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Piazza Affari si conferma la regina di Borsa e per i titoli del debito pubblico è primavera calda

Nei primi quattro mesi del 2014 la Borsa italiana si conferma la migliore delle piazze azionarie occidentali: +15% contro +2,8% dell’Eurostoxx, + 5% di Madrid e + 0,5% di Francoforte – Sembra un trend destinato a durare – Il numero uno di Blackrock da Renzi – Volano i titoli del debito pubblico – Sale la febbre del M&A – E la Fed continua il tapering

Piazza Affari si conferma la regina di Borsa e per i titoli del debito pubblico è primavera calda

PIAZZA AFFARI ANCHE AD APRILE SI CONFERMA BORSA REGINA
FEBBRE DEGLI M&A E IL BOOM DEI BOND SPINGONO IL TORO

La festa del Primo Maggio cade nel momento giusto per apprezzare la marcia di Piazza Affari, il listino principe della prima parte del 2014. L’indice FtseMib ha infatti chiuso il mese di aprile con una modesta variazione positiva (+0,6% circa) che riesce tuttavia a confermare Piazza Affari ai primi posti fra le Borse mondiali in termini di performance nei primi quattro mesi dell’anno con un guadagno del 15%. Nello stesso periodo infatti l’indice Eurostoxx è salito del 2,8%, Madrid +5%, Francoforte si è fermata a modestissimo +0,5%.



A sottolineare che non si tratta di uno strappo momentaneo ma di un trend che promette di durare ci ha pensato la visita italiana di Lawrence Fink, numero uno di BlackRock, che nel Bel Paese, dopo i forti acquisti dell’ultimo anno, conta ormai investimenti per 59 miliardi di dollari. 

L’incontro di Fink con Matteo Renzi, rivelato dal presidente delle Generali Gabriele Galateri, dimostra che i Big dei mercato finanziario sono scesi in Italia con l’intenzione di restarci a lungo: solo un clamoroso autogol del Bel Paese potrebbe a questo punto rovesciare un trend che promette di durare, anche perché poggia su un quadro in cui i fattori positivi sembrano prevalere, nonostante le nubi in arrivo dal fronte orientale.

PETROLIO SOTTO I 100 DOLLARI, CONTINUA IL TAPERING USA

Il clima è sereno a Tokyo, una delle poche Borse aperte oggi in Oriente: sale l’indice Nikkei +0,9% a un’ora dalla chiusura. Ma soprattutto frenano oro e petrolio, scivolato sotto la soglia dei 100 dollari a barile. Anche gli indici di Wall Street hanno chiuso in terreno positivo: S&P 500 +0,27%, Dow Jones e Nasdaq entrambi a +0,3%.

Il meeting della Fed non ha regalato sorprese: si procede con il quarto round del tapering. Gli acquisti di Treasury e bond ipotecari da parte della banca centrale scendono così di altri 10 miliardi al mese a 45 miliardi di dollari al mese (20 miliardi sono mortgage backed securities e 25 sono titoli di stato americani).

Poche nubi turbano i cieli dei mercati: la frenata del Pil Usa nel primo trimestre (solo +0,1% , un punto meno delle previsioni), è stata spiegata come l’ultimo effetto negativo dell”inverno rigido. Nel comunicato emesso dopo il vertice della Fed si sottolinea che da marzo l’economia è tornata a crescere. Oggi è previsto un discorso di Janet Yellen, occasione propizia per elargire nuove rassicurazioni a Wall Street.

L’Europa, oggi in vacanza, ha vissuto una seduta di consolidamento, tra tensioni sul fronte orientale ( a sorpresa la banca centrale russa ha aumentato di nuovo i tassi per tamponare la crisi del rublo) e l’attesa per le decisioni che l’8 maggio prederà la Bce: l’inflazione della zona Ue, è risalita ad aprile a +0,7% da +0,5% di marzo, un piccolo segnale che rende meno urgente l’adozione di misure espansive. Londra ha chiuso in progresso dello 0,2%, Parigi -0,2%, Francoforte +0,2%, Madrid invariata.

Ribasso più pesante per Piazza Affari (FtseMib -0,8%), impegnata dalle sistemazioni di fine aprile, un altro mese positivo per il mercato italiano che chiude con un bilancio assai lusinghiero il primo terzo dell’annata finanziaria. 

“PERIFERIA” ALLA RISCOSSA: VOLANO I TITOLI DEL DEBITO

Tra i dati che spiegano la buona congiuntura un posto d’onore spetta alla primavera calda dei titoli del debito, grazie anche alle buone, se non ottime notizie in arrivo da Lisbona: il Portogallo, che solo sei mesi fa sembrava destinato a chiedere un nuovo pacchetto di aiuti a Bruxelles, ha deciso di imitare l’Irlanda uscendo con un lieve anticipo dal piano di aiuti Ue elargiti tre anni fa.

