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Pagamenti digitali, Poste Italiane vuole quasi il 50% di Sia

Poste Italiane ha dato mandato esplorativo a JP Morgan per valutare l’operazione di acquisizione dell’ulteriore 34,5% di Sia, il leader europeo nella progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture e servizi tecnologici nel settore dei pagamenti digitali

Pagamenti digitali, Poste Italiane vuole quasi il 50% di Sia

Poste Italiane è pronta a fare un passo in più e passare alla fase esecutiva del piano di crescita nel settore dei pagamenti digitali. Secondo Il Sole 24 ore di oggi, la società guidata da Matteo Del Fante, starebbe valutando di aumentare la propria partecipazione in Sia – leader europeo nella progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture e servizi tecnologici nelle aree dei pagamenti –fino a raggiungere una quota di partecipazione di poco inferiore al 50%.

L’intenzione di Poste è confermata dal fatto che JP Morgan, banca d’affari statunitense, sia stata contattata per procedere a un mandato esplorativo per valutare l’operazione. Al momento la quota di Poste Italiane su Sia è pari al 15% del capitale e sarebbe interessata all’ulteriore 34,5%. L’operazione potrebbe valere circa un miliardo di euro per Poste e che potrebbe consentirle di crescere nel settore dei pagamenti digitali, settore in cui Sia è fortemente specializzata.

La composizione di Sia al momento risulta piuttosto frazionata e vede la presenza alle spalle del principale socio Fsia investimenti che detiene il 49,48%, una serie di fondi e banche come: F2i con il 17,05%, il fondo Hat Orizzonte (8,64%), Banco Bpm (4,82%), Intesa Sanpaolo (4,05%), Unicredit (3,97%), Mediolanum (2,85%) e Deutsche Bank (2,58%).

L’obiettivo di Poste Italiane è industriale: “Sia ha clientela di grande livello e un bagaglio di competenze tali da essere sinergica per Poste. Ne nascerebbe un vero campione nazionale, in un settore strategico come quello dei sistemi di pagamento”, secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore: “Proprio Sia, del resto, aveva visto l’ingresso in campo di Cdp Equity e di F2i per strapparlo ai grandi gruppi esteri che erano pronti a comprarlo dalle banche azioniste”. Il Sole24Ore ricorda che “il gruppo Sia ormai da anni ha indicato la quotazione in Borsa come strada maestra: tuttavia l’Ipo non si è mai concretizzata e al momento la società ha anche qualche nodo manageriale da risolvere”.

Queste indiscrezioni sono in linea con le intenzioni del ceo di Poste Italiane di ampliare i già consistenti investimenti nei pagamenti digitali dove l’operatore dei recapiti detiene una posizione di rilievo attraverso Poste pay. A piazza Affari, alle ore 11:50 il titolo di Poste Italiane quota a 7,06 euro a +0,57% rispetto al prezzo d’apertura.

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