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Piazza Affari regina, banche alla riscossa. Nozze Vivendi-Mediaset

La Borsa di Milano chiude in bellezza la settimana recuperando oltre 4 punti percentuali, molto meglio degli altri listini europei. Ma il bilancio dei sette giorni rimane negativo dell’1,6% – “Resurrezione” dei titoli bancari: vola Unicredit con Bpm e Bper, sugli scudi Mediaset e Telecom. Via libera del Biscione all’intesa del con Vivendi che acquista Premium. Scambio sul 3,5% del capitale.

Piazza Affari regina, banche alla riscossa. Nozze Vivendi-Mediaset

Chiude in bellezza una settimana tribolata dei mercati finanziari. Piazza Affari guida il recupero dei listini grazie alla “resurrezione” delle banche. L’indice Ftse Mib ha messo a segno un rialzo del 3,94% a quota 17.481 punti, più che compensando le perdite del giovedì nero (-2,4%). Poco dopo la chiusura del listino è arrivato il via libera di Mediaset all’accordo con Vivendi e alla cessione di Premium.

I due gruppi danno vita a una partnership industriale: in base agli accordi, si legge in una nota del gruppo francese, il 3,5% del capitale di Vivendi sarà scambiato con il 3,5% del capitale di Mediaset e il 100% del capitale di Mediaset Premium, la pay tv del Biscione che passa così di mano. Con l’intesa Vivendi rafforza la presa sulla tv a pagamento creando una entità europea con “più di 13 milioni” di abbonati complessivi. L’intesa comprende inoltre “iniziative per la produzione e la distribuzione in comune di contenuti audiovisivi e la creazione di una piattaforma tv globale over-the-top” La finalizzazione dell’accordo, che dovrebbe completarsi nei prossimi mesi, è soggetta all’approvazione delle autorità competenti, concludono i comunicati ufficiali.

La giornata a Piazza Affari oltre che dall’attesa per l’annuncio Vivendi-Mediaset, è stata segnata dalla riscossa delle banche. Il movimento, però, è insufficiente a portare in positivo il bilancio settimanale. La performance dal lunedì al venerdì è un ribasso dell’1,6%, quarta settimana consecutiva di discesa per Piazza Affari. Da inizio anno l’indice perde il 18%, primato negativo fra le principali Borse mondiali. 

Il rimbalzo ha favorito la ripresa degli altri listini europei, sostenuti anche dalla ripresa delle materie prime: Parigi +1,2%, aumenti attorno al punto percentuale per Francoforte e Londra.

Si placa anche la febbre del reddito fisso. Lo spread tra Btp e Bund scende a 122 punti, rendimento del decennale a 1,320%.

Torna intanto a salire il petrolio: Brent su del 5% a 41,4 dollari il barile (‘7% in settimana). A tirare la volata di Wall Street sono così le società petrolifere delle materie prime: Chevron +2%, Exxon Mobil +1,5%, ConocoPhillips +3,5%. Tra le società dei servizi all’industria petrolifera, Halliburton +3,3%.

A Piazza Affari il recupero del barile permette a Saipem un balzo del 7,7%, Tenaris +5,7%, Eni +4,3%.

Grazie al rally delle materie prime Wall Street limita le perdite della settimana sotto il punto percentuale. Il Dow Jones e il Nasdaq sono oggi in rialzo dello 0,8%. L’indice S&P500 guadagna lo 0,8%.

Protagoniste assolute della scena le banche italiane: l’indice di settore registra un balzo del 7,7% sull’onda delle attese per il prossimo varo del Fondo per la ricapitalizzazione delle banche, previsto entro lunedì mattina. Al proposito, alcune Fondazioni hanno confermato di aver ricevuto una lettera del presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti in cui si chiede di valutare l’adesione al fondo in tempi rapidi.

Vola sul listino Bper +14,3% seguita da Bpm +11%. Banco Popolare +10,9%, boom anche per Unicredit +9,7% garante dell’aumento di Popolare Vicenza per 1,75 miliardi. Secondo l’ad Federico Ghizzoni il fondo Usa di private equity Fortress è interessato a sottoscrivere una parte dell’operazione acquistando al contempo i crediti in sofferenza dell’istituto veneto.
 
Il recupero delle banche ha trascinato le assicurazioni ed il risparmio gestito: Generali +2,9%,UnipolSai +2,3%, Banca Mediolanum +5,7%, Anima +4,7%.

Al di là delle banche da segnalare l’attesa per l’accordo tra Mediaset +5,36% e Vivendi, all’esame del cda della controllata Fininvest. Mediaset ha chiuso in rialzo del 5,36%, più tranquilla Vivendi (+0,85%). La cessione di Premium, segnala una nota di Icbppi “farà emergere redditività e generazione di cassa delle attività televisive in chiaro”, finora frenate dai costi della pay tv. All’intera Premium, di cui la stessa Mediaset ha l’89%, è stato attribuito un valore di circa 800 milioni. Il conferimento rientra nel piano di swap azionario attraverso l’utilizzo di azioni proprie: il 3,5% di Vivendi vale circa 875 milioni, quello della controllata del gruppo Berlusconi circa 140 milioni.

Ancor più effervescente Telecom Italia in rialzo del 6,3% a 0,8885 euro, riducendo così la perdita da inizio anno giunta a sfiorare il 30%. L’azionista Vivendi ha dichiarato di non escludere una partecipazione alla iniziativa di Enel sul progetto banda ultralarga che dovrebbe cablare tutto il Paese anche grazie al contributo dello Stato per le aree che non sarebbero economicamente remunerative. 

Chiusura ruggente anche per Enel +2,8 che ha dato il via alla corruzione in Usa del parco eolico più grande del mondo. Ancora positiva A2A +0,5%.

In tutta Europa guadagnano le società dell’Automotive (Stoxx +1,5%). Fiat Chrysler guida il movimento con un rialzo del 4,1%. Spunto di Ferrari +2,4% nonostante Kepler Chevreux abbia ridotto il target price a 30 euro.

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