La risposta del mercato rasenta l’entusiasmo: Il Portogallo colloca ormai i suoi bond a condizioni più vantaggiose dell’Australia che pure vanta un rating tripla A-. Intanto il titolo decennale dell’Irlanda, Paese tonto da poche settimane sui mercati dopo il lungo purgatorio, è trattato al 2,89%, ovvero solo 20 punti base sopra il T bond Usa. E la Grecia, che accusa un rapporto debito/Pil del 172%, spunta un rendimento del 4,95%, non molto peggio del 4,2% della Nuova Zelanda (rating tripla A).

Non stupiscono in questa cornice i primati del debito italiano. Ieri il rendimento del Btp decennale è sceso al 3,07%, il livello più basso della storia. Lo spread scende sotto quota 160.

SALE LA FEBBRE PER GLI ACQUISTI. ANSALDO STS TORNA NEL MIRINO

Un secondo fattore che aggiunge adrenalina al Toro è l’impressionante crescita della febbre per gli M&A. Deutsche Bank segnala che da inizio anno sono stati annunciati 14 deal di ammontare superiore ai 10 miliardi di dollari, livello massimo dal 2007. Ma l’elenco sembra destinato ad allungarsi già nei prossimi giorni.

Il settore più caldo resta il pharma: il board di Astra Zeneca ha respinto l’offerta di 60 miliardi di sterline, lanciata da Pfizer (“non sempre grande è meglio” è stata la risposta alle avances in arrivo dagli Usa) ma diversi grandi azionisti hanno fatto sapere di pensarla diversamente. 

Intanto a Parigi si apre la gara per Alstom: la società ha accolto con favore l’offerta di 13,5 miliardi di dollari in arrivo da General Electric. L’attenzione per Ansaldo Sts (+3,6%), che potrebbe finire nel mirino della stessa Alstom, che progetta di investire nei trasporti dopo la vendita della divisione energia. E così via. I settori tech e pharma, recentemente in difficoltà dopo i fasti del 2013, sono tra i più colpiti dal fenomeno. 

LE TLC TORNANO SUPERSTAR. PIACE TI FORMATO PUBLIC COMPANY

Una nota particolare la merita il comparto tlc, in pieno fermento dopo annate deludenti sul fronte dei risultati. Il mercato sembra deciso a recuperare l terreno perduto con un occhio di riguardo per gli ex incumbent. In Francia, già campo di battaglia per il controllo di Sfr, vola Orange corre Deutsche Telekom. 

Non è da meno Telecom Italia , formato public company, ieri la migliore blue chip di Piazza Affari e seconda migliore nella classifica del mese di aprile (+8%) che si candida tra i protagonisti della primavera “calda”. La pensano così i gestori di Norges Bank, la banca centrale norvegese che tra le altre cose gestisce il fondo pensioni dei dipendenti pubblici scandinavi, che hanno comprato il 2,015% del capitale dell’ex incumbent italiano. Il titolo guadagna da inizio 2014 il 28% .

BANCHE, DOPO LA FRENATA PRONTE A CORRERE

Al cento delle attenzioni resta, al solito, il comparto bancario che, per la verità, ha vissuto un mese di assestamento. Tra i titoli peggiori del mese figurano infatti Banca Popolare dell’Emilia Romagna -10%, e Monte dei Paschi -9,5%, peggior titolo nell’ultima seduta di aprile nonostante la notizia che la Fondazione Mps e i due partner sudamericani con i quali ha siglato un patto parasociale sul 9% del capitale della banca si impegnano a sottoscrivere pro quota l’aumento di capitale da 5 miliardi della banca che sarà deliberato tra 20 giorni.

Ma, a lasciar prevedere una ripresa di interesse sono i voti degli analisti: Ubs ha alzato le valutazioni su Mediobanca, Intesa, Unicredit e il Banco Popolare che ha tagliato, con ottimi risultati, il traguardo dell’aumento di capitale. Lunedì prende il via l’aumento di capitale (500 milioni) della Banca Popolare di Milano .

I NUOVI CAVALLI DI RAZZA: FIAT, SAIPEM ED IL LUSSO
 Il mercato si è rivelato molto selettivo e rapido nel cambiare i cavalli in corsa. Non a caso i puledri di razza del primo trimestre hanno subìto un brusca correzione ad aprile. Spicca, al proposito, il passo indietro di Azimut (-13%).

Al contrario, sono andati alla riscossa i titoli meno brillanti nel rally di inizio anno.Tra i titoli che scalpitano merita una nota Saipem, +9% nel mese nonostante lo scivolone di ieri (-1,9%) che non ha impedito al titolo di essere la miglior blue chip dell’FtseMib del mese di aprile. 

Il mese ha anche visto la riscossa dei titoli del lusso, in terreno negativo da gennaio dopo i massimi del 2013. Nella top ten figurano sia Yoox (+4%) che Ferragamo (+7,3%). In forte recupero anche Tod’s (+7%), tra i più bersagliati. 

Interessante il risultato di Campari (+4,5%), in un mese assai negativo per i grandi del settore drinks.

Maggio però dovrebbe essere il mese di Fiat, che archivia aprile con un lusinghiero +3,7%. Martedì Sergio Marchionne svelerà il business plan che, tra gli altri obiettivi, punta al rilancio dell’Alfa, “l’arma segreta” per garantire una partenza lanciata a Wall Street.

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