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Monti: la vita si allunga, ripensiamo la sanità

Secondo il Presidente del Consiglio, il Sistema sanitario nazionale “è chiamato a ripensarsi” per far fronte all’invecchiamento della popolazione e all’allungamento della vita media – Napolitano: “Serve una riflessione sulle iniziative possibili per offrire agli anziani un sempre maggior grado di autonomia e di sicurezza”.

Monti: la vita si allunga, ripensiamo la sanità

Dopo le polemiche della settimana scorsa, il premier Mario Monti torna a parlare di sanità. Stavolta il Professore sceglie la strada della demografia, sostenendo che il Sistema sanitario nazionale deve essere ripensato per far fronte all’allungamento della vita media dei cittadini.  

“Spesso l’invecchiamento viene percepito come una diminutio, una perdita, addirittura una sconfitta, quando invece è una grande vittoria, la realizzazione del sogno dell’umanità di vivere più a lungo e meglio – ha detto il Presidente del Consiglio intervenendo  alla chiusura dell’anno europeo dell’invecchiamento attivo -. E non è un traguardo di pochi, è un trionfo perchè si invecchia stando più in salute. La nostra sanità pubblica ha dato un contributo determinante a questo trionfo. Ma oggi è chiamata a ripensarsi in questo nuovo positivo scenario, in vista di una rimodulazione e di adattamenti di cui dobbiamo avere consapevolezza. Dobbiamo gestire il processo demografico in corso in modo più efficiente”.

Pochi giorni fa Monti aveva affermato che che “il nostro Sistema sanitario nazionale, di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità di finanziamento”. 

All’incontro di oggi è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Il processo d’invecchiamento della popolazione registrato nei paesi occidentali – si legge nel messaggio del Capo dello Stato – induce ad una approfondita riflessione sulle iniziative possibili per offrire agli anziani un sempre maggior grado di autonomia e di sicurezza nelle quotidiane scelte di vita, così evitando situazioni di emarginazione ed esclusione sociale e valorizzando il patrimonio di esperienza e di conoscenza maturato nel corso della loro vita”. 

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