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Mondiali, l’Italia fallisce la qualificazione: ora play-off

Deludente prestazione degli azzurri di Mancini, che a Belfast si lasciano imbrigliare dall’Irlanda del Nord e mancano l’attesa qualificazione ai Mondiali del Qatar: ora li attende la roulette dei play-off

Mondiali, l’Italia fallisce la qualificazione: ora play-off

Un flop che fa male, anzi malissimo. L’Italia di Mancini non va oltre allo 0-0 sul campo dell’Irlanda del Nord, fallendo così la qualificazione diretta ai Mondiali del Qatar. Lì ci sarà sicuramente la Svizzera, capace invece di vincere in goleada sulla Bulgaria (4-0) e di prendersi quel primo posto nel girone che in pochi, fino a qualche giorno fa, pensavano potesse essere davvero in bilico. Gli azzurri possono recriminare per la partita di venerdì, dove il rigore sbagliato da Jorginho pesa ancora come un macigno, non certo per quella di ieri, dove l’Irlanda del Nord non ha rubato assolutamente nulla, finendo addirittura col rischiare di vincerla. Brutta botta insomma per chi, poco più di 4 mesi fa, saliva sul tetto d’Europa in quel di Wembley e che ora, proprio come 4 anni fa, rischia addirittura di non qualificarsi ai Mondiali.

“Questo è un momento in cui facciamo fatica – l’analisi amara di Mancini – Abbiamo avuto un’occasione nel primo tempo, ma queste sono partite da sbloccare subito per giocare più tranquilli. Peccato perché la qualificazione andava conquistata prima di questa partita. La gara con la Bulgaria è stata la prima di settembre dopo solo due giornate di campionato, poi i due rigori con la Svizzera… Ai ragazzi comunque ho detto che oramai non possiamo a fare nulla, adesso avremo la partita a marzo e ci prepareremo bene”.



Già, perché non tutto è perduto e questo è bene tenerlo a mente, altrimenti i playoff è meglio non giocarli neanche. La situazione, ancora incompleta visto che mancano le gare di stasera per chiudere la fase a gironi, è piuttosto intricata e diventerà leggermente più chiara il prossimo 26 novembre, quando si terrà il sorteggio per stabilire semifinale e (eventuale) finale. La buona notizia è che siamo testa di serie assieme a Portogallo, Svezia, Scozia, Russia e una tra Galles e Polonia, dunque queste squadre non potremo incontrarle, almeno nella prima partita, che peraltro giocheremo sicuramente in casa.

Attenzione però a lasciarsi andare a facili ottimismi, perché in seconda fascia ci sono avversari comunque insidiosi come Austria (agli Europei ci fece soffrire parecchio), Repubblica Ceca, Galles o Polonia, Finlandia o Ucraina, Turchia o Olanda o Norvegia (questo girone è ancora in bilico). Purtroppo però il regolamento attuale rende la corsa al Mondiale più complicata di quattro anni fa, visto che, dopo la semifinale, ci sarebbe una finale da giocare in gara secca, forse perfino in trasferta (il campo verrà sorteggiato), contro le big teste di serie. Insomma, la situazione è senza dubbio complicata, a meno che l’Italia di marzo non ritrovi lo spirito di qualche mese fa, quando stupì l’Europa intera.

Ciò che è stato fatto dopo invece è decisamente al di sotto delle aspettative, con i tre pareggi con Svizzera (due volte) e Bulgaria e la sconfitta in Nations League con la Spagna. Ieri non siamo riusciti a battere l’Irlanda del Nord, squadra volenterosa e spinta dal pubblico di Belfast, ma composta in gran parte da giocatori che militano nelle serie inferiori inglesi. E così, mentre la Svizzera faceva festa a Lucerna sbriciolando la Bulgaria, l’Italia sbatteva contro il muro verde, senza dare mai l’impressione di poterlo abbattere. Un’occasione all’inizio con Di Lorenzo, una nella ripresa con Chiesa: eccolo qui il misero bottino di palle gol create, in barba a qualsiasi discorso sulla differenza reti e sul possibile impegno dei bulgari.

Non andiamo ai Mondiali non per un mero conteggio di gol, ma perché siamo arrivati secondi in un girone abbordabile, che ci vedeva largamente favoriti e che invece s’è rivelata una piccola Caporetto. Piccola, perché ancora non tutto è perduto e la speranza di evitare la seconda assenza consecutiva dai Mondiali (sarebbe il risultato peggiore della nostra storia) esiste, ma comunque significativa: la paura di fallire è sempre più forte e da qui a marzo sarà accompagnata anche dall’ansia, impossibile da evitare in uno scenario del genere. Urge sgombrare la mente al più presto e ritrovare lo spirito del (recente) passato, altrimenti la botta sarà davvero tremenda.

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