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Di Maio e Salvini, campioni della paura del futuro e della sicurezza

Il reddito di cittadinanza e l’abolizione della legge Fornero sulle pensioni nonché la promessa di cacciare i migranti irregolari hanno gonfiato le vele dei Cinque Stelle e della Lega e ancora una volta la percezione della realtà è prevalsa – come nell’America di Trump – sulla realtà.

Di Maio e Salvini, campioni della paura del futuro e della sicurezza

Non è solo la rendita di posizione di cinque anni di opposizione a gonfiare le vele del Movimento Cinque Stelle e della Lega. C’è molto altro nel pieno di voti che hanno raccolto nelle elezioni del 4 marzo ma soprattutto due cose: la paura del futuro che attraversa il Nord e ancora di più il Sud e che ha il suo zoccolo duro nelle nuove generazioni ma anche l’ansia per la sicurezza, considerata a rischio per effetto dell’immigrazione. Sia Di Maio – con il reddito di cittadinanza – che Salvini – con la volontà di cacciare 600 mila migranti – hanno intercettato perfettamente questi sentimenti anche se le loro promesse resteranno probabilmente promesse da marinaio.

L’impopolarità dell’Europa ha fatto il resto e ha aggiunto forza ai due schieramenti populisti che promettono soluzioni semplicistiche e spesso demagogiche a problemi molto complessi che in molti casi (dalla globalizazzione all’immigrazione) non si possono risolvere in un solo Paeseil.



Ancora una volta la percezione della realtà è prevalsa sulla realtà. Come è successo in America con la vittoria di Trump che, pur essendo un miliardario, ha raccolto i voti degli operai e della classe media bianca.

A poco vale considerare che tutti i nostri indicatori eceonomici e finanziari sono in miglioramento e che l’Italia è uscita dalla recessione. La percezione che soprattutto i più giovani hanno è un’altra: poco lavoro, molto precariato, salari insufficienti, pensioni fuori dai radar futuri. E non è un caso che i Cinque Stelle, con la chimera del reddito di cittadinanza e di pensioni per tutti, facciano il botto al Sud.

Al Nord invece è stata soprattutto la paura per la sicurezza a far volare Salvini che, paradossalmente, ha moltiplicato i suoi consnesi dopo i tragici fatti di Macerata, dove un suo simpatizzante ha sparato all’impazzata e ferito cittadini di colore. Anche qui a poco è valsa la ragionevole gestione dei flussi migratori del ministro dell’Interno Minniti che ha praticamente azzerato gli sbarchi e che ha raccolto consensi in tutto il mondo.

Quando si vota con la pancia, non c’è ragione che tenga, anche se prima o poi i nodi torneranno al pettine.

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