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Mps, Lovaglio rassicura: “Il piano su Mediobanca è solido e non cambia”. Poi rivendica: “Con me valore banca da 300 milioni a 28 miliardi”

“C’è un processo di governance in corso e non posso fare commenti”, ha risposto Lovaglio a chi gli chiedeva dei cambi al vertice di Mps

Mps, Lovaglio rassicura: “Il piano su Mediobanca è solido e non cambia”. Poi rivendica: “Con me valore banca da 300 milioni a 28 miliardi”

“C’è un processo di governance in corso e non posso fare commenti, ma quello che credo sia importante per il mercato e gli investitori è che questo piano è pienamente operativo e non credo ci saranno cambiamenti”. Alla sua prima uscita pubblica dopo l’esclusione dalla lista che il cda del Monte dei Paschi ha presentato in vista dell’assemblea che il 15 aprile rinnoverà il board, Luigi Lovaglio rassicura la platea dell’European financials conference di Morgan Stanley in merito all’imminente cambio alla guida dell’istituto senese dopo la sua defenestrazione a sorpresa. Una decisione arrivata peraltro proprio a pochi giorni dal via libera al nuovo piano industriale. Non si sbilancia però sulle possibili mosse future, mentre continuano a rincorrersi rumors relativi a una sua possibile inclusione nella rosa dei candidati promossa dall’imprenditore Giorgio Girondi, che ha in mano il 3% di Mps. La risposta a quest’ultima domanda arriverà però nei prossimi giorni, dato che le liste dovranno essere presentate entro sabato 21 marzo.

Mps, Lovaglio rassicura: “Non ci saranno cambiamenti nel piano”

Il piano funziona, i numeri sono solidi, la società è nelle migliori condizioni in cui sia mai stata da una generazione”; ha garantito Lovaglio da Londra. Non credo che ci saranno cambiamenti”, ha aggiunto, “perché è già il risultato della combinazione dei due piani precedenti, definita negli ultimi cinque mesi”. “Riteniamo che quanto abbiamo oggi ci permetta di generare risultati rilevanti e di garantire una remunerazione significativa agli azionisti, nell’ordine di circa 16 miliardi complessivi”. Questo ovviamente non esclude che tra un anno il piano possa essere aggiornato, in particolare tenendo conto dell’impatto dell’intelligenza artificiale: “Sarebbe da pazzi non pensarlo”, ha chiarito. 

Poi il manager si è tolto un piccolo sassolino dalla scarpa, rivendicando l’enorme lavoro fatto a Siena negli ultimi quattro anni: “Quando sono arrivato nel febbraio 2022 il gruppo capitalizzava quasi 300 milioni, fino alla scorsa settimana eravamo a 28 miliardi”.

“Mi pare che uno dei target che ho citato in uno degli ultimi incontri a Londra era che il prossimo passo sarà arrivare a 50 miliardi – ha aggiunto -. Credo che sia quello che dobbiamo fare, la società è molto solida indipendentemente da alcuni problemi di transizione in termini di governance che penso saranno chiariti”. “Il piano c’è, la capacità di generare profitti c’è ed è talmente solida che sarà difficile cambiarla”, ha concluso.

Lovaglio conferma le sinergie con Mediobanca

“I 700 milioni di sinergie” dall’integrazione di Mediobanca “che abbiamo annunciato all’inizio, praticamente un anno fa, sono confermate. E la mia visione personale è che possiamo ottenere ancora di più“, ha detto Lovaglio, parlando dell’integrazione con Piazzetta Cuccia e delle prospettive per il futuro. “Una volta che i team manageriali saranno al loro posto”, ha assicurato il banchiere, “sarà accelerata la realizzazione del piano”. 

Il passaggio di banker da un’istituzione finanziaria all’altra è “normale”, ha aggiunto Lovaglio, secondo il quale sarebbe “pericoloso se non avessimo un piano chiaro e qualcosa su cui prendere impegni. Capisco che all’inizio ci fosse incertezza ma ora è chiaro che stiamo costruendo Mediobanca con un focus sul corporate and investment banking e sul private banking”, ha detto replicando a chi gli chiedeva della “instabilità” nel business di Mediobanca a causa dell’uscita di alcuni banker.

“Ci sarà una società dedicata, un brand iconico, un sistema di remunerazione premiante e uno dei migliori posti di lavoro. Perché dovrebbero volerlo lasciare? Per andare dove? – ha proseguito il banchiere -. Mediobanca rimane, non vogliamo cambiare la loro capacità di essere unici grazie all’alto livello di competenze che hanno e credo che il livello di remunerazione sia piuttosto attraente”. “Stiamo diventando una delle società più attraenti in Italia e credo che sarebbe interessante essere parte di questo progetto”, ha concluso.

Lovaglio: “Valutiamo mercato, senza M&a capitale andrà ai soci”

“È chiaro che abbiamo un eccesso di capitale e stiamo monitorando attentamente tutte le opportunità di creazione di valore che dovessero apparire sul mercato. L’approccio è che non è la dimensione a essere importante ma la capacità di aggiungere valore”, ha affermato Lovaglio a Londra. “Chiaramente non possiamo rimanere con questo capitale per sempre e dobbiamo avere un orizzonte relativamente breve – ha aggiunto -. I prossimi 12 mesi saranno molto importanti per noi, se non appariranno opportunità è chiaro che avrebbe molto senso remunerare meglio i nostri azionisti”.

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