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Non andremo più a Canossa, lo storico Castello rischia la chiusura

A fine febbraio lo storico castello di Canossa rischia la chiusura per mancanza di fondi e abbandono senza che nessuno faccia niente per evitarlo – La frase “andare a Canossa” rischia di rimanere solo un detto. senza un seguito reale

Non andremo più a Canossa, lo storico Castello rischia la chiusura

Avete presente il celeberrimo detto “andare a Canossa”?  La frase si rifà all’Imperatore Enrico IV che si recò al famoso castello per chiedere perdono a papa Gregorio VII e alla contessa Matilde. Nel corso degli anni la storica citazione è diventata di uso comune in molte lingue europee per indicare un’umiliazione, un’ammissione di colpa, una sottomissione.

Ebbene da fine febbraio in poi la frase rischia di trasformarsi in un semplice ricordo perché, nella contemporaneità, non sarà più possibile visitare il famoso castello situato sulle colline di Reggio Emilia. Il motivo è presto detto: mancanza di fondi e abbandono, due caratteristiche che probabilmente ne determineranno la chiusura.

A causa dell’eliminazione delle Province e del vuoto gestionale creatosi in conseguenza, verrà interrotta la collaborazione con la cooperativa “Archeosistemi” che fino ad oggi svolgeva tutti i ruoli necessari a tenere aperto il monumento, garantendone la fruizione ai turisti.

L’unica cosa che potrebbe salvare la situazione, arrivati a questo punto, sarebbe un intervento delle istituzioni e del dettaglio del ministero della Cultura. In caso contrario per prenotare una visita bisognerà rivolgersi al custode, unico “dipendente del castello”.

A peggiorare ancora di più una situazione già tragica si annoverano inoltre le numerose frane e l’erosione che anno dopo anno, stanno portando via la giovane arenaria su cui sorgono i bastioni superstiti, senza che nessuno faccia qualcosa per evitarlo.

Il sindaco della cittadina la prossima settimana andrà dai responsabili del Polo museale bolognese per chiedere aiuto, ma senza un intervento del ministero si potrà fare ben poco.

Insomma uno dei luoghi più suggestivi del Paese potrebbe presto tornare ad essere inespugnabile. Esattamente come nel Medioevo, solo per motivi diversi. 

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