portogallo e alla Repubblica Ceca ma riguardo all’Italia scrive che “il governo sta cercando di ricreare quel monopolio nella rete fissa che i precedenti governi e le istituzioni europee avevano smantellato nel tempo”. Il “consolidamento” tra Telecom e Open Fiber lascerebbe gli altri provider “con solo un venditore di accesso all’ingrosso alla rete, cioè di nuovo Telecom Italia. I clienti di OpenFiber, Vodafone incluso, dovrebbero competere contro le offerte per la banda larga di Telecom Italia senza avere altra opzione se non comprare l’accesso all’ingrosso da loro”, prosegue Read. “Creare qualunque forma di concorrenza in Italia è stato notoriamente difficile, solo con la creazione di Open Fiber qualche anno fa l’Italia ha iniziato a modernizzare le sue reti fisse”, quindi “invertire un modello di monopolio fallito non può essere una cosa buona né per la concorrenza né per gli investimenti, e va contro quattro decenni di politiche antimonopolistiche e leggi Ue”, afferma il ceo di Vodafone. 

La scesa in campo di Vodafone, in particolare, riporta il tema della rete unica e dei suoi sviluppi sul tavolo dell’Antitrust Ue. L’Ad di Tim Luigi Gubitosi ha spiegato, in una conferenza stampa a Cernobbio lo scorso fine settimana, che la governance della nuova società garantirà un forte potere di controllo a Cdp e che sarà, in questo senso, indipendente. Quello della governance e dei pesi dei vari operatori nel capitale della rete unica sarà uno snodo cruciale per il successo della AccessCo che dovrà comunque ottenere il via libera del garante alla concorrenza: europeo o anche italiano se la Ue decidesse di rinviare il dossier a Roma.

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