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Nuovo stadio San Siro, le “bugie” di Inter e Milan

Il nuovo stadio a Milano continua a suscitare polemiche da parte degli abitanti della zona in cui sorgerà. Ecco le osservazioni del Comitato che li rappresenta

Nuovo stadio San Siro, le “bugie” di Inter e Milan

Il nuovo stadio di San Siro si farà, ma fino all’ultimo non mancheranno le polemiche. In prima linea contro il progetto voluto da Inter e Milan e avallato dal Comune di Milano c’è sempre il Coordinamento San Siro, il comitato dei cittadini di quella zona della città che si oppongono fermamente alla costruzione di un nuovo impianto. Sebbene nelle intenzioni dei due club ci sia anche quello di riqualificare l’intera area, con edifici ma anche aree verdi (100.000 mq), percorsi per la mobilità dolce e un distretto dello sport, il tutto a impatto ambientale zero, il Coordinamento ha individuato diversi punti che non quadrano. “Tutti i dati sono stati controllati e verificati, ricavati dai progetti esposti dalle squadre e confermati dagli assessori”, precisa il comitato nella newsletter.

A finire nel mirino dei cittadini sono innanzitutto i rendering, definiti “specchietti per le allodole e troppo spettacolari. Fanno sì che l’attenzione venga catturata da qualcosa (per esempio dalla zip-line di cui tutti ora parlano), per distoglierla da cose più importanti”. Come ad esempio, sempre secondo il Coordinamento San Siro, il fatto che il nuovo impianto sorgerà decisamente troppo vicino alle abitazioni. “Lo stadio verrà costruito a soli 30 metri dalle case di via Tesio, che è larga circa 16 metri, quindi significa che lo stadio sarà ad altri circa 15 metri dal marciapiede”. E quello della distanza è solo il primo di una serie di punti critici denunciati dai comitati di quartiere. Ecco gli altri.



IL VERDE

“Ci promettono, come una manna dal cielo, ben 26.000 mq di verde (in realtà sul sito del progetto si parla di 100.000 mq, ndr). Che naturalmente sui rendering sembrano anche molti di più. Bene: siamo a conoscenza che 26.000 mq sono la bellezza di 2,6 ettari? E che sono esattamente la metà dei già esistenti 5,2 ettari?”. Questa la denuncia del Coordinamento, che sostiene dunque che il verde finirà per diminuire e per essere distribuito “su più piani”, come ha detto l’assessore all’Urbanistica del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran. “Significa dunque che saranno costituiti anche da aiuole, terrazzi etc, in altre parole da arredo urbano e non da verde vero”.

I PARCHEGGI

Gli attuali parcheggi verrebbero coperti dal nuovo stadio. Ma la domanda che si pongono i ribelli è: dove andranno a parcheggiare tutte quelle macchine e pullman che finora venivano a parcheggiare lì? “Le società di calcio dicono che verranno predisposti parcheggi interrati. Sì. Per i vip. E gli altri? Non c’è nessun piano parcheggi nei loro progetti. Eppure abbiamo più volte sottolineato come, per esempio, i parcheggi in fondo a via Novara, ora inutilizzati, siano adattissimi, se corredati da una navetta”.

I PREZZI DEI BIGLIETTI

“Le società di calcio – sostiene il Coordinamento – hanno più volte detto che vogliono incrementare i posti vip. Cioè quelli più costosi. Con il nuovo stadio verranno ridotti al minimo i posti per famiglie, a favore di quelli per i vip. I prezzi dei biglietti e degli abbonamenti schizzeranno alle stelle”.

MENO POSTI

Il comitato insiste anche sulla questione posti, visto che diversi progetti alternativi, firmati anche da importanti architetti e caldeggiati dal Coordinamento, proponevano come soluzione di ristrutturare l’attuale Giuseppe Meazza. “Il nuovo stadio porterà al massimo 60.000 spettatori contro i quasi 78.000 del Meazza. Con i progetti di ristrutturazione del Meazza i posti sarebbero comunque superiori ai 60.000”.

SPECULAZIONE IMMOBILIARE

Lo stadio in sé, sempre secondo i dissidenti, non è un affare per le società calcistiche che lo quantificano pari solo al 14% dell’intero business. “Il vero business è la speculazione immobiliare che crescerà accanto: tre grattacieli, un centro commerciale, un multisale, un hotel, un centro congressi. Tutto nella stessa area. Cemento su cemento”.

CARICO URBANISTICO

“Con tutto quello che si vuole costruire, il carico urbanistico riceverà un’impennata. Le società calcistiche hanno uno slogan: con l’attuale Meazza si ha un evento 2-3 volte la settimana. Con il nuovo progetto si avrà un evento 365 giorni all’anno. Quindi per ogni giorno dell’anno si avranno folle di persone e utenti di tutti i tipi nel quartiere. Lo stesso quartiere che ora ha un’area verde di 5 ettari dove si passeggia e si fanno picnic. Uno stravolgimento”, viene scritto nella newsletter.

VIABILITA’

Secondo il Coordinamento San Siro, non esiste un piano efficace ed efficiente per la viabilità nel progetto presentato dalle società. “Come detto sopra, i parcheggi spariranno, aumenterà il carico urbano e tutte le macchine degli utenti del cosiddetto “evento 365 giorni l’anno”, dove passeranno? Soprattutto, come dove defluiranno i 60.000 spettatori del nuovo stadio? Già oggi le vie sono congestionate in occasione delle partite (pre-Covid), come sarà poi? Più volte il Comitato ha fatto presente che, per lo meno, si dovrebbe portare il traffico per via sotterranea fino alle tangenziali. Nulla è stato detto in proposito. Sarà uno straordinario affollamento di persone e auto. Molto più di quello attuale, anche dei momenti topici”.

