Si sbocca il dossier dell’esportazione di chip per l’intelligenza artificiale di Nvidia in Cina. Ieri sera il presidente Usa Donald Trump ha annunciato su Truth Social di aver “informato il presidente cinese Xi” che gli Stati Uniti “consentiranno a Nvidia di spedire i suoi prodotti H200 a clienti approvati in Cina e in altri Paesi, a condizioni che consentano di mantenere una forte sicurezza nazionale”. “Il presidente Xi” ha proseguito “ha risposto positivamente! Il 25% sarà versato agli Stati Uniti d’America“.
Erano mesi che l’amministrazione Trump e l’azienda discutevano di questo argomento: il governo Usa voleva impedire alla Cina di accedere a questo tipo di chip, fondamentale per lo sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di rallentare i progressi del settore nel paese. L’amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang ha incontrato più volte Trump per cercare di convincerlo a modificare le norme sull’esportazione di chip: secondo Huang permettere queste vendite avrebbe reso la Cina più dipendente dai prodotti americani e avrebbe permesso alle società americane di ottenere grossi ricavi, da investire nella produzione di chip ancora più potenti. A luglio l’amministrazione Trump aveva già tolto le restrizioni sulla vendita del chip H20, sviluppato da Nvidia specificamente per il mercato cinese e meno potente degli altri, per rispettare le norme imposte dal governo statunitense.
Resta invece ancora vietata la vendita in Cina dei chip Blackwell, l’ultimo modello prodotto da Nvidia. Il governo statunitense ha detto che altre società come Advanced Micro Devices e Intel potranno vendere alcuni chip in Cina, ma che il 25% dei ricavi generati sarà girato al governo statunitense, una percentuale maggiore rispetto al 15 per cento previsto da un accordo con l’amministrazione americana firmato ad agosto.
Trump ora sostiene che “questa politica sosterrà l’occupazione americana, rafforzerà la produzione statunitense e andrà a beneficio dei contribuenti americani”. Proteggeremo la sicurezza nazionale, creeremo posti di lavoro americani e manterremo la leadership americana nell’intelligenza artificiale. I clienti statunitensi di Nvidia stanno già andando avanti con i loro incredibili e avanzatissimi chip Blackwell e, presto, Rubin, nessuno dei quali fa parte di questo accordo. La mia amministrazione metterà sempre l’America al primo posto. Il Dipartimento del Commercio sta finalizzando i dettagli e lo stesso approccio si applicherà ad Amd, Intel e altre grandi aziende americane”.
Positivo per le aziende legate all’intelligenza artificiale è arrivato l’annuncio di Trump ieri di un ordine esecutivo per creare un’unica regolamentazione nazionale per l’intelligenza artificiale che arriverà questa settimana.
Nvidia, che a ottobre era diventata la prima azienda al mondo a valere più di 5mila miliardi di dollari e aveva presentato ottimi risultati finanziari, aveva subìto uno smacco da Google che il mese scorso ha presentato due nuovi modelli AI bypassando le unità di elaborazione grafica (Gpu) prodotte da Nvidia e utilizzando invece chip alternativi chiamati Tensor Processing Units (TPU), di proprietà di Google stessa.