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Piazza Affari dribbla Siria e crisi politica: +6,6% nel 2018

Malgrado la tensione internazionale e le difficoltà di formare un governo, la Borsa di Milano si è confermata anche ieri la migliore in Europa – Banche e auto in vetrina – Maggioranza bulgara per Mustier in Unicredit – Vola Snaitech

Piazza Affari dribbla Siria e crisi politica: +6,6% nel 2018

Dopo le minacce, la frenata. Sul fronte siriano gli Usa hanno moderato i toni, diminuisce il rischio di un confronto militare con la Russia. I mercati possono così prepararsi all’avvio della stagione delle trimestrali Usa, pur sotto la pressione del quadro geopolitico.

Intanto, a sorpresa (ma non troppo dato il personaggio) il presidente Trump ha annunciato l’intenzione di riaprire le porte al TPP, l’accordo sul commercio tra i Paesi del Pacifico, da lui già denunciato: le proteste degli agricoltori Usa dopo l’aumento dei dazi cinesi sulla soia hanno convinto il presidente a creare nuovi sbocchi con il Giappone ed altri possibili clienti.



BORSE CINESI DEBOLI, SINGAPORE ALZA I TASSI

In questa cornice i mercati si avviano a chiudere la settimana con una sorpresa. Più rara della neve a Ferragosto, arriva dalla Cina l’inattesa notizia che a marzo i commerci di Pechino hanno chiuso in rosso, con un deficit di 5 miliardi di dollari causa il calo dell’export (-2,7%, contro una previsione di +11%). La spiegazione sta più negli effetti delle vacanze per il Capodanno cinese che nella guerra dei dazi.

L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen perde lo 0,4% dopo un avvio in buon guadagno. Hong Kong è sulla parità. La Borsa del Giappone sale nel finale di seduta, ma meno rispetto a stanotte: Nikkei +0,7%. Lo yen, come buona parte dei beni rifugio, si indebolisce, su dollaro e si porta a 107,4 da 106,9. Corea del Sud +0,5%. India +0,4%.

Si stringe, per la prima volta da sei anni, la politica monetaria di Singapore. Stanotte la Banca centrale è intervenuta sulla banda di fluttuazione del dollaro di Singapore, un provvedimento che si traduce in un intervento paragonabile al rialzo dei tassi. La Borsa sale dello 0,5%.

S&P CANCELLA I RIBASSI, CONTI OK PER BLACKROCK

Wall Street ha chiuso in rialzo, ma in allentamento dai massimi della seduta, grazie alla spinta delle banche, che oggi danno il via alla stagione delle trimestrali con i conti di JP Morgan e Citi. A scendere in campo per prime sono state Delta Airlines (+2,9%) e BlackRock (+1,5%).

In forte recupero l’indice Dow Jones (+1,21%), Nasdaq +1,01%. L’indice S&P 500 (+0,83%) ha recuperato tutto le perdite da inizio anno.

Sale il comparto tecnologico ma Facebook, dopo i recuperi degli ultimi giorni, cede l’1,5%.

Torna ad appiattirsi la curva dei rendimenti negli Stati Uniti, il differenziale due anni dieci anni, a 47 punti base, è vicinissimo ai minimi degli ultimi due anni, soprattutto a causa della salita del rendimento del bond a breve, in area 2,33%.

Si placano i venti di guerra, rallentano i prezzi del petrolio. Il Brent scende sotto i 72 dollari, Wti a 66,9 dollari al barile. A Piazza Affari in tensione Saipem (+1,44%) grazie ad una commessa in Uganda. Eni +0,9%.

SI RISVEGLIA IL BITCOIN, ALLUMINIO SPINTO DALLE SANZIONI

Si muovono poco le materie prime, con l’eccezione dell’alluminio, in calo stanotte al mercato di Shanghai. Ma il future di riferimento di questa commodity, nonostante la correzione delle ultime ore, si avvia a chiudere la settimana con un rialzo di oltre il 12%, la variazione settimanale positiva, più ampia dal 1987. Il balzo è stato provocato dalle sanzioni statunitensi su una serie di aziende russe, tra cui il colosso Rusal, uno dei più grandi produttori di alluminio del mondo.

