Conti in chiaroscuro per Pfizer. Nel quarto trimestre del 2025 il colosso farmaceutico ha registrato ricavi per 17,6 miliardi di dollari, in calo operativo del 3% su base annua. Il dato riflette soprattutto il drastico ridimensionamento dei prodotti legati al Covid-19, con Comirnaty e Paxlovid in forte contrazione. Al netto di questi due farmaci, però, il quadro cambia sensibilmente: il fatturato operativo del trimestre risulta in crescita del 9%, sostenuto da vaccini come Abrysvo, dai biosimilari oncologici e da farmaci consolidati come Eliquis, Prevnar e Vyndaqel. Un segnale che il portafoglio “non-Covid” continua a rafforzarsi, anche se non basta a compensare del tutto il venir meno dei ricavi straordinari degli anni passati.
Perdita contabile, ma margini sotto controllo
Sul fronte della redditività, il trimestre evidenzia una perdita per azione diluita pari a 0,29 dollari, in netto peggioramento rispetto all’utile registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Sul fronte rettificato, invece, l’utile per azione è salito a 0,66 dollari, in crescita del 5% e superiore alle attese del mercato.
Guardando all’intero 2025, i ricavi annuali si attestano a 62,6 miliardi di dollari, in calo operativo del 2%, mentre l’utile per azione diluito rettificato raggiunge 3,22 dollari.
Guidance 2026 confermata
Il gruppo ha confermato le previsioni finanziarie per il 2026, indicando ricavi compresi tra 59,5 e 62,5 miliardi di dollari e un utile per azione diluito rettificato atteso tra 2,80 e 3,00 dollari. Le stime includono circa 5 miliardi di ricavi dai prodotti Covid-19 e tengono conto di un impatto negativo legato alla perdita di esclusività di alcuni farmaci.
La strategia resta focalizzata sulle aree terapeutiche chiave e sull’espansione della pipeline, con l’avvio previsto di circa 20 studi clinici cardine nel corso dell’anno, inclusi quelli sui farmaci anti-obesità a durata d’azione ultra-lunga.
Pfizer: titolo giù nel pre-market
Dopo la pubblicazione dei conti, la reazione del mercato è stata immediata e negativa. Il titolo Pfizer arretra con decisione nel premarket di Wall Street, con un calo superiore al 4%, segnale di un sentiment prudente che privilegia la visibilità sui ricavi futuri rispetto alla tenuta dell’utile rettificato.