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Passero (Alleanza): “2019 da record, protezione salute come driver: stupiremo i clienti”

INTERVISTA A DAVIDE PASSERO, Ad di Alleanza Assicurazioni (gruppo Generali) – La compagnia è cresciuta del 16% e ha raggiunto il primato storico della produzione – “L’obiettivo per il 2020? Fare ancora meglio”.

Passero (Alleanza): “2019 da record, protezione salute come driver: stupiremo i clienti”

Il record nei 122 anni di storia: Alleanza Assicurazioni, compagnia del gruppo Generali, ha chiuso un 2019 da incorniciare, col primato storico della produzione, salita oltre i 2,7 miliardi. La crescita è stata del 16%, cinque volte quella del mercato assicurativo italiano, fermo al +3%. Ne parla oggi davanti a 1.700 dipendenti l’amministratore delegato Davide Passero, che ancora una volta ha scelto Genova, dove Alleanza fu fondata, per chiamare a raccolta la più numerosa pattuglia di consulenti d’Italia (sono ben 12.000 su tutto il territorio nazionale), “perché le radici sono importanti. E’ ormai dal 2015 che teniamo a fare la convention annuale a Genova”. Oltre ai risultati, Passero ha commentato con FIRSTonline gli obiettivi per il 2020, partendo proprio dallo slogan scelto per la kermesse ligure.

Dottor Passero, come slogan della convention avete scelto “Il senso della meraviglia”. Un messaggio un po’ insolito per una compagnia assicurativa: che cosa volete comunicare?

“Non vado matto per gli inglesismi, ma in questo caso penso che funzionerebbe bene definirci una experience company. L’obiettivo del gruppo Generali è quello di essere partner di vita, noi vogliamo recepirlo e andare oltre, offrendo ai nostri clienti esperienze memorabili, meritevoli di essere raccontate. Vogliamo stupirli, andare oltre le loro aspettative. Spesso, nel mondo, le compagnie assicurative non godono di grande reputazione, ma io credo che con la giusta attenzione possiamo persino creare meraviglia nei clienti”.

Intanto, chiudete un’annata da record. Che cosa ha da dire su questo?

“Che oltre ai numeri, siamo cresciuti anche come qualità del fatturato, diversificando l’offerta. Un anno e mezzo fa abbiamo deciso che la protezione della salute, in un Paese come l’Italia dove la spesa sanitaria privata è scarsamente coperta, diventasse uno dei driver, e quel settore è infatti cresciuto del 65%, fatturando circa 40 milioni. In generale la protezione, compreso il Vita, ha generato 170 milioni, crescendo del 30%”.

Questi risultati sono arrivati in un contesto di mercato non brillante e nonostante il fatto che l’Italia continui ad essere un Paese sottoassicurato. Come pensate di crescere e conquistare nuovi clienti?

“Quest’anno lanciamo un grande piano per l’educazione finanziaria, che intanto è un bene per tutto il sistema ed è un dovere sociale per chi si occupa di assicurazioni. Al di là della scelta finale delle persone su quali prodotti scegliere e con quali compagnie, è giusto che vengano correttamente informate. Il piano prevede centinaia di iniziative, orientate in due direzioni: la formazione e l’aggiornamento professionale dei nostri consulenti, e la diffusione di una cultura finanziaria sul territorio. Noi siamo capillarmente presenti in tutta Italia, abbiamo oltre 1.200 punti vendita”.

L’Italia è il 19esimo Paese tra i primi 20 dell’Ocse per educazione finanziaria, davanti solo all’Arabia Saudita. Come pensate di intervenire?

“Gli italiani hanno da sempre una bassa propensione al rischio, e quando lo fanno prediligono strumenti come i titoli di Stato. Ma in una fase di rendimenti bassissimi, o addirittura negativi, di Bot e Btp, occorre spiegare loro che esistono investimenti alternativi. Ad esempio la previdenza integrativa per noi è un pilastro, eppure due lavoratori su tre ne fanno ancora a meno, nonostante la significativa esenzione fiscale prevista dalla legge. Anche sulla salute le famiglie sono assicurate: la spesa sanitaria privata cresce a doppia cifra, ma solo il 10% delle prestazioni sono coperte dalle tradizionali polizze, a differenza del 30-35% di altri Paesi europei. E’ importante assicurare soprattutto la diagnostica di alto livello e i grossi interventi chirurgici, che lo Stato non copre e che costano migliaia di euro, mentre assicurarli costerebbe 50-60 euro al mese”.

Tornando allo slogan scelto per la convention: sembrate puntare molto sulle persone, consulenti e clienti, eppure non vi sottraete alla sfida della tecnologia. Come bilanciate i due aspetti?

“Vogliamo essere romantici, unire la componente razionale e quella emotiva. Siamo convinti che non finiremo per essere gestiti dagli algoritmi di Facebook e Amazon, ma che anzi sarà la tecnologia a mettersi al servizio delle relazioni umane”.

Previsioni per il 2020?

“Lo scenario dei tassi bassi è ineludibile, tuttavia il mercato assicurativo ha ampi margini di crescita. Il nostro successo dipende dunque da noi, dalla nostra capacità di intercettare i bisogni dei clienti. Dove vogliamo arrivare? A superare il record del 2019”.

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