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Milano: sale lo spread, cadono le banche

Si allarga (seppure di poco) lo spread e si respira negli Usa e in Europa aria di rialzo dei tassi di mercato – Il risultato è che i titoli bancari hanno subito oggi pesanti perdite e Piazza Affari ha ceduto il 2,43% – La flessione fa comunque seguito a un lungo rally: sono scattate le prese di profitto – Pesa anche l’aumento del petrolio

Milano: sale lo spread, cadono le banche

E’ DI PIAZZA AFFARI LA MAGLIA NERA D’EUROPA
CADONO LE BANCHE, NON SI SALVA L’INDUSTRIA

Si allarga , seppur di poco, lo spread. Si respira, in Usa ed in Europa, aria di rialzo dei tassi di mercato. E Piazza Affari, dopo sette sedute di rialzo, si sgonfia.

La Borsa di Milano è il fanalino di coda dei mercati del Vecchio Continente. L’indice FtseMib, che pure ha guadagnato nel rally il 5,9%, cade in ribasso del 2,43% a quota 17243. Segue Madrid -2,12%.

Meno ampie le variazione negative delle altre Borse europee: Londra arretra dello 0,53 %, Parigi -0,97%, Francoforte -0,31%.

Sul mercato dei titoli di Stato il Btp è scambiato a un rendimento del 4,25%, in rialzo dal 4,18% di venerdì sera, e lo spread con il Bund si riallarga a quota 236 (da 230).

Il rendimento del Bund è all’1,88% (stamattina aveva superato 1,90%) e la quotazione del future è 139,8: non scendeva sotto quota 140 da ottobre 2012.

Pesa anche l’aumento del petrolio. Le quotazioni del Brent si confermano sopra quota 110 dollari al barile, sostenute dai disordini in Egitto. Per quanto riguarda i timori sul fronte dell’offerta, l’Egitto non è uno dei maggiori produttori a livello mondiale, ma i mercati hanno paura che gli scontri possano dilagare nell’area mediorientale. Più diretto l’impatto di violenze e scioperi in Libia, con le esportazioni che sono scese ai minimi dal 2011.

A Wall Street, dopo i ribassi della passata settimana, gli indici sono in equilibrio: Dow Jones invariato, S&P +0,02, Nasdaq +0,49%.

L’attenzione degli investitori è concentrata sul la sera di mercoledì prossimo, quando saranno diffusi i verbali dell’ultima riunione della Fed, quella del 30 e 31 luglio, in cui la banca centrale americana ha deciso di proseguire con la politica degli stimoli all’economia, al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese di liquidità iniettata nel sistema. Facile prevedere che l’incertezza durerà fino al meeting della Fed del 17-18 settembre.

Anche per questo crescono gli appelli al presidente Barack Obama perché rompa gli indugi sulle nomine alla Federal Reserve. Un report di Bank of America rileva che l a scadenza del mandato di Bernanke potrebbe avere importanti implicazioni per la stessa banca centrale ma anche per i mercati e per l’economia perché i successori potrebbero non essere in grado di appianare le divergenze interne. Anche perché altri membri del Fomc usciranno presto di scena.

Il ribasso a Milano è guidato dal settore bancario: Unicredit scende del 5,23%, Intesa -4,14%, Pop.Milano -4,37%, Ubi -5,16%, Banco Popolare -4,53%, Mediobanca -3,96%.

L’eccezione è MontePaschi, in lieve rialzo dello 0,9% sulle ipotesi di ingresso di nuovi soci.

Fra le assicurazioni, Generali scende dell’1,5%, Fondiaria-Sai -3,74%. Eni perde l’1,9%. Il presidente della società del Cane a sei zampe, Giuseppe Recchi, oggi ha fatto sapere che non c’è nessun problema per quanto riguarda la produzione del gruppo in Egitto . Oggi gli analisti di Mediobanca Securities hanno confermato sul titolo Eni la raccomandazione outperform e il target price a 20,8 euro dopo che venerdì il gruppo ha annunciato che in Congo alla joint venture composta dalla compagnia di Stato Snpc e dall’Eni sono stati assegnati i diritti su un blocco di oltre 16000 chilometri quadrati, nel bacino della Cuvette.

In calo anche Saipem -1,69%.

Pesanti i titoli industriali. scendono Fiat -3,64%, Fiat Industrial -2,46%, Finmeccanica -2,61%.

Telecom Italia segna -2,02%.

Tra i pochi segni positivi del listino principale Parmalat +0,08%.

In ribasso anche per Tod’s -0,43% e Salvatore Ferragamo -0,83%.

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