Condividi

Banner FIRSTonline

Pirelli dribbla la crisi dell’auto puntando sull’High Value

La crisi dell’auto pesa anche sugli pneumatici, ma Pirelli la affronta spingendo sul segmento High Value, che rappresenta ormai il 67% dei ricavi, in aumento del 6,2% – Le stime però sono state ridotte

Pirelli dribbla la crisi dell’auto puntando sull’High Value

Pirelli archivia i primi sei mesi del 2019 con un fatturato di 2,655 miliardi, registrando una “crescita organica” dell’1,4% su base annua “grazie al positivo andamento del segmento High Value”. Lo comunica il gruppo in una nota diffusa al termine del consiglio d’amministrazione che ha approvato i conti.

L’aumento complessivo dei ricavi è stato dello 0,9%, dato che comprende “l’effetto dei cambi e l’adozione del principio contabile Ias 29 per tenere conto dell’alta inflazione in Argentina (per un impatto complessivo pari a -0,5%)”.

Il risultato netto delle attività in funzionamento ha toccato quota 307 milioni, in crescita del 68,8% rispetto ai 181,9 milioni registrati nel periodo gennaio-giugno dell’anno scorso. A questo risultato “ha contribuito anche il beneficio derivante dai crediti di imposta in Brasile per 102 milioni di euro”, precisa ancora il gruppo.

D’altra parte, Pirelli ha dovuto abbassare i target per il 2019: ora stima che i ricavi cresceranno tra l’1,5% e il 2,5% su anno (la forbice prevista in precedenza era +3-4%), sostenuti dal rafforzamento sull’High Value, che continuerà a pesare per circa il 67% sui ricavi.

Le stime sui volumi complessivi sono per una flessione tra il 2,5% e il 2% (la previsione precedente era -1%) a fronte di attese più caute sulla domanda “Primo equipaggiamento” e sul segmento Standard in Sud America.

Per quanto riguarda il solo segmento High Value, Pirelli prevede una crescita tra il 7,5% e l’8% (in precedenza stimava di superare il +9%), mentre per i volumi Standard si stima un calo tra il 12% e l’11,5% (da -11%).

Gli investimenti saranno pari a circa 380 milioni di euro, in calo rispetto ai 400 milioni indicati in precedenza, “in coerenza con il nuovo scenario di mercato”.

Margine Ebit adjusted previsto fra il 18% e il 19% (maggiore o uguale a 19% la precedente indicazione). Rapporto tra posizione finanziaria netta ed Ebitda adjusted ante costi di start up stimato a fine 2019 fra 2,33 volte e 2,20 volte (fra 2,50 volte e 2,37 volte includendo l’impatto IFRS16), rispetto a 2,49 volte a fine 2018.

Commenta