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Milano Unica, il settore tessile nel 2022 tornerà su livelli pre-Covid ma servono 59.000 nuove persone da assumere

Il settore del tessile italiano, che è alla base delle grandi firme della moda italiana, con un fatturato annuo di oltre 5 miliardi sta recuperando terreno, ma non ha ancora ritrovato i livelli del 2019. A Milano Unica, fiera dedicata al settore, con oltre 300 espositori, si è posto l’accento sulla carenza di personale specializzato e sulla necessità di puntare sulla formazione

Milano Unica, il settore tessile nel 2022 tornerà su livelli pre-Covid ma servono 59.000 nuove persone da assumere

Il tessile italiano, settore da oltre 5 miliardi di euro di fatturato annuo, nel 2021 ha visto una crescita del 9,9% e quest’anno dovrebbe poter tornare sui livelli pre-pandemia nonostante penda la spada di Damocle dei prezzi delle materie prime in generale e di quelli dell’energia in particolare.

Sono dati emersi in occasione dell’avvio della 34esima edizione di Milano Unica, fiera di riferimento dei tessuti e degli accessori di alta gamma, settori che stanno alla base dell’abbigliamento donna e uomo e delle grandi firme italiane.

“Il comparto dei tessuti per l’abbigliamento ha registrato lo scorso anno una crescita tendenziale del +9.9%” ha detto Carlo Ferro, Presidente di ICE Agenzia. “Tuttavia non è ancora sufficiente per recuperare la flessione indotta dalla pandemia nel 2020, che ha visto i settori della moda tra i più colpiti”.
E’ comunque un settore in espansione e che ha grandi peculiarità, molto diverse da quelle del tessile che si vede fuori dai nostri confini. “Siamo stati attratti dai prezzi bassi di importazione, ma la specificità italiana non si può importare”.

Il settore della tessitura è ancora sotto del 23% rispetto al 2019 e il saldo commerciale, ora attorno a 1,7/1,8 miliardi, è ancora sottotono rispetto ai 2,5 miliardi di prima la pandemia ha ricordato Sergio Tamborini presidente di Smi (Sistema Moda Italia), nonché amministratore delegato di Ratti. “Il mondo della moda è da paragonare alla Ferrari” ha detto Tamborini. “Chi vince non è solo il pilota, il quale non potrebbe fare a meno di tutti gli ingegneri e tecnici che lavorano attorno, facendo riferimento ai grandi brand e a tutte le industrie tessili che li supporta. Bisogna portare i giovani a lavorare in Ferrari”.

Da più parti si è sottolineato come questo settore abbia necessità di sviluppare la forza lavoro.

“Nei prossimi mesi il settore avrà bisogno di 59.000 nuove persone da impiegare” ha detto Cirillo Marcolin, presidente Confindustria Moda, sottolineando l’importanza e l’impegno verso la crescita professionale degli addetti, Proprio la formazione è stato uno dei temi più trattati all’evento di oggi che ha registrato espositori in crescita del 27 per cento rispetto alla precedente edizione di luglio 2021: 291 italiani (+30%) e una cinquantina di stranieri (+13%).

Anche il presidente di Milano Unica, Alessandro Barberis Canonico, si è soffermato sulla disaffezione delle giovani generazioni nei confronti del lavoro nell’industria tessile citando come esempio il caso di Biella, dove ci sono ben 36 profili di difficile reperimento, di cui alcuni addirittura introvabili a fronte di migliaia di disoccupati.

Domani la seconda giornata della manifestazione, con l’appuntamento con Back to School, con Brunello Cucinelli che incontrerà gli studenti delle principali scuole di moda e costume.

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