E’ ufficialmente iniziata la nuova era di Mediobanca: il rinnovato consiglio d’amministrazione della banca milanese ha solennemente dato il via al nuovo corso presentando i vertici nominati poco prima dall’assemblea degli azionisti che doveva solo vidimare quella che era una lista unica, che indicava nella carica di presidente Vittorio Grilli, in quella di vice Sandro Panizza e in quella di amministratore delegato Alessandro Melzi d’Eril. Quest’ultimo ha così commentato: “Sono lieto di comunicarvi che oggi il neo eletto consiglio di amministrazione mi ha nominato amministratore delegato di Mediobanca. Sono emozionato e onorato di poter assumere questa carica in un gruppo che è al centro del sistema finanziario del nostro Paese da decenni, grazie alla indiscussa qualità e dedizione delle persone che ci lavorano. Da oggi – ha detto ancora Melzi d’Eril – iniziamo a scrivere un nuovo capitolo della storia della banca. Sono certo che sarà ricco di importanti successi grazie al contributo di tutti noi”.
Nei prossimi giorni la prima trimestrale del dopo-Nagel, allineata con i conti Mps
La prima riunione del nuovo cda di Mediobanca targato Mps è avvenuta alla presenza dei vertici al completo della banca senese: oltre all’amministratore delegato Luigi Lovaglio, è arrivato in Piazzetta Cuccia anche il presidente di Rocca Salimbeni, Nicola Maione. “Portiamo un saluto di buon lavoro”, ha spiegato quest’ultimo ai cronisti, più o meno le stesse parole usate da Lovaglio. Presente anche il neo consigliere Paolo Gallo, ceo di Italgas, che ha dichiarato che si tratta di “un nuovo corso e c’è stato un ottimo clima”. In questa storica giornata è stata tiepida la reazione dei mercati, ma le attenzioni oggi non erano rivolte a questo: nel corso del pomeriggio il titolo Mediobanca è rimasto in territorio negativo ma non di molto, intorno al -0,3% mentre si concludeva la riunione del cda, a 16,47 euro per azione. Un test decisamente più significativo per il titolo Mediobanca si avrà nei prossimi giorni, quando sarà pubblicata la prima trimestrale del dopo-Nagel (cioè dal 2003), probabilmente prima del 6 novembre, quando usciranno i conti di Mps.
Via al nuovo corso: addio public company, Melzi d’Eril è il primo Ad esterno
L’era Mediobanca-Mps segna dunque la fine di quella che è stata una delle ultime vere public company italiane: privatizzata da Enrico cuccia nel 1987, l’irruzione di Monte dei Paschi, rafforzata dall’Opas da 13,5 miliardi chiusa a fine settembre, ha cambiato la natura della banca d’affari milanese, ormai dentro il perimetro di un grande gruppo bancario con governance unificata. La lista dei dodici consiglieri presentata da Mps è stata dunque approvata senza ostacoli, ma rimane aperto il tema della governance. La Banca centrale europea ha infatti ribadito la propria contrarietà a presidenti con deleghe operative: se confermata, questa linea potrebbe ridurre il ruolo esecutivo di Grilli, destinato comunque a svolgere una funzione centrale nelle strategie del gruppo. Il baricentro operativo sarà nelle mani di Melzi d’Eril, forte dell’esperienza maturata in Anima. La sua nomina segna anche un cambiamento culturale: per la prima volta, il capo azienda di Mediobanca arriva completamente dall’esterno.
