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Manifestazioni pro-Pal e scandalo di Reggio Emilia con il settarismo della Albanese, l’umiliazione del sindaco e il silenzio del Pd

Le manifestazioni pro-Pal meritano rispetto se non scadono nella violenza e non inneggiano ad Hamas ma è incredibile che non si facciano a sostegno dell’Ucraina e altrettanto scandaloso è l’umiliazione, inflittagli da Francesca Albanese dell’Onu, del sindaco Pd di Reggio Emilia che ha osato chiedere la liberazione degli ostaggi israeliani come condizione per la pace in Palestina

Manifestazioni pro-Pal e scandalo di Reggio Emilia con il settarismo della Albanese, l’umiliazione del sindaco e il silenzio del Pd

Si può essere d’accordo o no, ma le manifestazioni di milioni di cittadini che scendono in piazza contro il massacro di Gaza sono certamente un segno di responsabilità civile che merita rispetto quando non scadono in episodi di violenza e quando non inneggiano ai terroristi di Hamas. Ma le manifestazioni pro-Pal non possono eludere due riflessioni: la prima è la mancanza di analoghe manifestazioni a sostegno della coraggiosa lotta dell’Ucraina contro l’invasore russo e la seconda riguarda la colpevole rimozione del dramma degli ostaggi israeliani del 7 ottobre. Su quest’ultimo aspetto non può finire nel dimenticatoio lo scandalo di Reggio Emilia e la deplorevole manifestazione di vero e proprio settarismo di Francesca Albanese, relatrice delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. L’Albanese era stata invitata qualche giorno fa al Teatro Valli di Reggio Emilia per ricevere dalle mani del sindaco Marco Massari del Pd il Premio Tricolore, ma quando il primo cittadino ha indicato la liberazione degli ostaggi israeliani come una delle condizioni della pace a Gaza – come prevede il piano di pace Blair-Trump che perfino Hamas ha almeno in parte accettato – si è scatenato l’inferno. Fischi e contestazioni della platea ma soprattutto la gelida e gratuita sentenza della Albanese che ha detto: “Il sindaco non lo giudico, lo perdono: però mi deve promettere che questa cosa (Ndr cioè la liberazione degli ostaggi del 7 ottobre) non la dice più”. Incredibilmente il sindaco ha accettato l’umiliazione pubblica che gli ha inflitto l’Albanese ma questo è stalinismo puro e poco importa che qualche giorno dopo l’Albanese si sia scusata con Massari. Ancora più incredibile è che il Pd di Reggio Emilia, città decorata al valor militare per la guerra di liberazione della resistenza italiana, si sia nascosto dietro un’ipocrita silenzio di fronte all’umiliazione del suo sindaco. Ma altrettanto incredibile è la maleducazione, a dir poco, con cui domenica a “In onda” su La 7 l’Albanese si è alzata e se n’è andata quando ha cominciato a parlare Liliana Segre, icona indiscussa dell’antisemitismo.

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