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Reddito professionisti: ecco chi sale e chi scende

I più ricchi rimangono notai e farmacisti, che però nell’arco di 10 anni hanno visto crollare le entrate – Reddito in forte calo anche per ingegneri e architetti, mentre la situazione rimane stabile per gli avvocati – Migliorano le entrate di medici e dentisti, ma anche quelle di veterinari, agronomi e psicologi

Reddito professionisti: ecco chi sale e chi scende

Bene medici e psicologi, male architetti e avvocati, disastro per notai e farmacisti. Nell’arco di 10 anni, la mappa del reddito dei liberi professionisti italiani è cambiata molto, riducendo la distanza fra i due estremi della classifica. I più ricchi hanno visto calare le entrate (anche di parecchio) e i meno abbienti hanno iniziato a guadagnare un po’ di più.

In valore assoluto, il livello di reddito dei notai rimane inavvicinabile per le altre professioni. Eppure sono proprio loro, i paperoni per eccellenza, ad aver subìto il crollo delle entrate più significativo. Secondo il “Rapporto 2017 sulle libere professioni in Italia” pubblicato da Confprofessioni, i guadagni dei notai si sono praticamente dimezzati, passando in media dai 478mila euro del 2006 ai 244mila del 2015 (ultimo dato disponibile).

Discorso analogo per le farmacie, che rimangono al secondo posto della classifica, ma con un reddito sensibilmente più basso rispetto al periodo pre-crisi: dai 135mila euro del 2006 ai 116mila euro di tre anni fa (meno della metà dei notai).

Chiudono il podio gli studi medici, che però – pur restando a distanza siderale dalle prime due posizioni – hanno visto le entrate salire nel periodo considerato da 60 a 65mila euro l’anno.

Migliorano anche commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro (da 57 a 60mila), così come gli studi odontoiatrici (da 46 a 52mila).

Stabile la condizione degli avvocati, con gli studi legali che hanno limato il reddito medio da 50 a 49mila euro l’anno. Crollano invece le entrate degli studi di ingegneri (da 42 a 35mila euro) e architetti (da 30 a 23mila euro).

«Nella maggior parte delle professioni – si legge nel Rapporto – la crescita intervenuta tra 2006 e 2010 s’inverte nel periodo più recente: questa dinamica interessa in modo particolarmente intenso» le attività di ingegneri e architetti, «che risentono della marcata crisi dell’edilizia e del blocco degli appalti pubblici».

Dinamica opposta per il reddito di agronomi (da 25 a 30mila euro), periti agrari (da 22 a 28mila euro) e servizi veterinari (da 16 a 22mila euro), professioni che grazie alla crescita del comparto agricolo e dell’agroindustria hanno visto aumentare i guadagni nel modo più consistente (rispettivamente del 23, 26 e 36%).

Tornando alla classifica del reddito, l’ultima posizione spetta agli psicologi, che però si consolano con un live miglioramento delle entrate, salite da 18 a 21 mila euro l’anno.

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