Risveglio robusto del Bitcoin. La moneta elettronica è risalita a 7.968 dollari con un balzo del 14%, il più violento da quattro mesi.

MILANO AL TOP D’EUROPA: +6,6% NEL 2018

“Ah, se si potesse avere, da un maggiordomo di Trump, quotidianamente un’indicazione del suo umore al risveglio la mattina, che strumento potente sarebbe per il trading”. Il sogno di Giuseppe Sersale di Anthilia è probabilmente condiviso dagli operatori. Anche ieri i listini hanno accelerato a mano a mano che i tweet del presidente Usa si sono fatti meno minacciosi.

Piazza Affari, l’unica in terreno positivo alle 12, si è così confermata la Borsa migliore d’Europa, chiudendo a 23.304 punti. Il progresso da inizio gennaio si amplia a +6,6% distaccando la media delle Borse europee: indice Eurostoxx -1,6%. Malgrado tutti i problemi legati alla formazione di un governo stabile sul piatto, è di gran lunga la migliore della zona euro.

STAFFETTA IN VOLKSWAGEN, VOLA LA STERLINA

Il Dax di Francoforte, che da gennaio perde quasi il 4%, ha messo a segno guadagno dello 0,98% nel giorno della staffetta ai vertici Volkswagen (+1,98%). Herbert Diess, già responsabile del marchio di Wolfsburg, diventa il nuovo ceo al posto di Matthias Muller nell’ambito di un’ampia ristrutturazione delle prime linee del management del colosso automobilistico.

Parigi +0,59% e Madrid +0,1%. Fuori dall’area euro Zurigo +0,78%. Piatta Londra frenata dalla forza della sterlina sui massimi degli ultimi 10 mesi nei confronti dell’Euro (cross 0,865). Per la valuta di sua maestà si è trattato della miglior seduta dal 24 gennaio scorso.

VERBALI BCE: PREOCCUPA LA FORZA DELL’EURO

Nel corso della riunione Bce dello scorso mese sono stati espressi timori sul rischio di una vera e propria guerra commerciale con gli Usa ed è emerso un certo nervosismo sulla forza dell’euro. Il tasso di cambio, si legge nei verbali della Bce, è una “fonte significativa” di incertezza. “È stato sottolineato – continua il comunicato – che i recenti movimenti nel tasso di cambio dell’euro sembrano da ascriversi più ai relativi shock di politica monetaria, inclusa la comunicazione, e meno a miglioramenti nelle prospettive macroeconomiche”.

Gli investitori si chiedono se l’attentamente calibrato programma della Bce per uscire dalla sua politica espansiva possa essere compromesso dall’incombente guerra commerciale fra Usa e Cina, sebbene la Bce abbia al momento minimizzato questo rischio. Dopo la diffusione dei verbali l’euro ha accelerato il calo sul dollaro.

IL TESORO ACCELERA LA RACCOLTA PRIMA DELLA FINE DEL QE

Il secondario italiano, appesantito in mattinata dalle aste, ha recuperato in parte terreno rispetto al Bund. Il Tesoro ha assegnato un importo appena inferiore al massimo della forchetta annunciata: 9,17 miliardi di euro in Btp a 3, 7, 20 e 30 anni, a fronte di un’offerta compresa tra 7,25 e 9,25 miliardi.

Secondo i calcoli di Chiara Manenti di Intesa Sanpaolo, con queste aste il Tesoro ha completato il 37,2% delle esigenze di quest’anno. La strategist ritiene positivo che il Tesoro continui a sovrappesare l’offerta in questi mesi, perché nella seconda parte dell’anno bisognerà gestire l’incertezza legata alla fine del quantitative easing.

