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Mediaworld sotto attacco hacker, chiesto un maxi riscatto

La somma chiesta dal gruppo Ransomware Hive è di 50 milioni in criptovaluta, del caso si sta occupando la polizia postale di Milano

Mediaworld sotto attacco hacker, chiesto un maxi riscatto

Un altro attacco hacker. Stavolta però non riguarda la sanità italiana ma i sistemi informatici del gruppo MediaMarktSaturn Retail Group e i suoi centri nazionali, tra cui Mediaworld Italia. L’azienda ha informato la polizia postale milanese per individuare il virus responsabile del blocco dei sistemi informatici e porre fine alla questione.


“Nei negozi, rimasti sempre aperti al pubblico e operativi, potrebbe esserci accesso limitato ad alcuni servizi. MediaMarktSaturn sta lavorando attivamente affinché tutti i servizi siano nuovamente disponibili senza limitazione alcuna nel più breve tempo possibile. L’azienda fornirà informazioni su ulteriori sviluppi sul tema” ha dichiarato con una nota la società.




Secondo il sito olandese Rtl Nieuws l’attacco è iniziato tra il 7 e 8 novembre e si tratterebbe di un rasomware, ovvero di un vero e proprio riscatto per rilasciare i sistemi informatici, messo in atto dal gruppo Hive che pare aver fissato la cifra per la liberazione della piattaforma di Mediaworld a 50 milioni in criptovaluta, ma la notizia deve essere ancora confermata dall’azienda.

Questo è solo l’ultimo di una lunga serie di attacchi informatici che si sono verificati negli ultimi mesi nel nostro paese e nel resto del mondo. Il più recente è stato quello del 20 ottobre alla SIAE, dove il gruppo Everest ha utilizzato lo stesso metodo di ransomware per chiedere 3 milioni di euro in Bitcoin per liberare i 60 gigabyte di dati sensibili degli artisti italiani che aveva precedentemente rubato e messo in vendita sul Dark Web, tra cui patenti, codici fiscali e indirizzi.


L’attacco informatico più importante degli ultimi mesi però è stato quello sferrato alla Regione Lazio nella notte tra il 31 luglio e il 1 agosto da parte di hacker al data center che ospitava i sistemi informatici della società, compromettendo l’utilizzo del sito, dei servizi e degli strumenti applicativi presenti. Non furono pochi in quei giorni i problemi creati dall’attacco informatico, primo tra tutti l’impossibilità di prenotare il vaccino contro il Covid e l’assegnazione del Green Pass una volta effettuato.

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