INQUINAMENTO

Nel dossier fatto preparare dal Coordinamento San Siro e inviato all’amministrazione lo scorso marzo viene spiegato nel dettaglio come l’aumento di carico urbanistico comporti l’aumento di inquinamento. “Oltre all’aumento delle auto in circolazione ci sarà ovviamente maggior riscaldamento d’inverno e maggior utilizzo dell’aria condizionata d’estate. Significa maggior inquinamento”, viene scritto.

SICUREZZA

“Proviamo a immaginare come sarà la sicurezza, con uno stadio a 30 metri dalle case e 60.000 tifosi che entrano nello stadio, ma soprattutto escono tutti insieme. Dove escono? Nella via Tesio attraverso due uscite. Dove vanno? Che cosa fanno 60.000 persone? Già oggi che lo stadio è a 200 metri, sappiamo che cosa lasciano e che cosa fanno. Chi abita qui lo sa bene”.

SPESA PUBBLICA

Viene sollevata anche la questione dei maggiori oneri a carico del Comune di Milano. “Le società di calcio pagheranno 2 milioni di euro all’anno all’amministrazione per l’utilizzo delle aree. Ciò significa 8 milioni all’anno in meno di entrate. E in più il Comune deve pagare alle società anche 74 milioni per rifunzionalizzare il Meazza, cioè per ridurlo a moncone e per avere una meravigliosa zipline. E poi l’amministrazione come compenserà queste minori entrate e maggiori uscite? Con maggiori tasse? Per avere un Meazza ridotto così, con qualche sport che si può benissimo praticare ovunque, tanto vale raderlo al suolo”.

CONCERTI

Nel documento presentato dalla Conferenza dei servizi dall’Ats (Agenzia tutela salute) a firma del dottor Giorgio Ciconali, viene esplicitato che “è auspicabile che l’utilizzo del nuovo stadio sia indirizzato prioritariamente ad avvenimenti a carattere sportivo”. Anche perché la musica sarebbe anch’essa a 30 metri dalle case. “E benché le società calcistiche continuino a dire che l’impianto non creerà problemi, 30 metri sono un po’ pochini per tutti i decibel che vengono sparati nei concerti. E nessuno può credere che non si sentirà nulla”.

VOLUMETRIE

Il Piano regolatore ammette un indice di edificabilità pari a 0,35 mq/mq. Le ultime indicazioni delle squadre sono per lo 0,51. Significano dunque 50.000 mq di cemento in più che si sommano ai già concessi dal Pgt 98.000 mq, per un totale di 140.000 mq di costruito. “E anche la rifunzionalizzazione del Meazza è solo un alibi per chiedere la deroga agli indici volumetrici”, attacca ancora il comitato.

LEGGE SUGLI STADI

Last but not least, ci sarebbe anche uno scoglio legale. La Legge sugli stadi infatti, ai commi 304 e 305, dice che un nuovo stadio è possibile se non è ristrutturabile l’esistetene. Le due squadre dicono che – sulla base del parere del Politecnico che è anche advisor per il nuovo stadio, “quindi in evidente conflitto di interesse” – la ristrutturazione non è di loro interesse. “E l’interesse dell’amministrazione e dei cittadini qual è?”.

4 thoughts on “Nuovo stadio San Siro, le “bugie” di Inter e Milan

  1. purtroppo, ristrutturare san siro come vorrebbero loro, costerebbe il doppio che farlo uno nuovo… lo capite adesso? buona giornata.

    se lo fate perchè lo rimpiangerete, che venga ristrutturato oppure abbattuto, sarà ugualmente diverso!

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  2. Carissimo, non scrivi però che ristrutturare lo stadio costa di più che farlo uno nuovo.

    togliendo il 3° anello sono sempre 65 mila posti.

    Sembrate tutti juventini, che per loro e tutto permesso per le altre squadre no.. piantatela di lamentarvi.

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    1. Buon giorno Alessandro, scusi il ritardo nel risponedre. Ha ragione: il tema dei costi per l ristrutturazione è uno dei più importanti in questa vicenda. Ed è proprio per questo che è uno dei primi che abbiamo iaffrontato. Le società finanziarie (proprietarie delle due squadre) vogliono farci credere che per la ristrutturazione ci vogliono oltre 500 milioni. Ma non è vero ! Ci sono tecnologie all’avanguardia che consentono una ristrutturazione – sia dello stadio sia della zona adiacente – per circa 200/250 milioni, cioè la metà, non il doppio !
      Ristrutturare il Meazza porterebbe molti vantaggi, gliene indico alcuni. 1- le società avrebbero comunque lo 0,35 per costruire il loro vero business (negozi, servi, ecc.) 2- la zona adiacente verrebbe riqualificata 3- Lo stadio diverrebbe ancora migliore rispetto agli attuali livelli eccellenti nei ranking internazionali. 4 – le società passerebbero alla storia per aver salvato e rivalutato un’icona famosa in tutto il mondo 5 – verrebbe risparmiata l’area verde di oltre 5 ettari prospiciente allo stadio che potrebbe essere messa a disposizione della popolazione per attività di svago e di sport. Spero di aver risposto alle sue domande.

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