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Primarie della Cultura, 15 punti da votare online

Il FAI lancia le Primarie della Cultura, una grande consulta popolare con l’obiettivo di promuovere e valorizzare soluzioni concrete per la cultura, l’ambiente e il paesaggio – Sul sito dopo essersi registrati si può votare scegliendo i temi più sentiti, sono quindici ed è possibile sceglierne tre.

Primarie della Cultura, 15 punti da votare online

L’iniziativa è stata promossa da un gruppo di giovani FAI Fondo Ambiente Italiano e prende spunto dal fatto che il 24 e 25 gennaio gli italiani dovranno esprimersi alle elezioni con la legge elettorale (porcellum) che impedisce di scegliere deputati e senatori. Ecco perché se non è possibile scegliere i candidati diventa importante almeno scegliere le idee perché anche la cultura può e deve entrare a far parte a pieno titolo del temi della prossima campagna elettorale per valorizzare questo grande patrimonio.

Sul sito Primarie della Cultura dopo essersi registrati  si può votare scegliendo i temi più sentiti, sono quindici ed è possibile sceglierne tre. 



Giudici virtuali prescelti sono cinque famosi personaggi illustrissimi: Giotto, Leonardo da Vinci, Dante Alighieri, Giuseppe Verdi, Federico Fellini, che rientrano in gioco per le diverse e rispettive arti, per riscattare la Cultura italiana.
Ad oggi i risultati on line sono sorprendenti circa 38 mila voti, una grande manifestazione che conferma che la Cultura è davvero una grande risorsa e che deve essere considerata tale proprio per il futuro sviluppo del nostro Paese, qui le statistiche aggiornate delle scelte votate. 

Qui di seguito le aree trattate poste al voto:

1. Non 1 di meno: quota minima 1% dei soldi pubblici per la cultura.
Perché con la cultura si mangia: aumento degli stanziamenti pubblici al mantenimento del patrimonio storico e artistico e alle attività culturali in linea con quanto avviene nei maggiori Paesi europei per favorire il conseguente turismo culturale che ne deriva.

2. Chi tocca il suolo muore: stop al consumo del paesaggio.
Per fermare il consumo di suolo: revisione delle norme che tutelano il paesaggio, imposizione di limiti al consumo di suolo anche per le aree non agricole e aggravamento delle sanzioni contro l’abusivismo. 

3. Io non dissesto: piani certi per la sicurezza del territorio.
Per contrastare i disastri ambientali: una strategia nazionale contro il dissesto idrogeologico per mettere in sicurezza i territori. La tutela dei territori ha bisogno di misure che favoriscano la valorizzazione dei paesaggi agricoli e della loro vocazione produttiva efficace anche contro rischi idrogeologici.

4. Io centro: difendere i centri storici.
Per fermare l’abbandono dei centri storici: incentivi fiscali e semplificazioni burocratiche per l’apertura di attività artigianali, ricettive e commerciali consone alla vocazione architettonica dei luoghi e maggiori sgravi fiscali per chi abita e restaura la propria casa all’interno di un centro storico.

5. Basta «leggi mancia»: piani triennali per le risorse della cultura.
Per la musica, il teatro, il cinema, la danza: programmazione triennale e certezza delle risorse pubbliche a favore delle attività culturali stabilite con criteri di valutazione condivisi anche con gli enti locali.

6. Agri-cultura: più lavoro e benessere a km zero.
Agricoltura: se smettessimo di importare prodotti alimentari dall’estero l’Italia avrebbe una capacità di sopravvivenza di soli tre mesi. Incentivi all’agricoltura come fonte di cibo, lavoro, cura del paesaggio e territorio con criteri innovativi sviluppando l’agricoltura a chilometro zero. Il più vecchio lavoro del mondo dal quale dipende molto la futura vocazione del nostro Paese.

7. Legge per il terzo settore che opera nei beni culturali.
Perché insieme si è più forti: riconoscimento del terzo settore e dei privati come fondamentali interlocutori per la valorizzazione, la gestione e la promozione del patrimonio storico, artistico e naturalistico.

8. No profit, no tasse: incentivi per chi opera nei beni culturali. Per essere più europei: riduzione delle imposte indirette agli enti non profit che operano nella conservazione e nella gestione dei beni culturali e incentivi fiscali per le donazioni private.

9. Ricomincio da tre (ore): più storia dell’arte a scuola.
Perché un’ora alla settimana non può bastare a fermare l’ignoranza: triplicare le ore di insegnamento di Storia dell’Arte in tutte le scuole superiori.

10. Mi ricordo, sì, io mi ricordo: salviamo le biblioteche.
Perché la memoria di ciò che eravamo non si perda: la riorganizzazione delle biblioteche e archivi e la loro digitalizzazione per garantire la loro sopravvivenza e consultazione in futuro anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie.

11. Progetto Mibac 2.0.
Per uno Stato più efficiente e moderno: adeguare le politiche culturali e di tutela e le professionalità necessarie a metterle in atto per consentire al Ministero per i Beni e le Attività culturali un ruolo più incisivo e attuale.

12. Più start up per tutti: vere agevolazioni per i giovani.
Perché la cultura è un’opportunità: dal recupero dell’evasione fiscale, un fondo per favorire lo start up delle iniziative affidate a cooperative di giovani che vogliano misurarsi con la gestione e tutela di beni e attività culturali offrendo loro deduzioni fiscali così come dovrebbero essere offerte a tutti i privati che volessero appoggiare la cultura in tutte le sue manifestazioni.

13. Meno Italialand, più Italia: politiche integrate per il turismo.
Perché andiamo indietro come presenza nel turismo quando abbiamo il Paese più bello del mondo? Ha fatto bene l’Italia ad abolire il Ministero per il Turismo attribuendo competenze in materia alle Regioni?

14. Restauro, resta con noi: tutelare l’artigianato di qualità.
Noi siamo ancora i migliori: nel restauro, nell’artigianato di qualità, nella conservazione dei beni d’arte. Potenziare gli investimenti nella formazione e nella promozione di competenze che sono l’orgoglio del nostro Paese.

15. Diritto allo studio, dovere di finanziarlo.
Formazione: sostegno alla creatività come nuova frontiera? Quale formazione sarà necessaria in futuro, come sostenere i migliori di ogni disciplina evitando la loro fuga all’estero?

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