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Manovra: scade il termine per gli emendamenti, corsa del Senato verso l’approvazione

Domani sono attese le audizioni di Bankitalia, Corte dei Conti, Istat e Cnel – Poi alle Commissioni di Palazzo madama si entra nel vivo della battaglia – Previste sedute notturne fino a sabato – Tagli, tasse ed enti locali i terreni principali dello scontro.

Manovra: scade il termine per gli emendamenti, corsa del Senato verso l’approvazione

Al Senato si lavora a marce forzate – con sedute anche notturne- per correggere e definire ulteriormente i dettagli della manovra del Governo. Alle 20 scade il termine per la presentazione degli emendamenti. Domani mattina sono in calendario le audizioni di Bankitalia, Corte dei Conti, Istat e Cnel, poi le commissioni Bilancio di Senato e Camera riunite congiuntamente a Palazzo Madama entreranno nel vivo della discussione.

Si comincia domattina alle 9.30 con Ignazio Visco di Bankitalia, seguito alle 10.30 dai rappresentanti della Corte dei Conti. Alle 11.30 toccherà all’Istat e alle 12.30 al Cnel. Dalle 14.30 la commissione avvierà l’esame degli emendamenti. Agenda ricca di riunioni per una settimana che si annuncia di fuoco. Ben 13 le riunioni programmate: dopo quella delle 9.30 di domani per le audizioni, fino a venerdì sono in calendario sessioni di lavoro alle 9.30, alle 14.30 e alle 20.30 fino a venerdì, con quattro sessioni notturne.

E’ in calendario anche una riunione anche per sabato mattina alle 9. E intanto, mentre si guarda all’incontro di Arcore c’è attesa per la scadenza del termine per la presentazione degli emendamenti, stasera alle 20. Al momento, fanno sapere dalla commissione, ne sono stati depositati pochi, ma prima della scadenza il loro numero è destinato a crescere vistosamente. Tutte le opposizioni hanno presentato i loro correttivi, destinati a tramutarsi in ipotesi emendative.

La posizione dell’Idv è nota: abrogazione delle Province, taglio ai costi della politica (con abolizione dei vitalizi) e agli sprechi, lotta all’evasione fiscale. Alcune decine di emendamenti (tra 30 e 50) dovrebbero venire dal Pd, le cui proposte ruotano attorno ai dieci punti della manovra alternativa presentata nei giorni scorsi dal segretario Pier Luigi Bersani.

Poi ci sono le correzioni proposte dal Terzo Polo, illustrate questo pomeriggio, che prevedono tra l’altro interventi sulle pensioni con una riforma che dovrebbe portare a cancellare il sistema delle quote dal 2012 e permettere di andare in pensione o a 65 anni o con 40 anni di contributi.

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