FINANZA E AUTOMOTIVE IN EVIDENZA. BRILLA STM

Il settore tech (+1,5% l’indice Eurostoxx) ha guidato il rimbalzo dei listini europei. A Piazza Affari il miglior titolo è stato Stm (+4,93% a 18,50 euro). Grazie al rimbalzo odierno, il titolo ha azzerato la perdita da inizio anno. L’azione è infatti passata dai 20,36 euro del 21 marzo ai 17,025 euro del 4 aprile, per poi intraprendere il movimento di recupero ancora in corso. A Wall Street l’indice Philadelphia Semiconductor (Sox) ha registrato il quarto rialzo consecutivo.

Positivo anche l’automotive. Cnh Industrial (+2,42%) ha sfruttato il traino della possibile quotazione della divisione truck di Volkswagen. Mediobanca Securities ha confermato la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 13 euro sul titolo.

Fca +1,97%. Banca Akros ha confermato sul titolo la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 25 euro.

MAGGIORANZA BULGARA PER MUSTIER IN UNICREDIT

Migliorano i conti delle banche: le sofferenze nette detenute dagli istituti di credito italiani sono calate in febbraio di 5 miliardi a 54,5 miliardi. Lorde -19% a 163 miliardi. Gli impieghi sono cresciuti del 2,4% anno su anno.

Diffusi i guadagni nel comparto (+1,09% l’indice Eurostoxx). Intesa balza dell’1,16%.

Maggioranza bulgara per l’assemblea Unicredit (+2,41%) che ha rinnovato il consiglio di amministrazione: la lista di maggioranza ha ottenuto l’89,59% dei consensi. “Siamo impegnati a sviluppare una banca paneuropea, perciò il nostro impegno sarà molto a lungo termine”, ha detto il ceo Jean-Pierre Mustier al termine dell’assemblea. Alla presidenza della Banca è intanto arrivato Fabrizio Saccomanni.

MPS, TRA GLI NPL I CREDITI VERSO 13 PARTITI

Positiva anche Mps (+1,12%). “Abbiamo raggiunto i target 2017 – ha detto l’ad Marco Morelli ai soci in assemblea – il 2018 è l’anno più importante”. Il processo di cessione degli Npl potrebbe concludersi a maggio, un mese prima della scadenza prevista. I dati al primo trimestre, che saranno diffusi il 10 maggio, ha aggiunto l’ad, evidenziano anche “un’ottimizzazione della raccolta” mentre i rischi da cause intentate contro la banca sono calati da 8,3 a 3,9 miliardi del 2017.

È stato anche rivelato che Mps “vanta crediti nei confronti di 13 partiti politici per complessivi 10 milioni di euro, di cui 9,7 milioni non performing”.

MINCIONE SALE IN CARIGE, CALTAGIRONE IN GENERALI

Ben comprata Carige (+3,75%): alle indiscrezioni su un incremento della quota in mano a Raffaele Mincione intorno all’8% si sono aggiunti i commenti dell’ad Paolo Fiorentino sul forte interesse per il portafoglio unlikely to pay.

Bper Banca +1,1%. Due fondazioni azioniste, una di Modena, l’altra di Bologna e l’altra ancora di Imola, hanno sottoscritto un patto sul 4,7% del capitale. Banco Bpm +2%.

Generali +1,4%. Francesco Gaetano Caltagirone ha il 4,002% del capitale, lo si apprende da Consob. Unipol +2,7%. Equita Sim ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 5,2 euro.

Nel gestito rimbalzo di Anima (+3,5%) dopo la reazione negativa seguita all’accordo tra Poste Italiane ed Intesa.

VOLA SNAITECH (+14,6%) SOTTO OPA, LA JUVE SI CONSOLA

Strappa Snaitech (+14,6%) dopo che Playtech ha annunciato un accordo per rilevare il 70,56% della società a 2,19 euro per azione e il conseguente lancio di un’Opa allo stesso prezzo finalizzata al delisting.

Bene la Juventus (+3,04%) nonostante l’eliminazione negli ultimi secondi di partita contro il Real Madrid. Prese di beneficio su As Roma (-4,5%) dopo il balzo a seguito della qualificazione alle semifinali di Champions League. In forte rialzo la Lazio +5,83% prima della sciagurata sconfitta di ieri sera contro il Salisburgo.

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