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Milano, sciopero mezzi: orari e disagi

L’agitazione è prevista dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio. È stata indetta dalla Confederazione unitaria di Base Trasporti (Cub Trasporti). Ferme anche le metro lilla e verde.

Milano, sciopero mezzi: orari e disagi

Ferme le metro Lilla e Verde per lo sciopero dei lavoratori Atm indetto dalla Confederazione Unitaria di Base Trasporti (Cub Trasporti). Regolari per il momento le altre due linee della metropolitana (M1 e M3). Questi i principali disagi dello sciopero indetto oggi a Milano dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio.

La Lilla ha smesso di funzionare già prima delle nove del mattino in concomitanza con l’inizio dello sciopero alle 8.45 (i convogli sono arrivati al capolinea, poi hanno smesso di funzionare). La linea Verde invece si è fermata poco prima di mezzogiorno. Qualche disagio da segnalare anche sui mezzi di superficie, ma anche in quel caso l’agitazione è limitata ad alcune corse.

Il sindacato CUB Trasporti (cioè la Confederazione Unitaria di Base Trasporti) ha indetto lo sciopero di oggi per protestare contro la possibile messa a bando della gestione dei mezzi pubblici: il comune di Milano, infatti, potrebbe decidere di non appaltare automaticamente il servizio ad ATM, ma di indire un bando internazionale. Il rischio dunque, secondo i sindacati, è che più aziende concorrano a gestire il servizio di trasporto pubblico cittadino, generando confusione e mettendo a rischio posti di lavoro.

La Giunta è però sempre più orientata sulla gara. Per una serie di motivi: a partire dalla penalizzazione sui trasferimenti statali che verrebbero decurtati del 15 per cento in caso di affidamento in house. In soldoni circa 40 milioni di euro. Con ricadute sulla qualità del servizio. Altro limite: l’in house non permette all’azienda di partecipare a gare sia nel territorio nazionale sia fuori dall’Italia e neanche nell’ambito della Città metropolitana. Atm è impegnata nella gara per gestire la rete dei trasporti a Lille e gestisce il metrò di Copenaghen.

Ma l’in house bloccherebbe anche quella che per ora è solo un’ipotesi ma circola insistentemente a Palazzo Marino: l’affidamento diretto renderebbe impossibile una futura quotazione in Borsa di Atm. Chiaramente non il cento per cento della società, ma una quota di minoranza del 30-40 per cento, in modo da garantire il controllo pubblico della società. In soldoni, se il valore attuale di Atm si aggira intorno al miliardo, nelle casse del Comune potrebbero entrare tra i 300 e i 400 milioni di euro. Una cifra che potrebbe mettere in sicurezza i bilanci futuri di Palazzo Marino.

Intanto è già stata annunciata un’altra giornata di sciopero, venerdì 27 ottobre, nel contesto di uno sciopero generale che è stato indetto da alcuni sindacati.

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