Sei Paesi – Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone – si sono dichiarati oggi pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello strategico stretto di Hormuz, chiuso in parte dall’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Lo si legge in un comunicato diffuso da Downing Street nel quale i sei condannano inoltre con forza gli attacchi attribuiti a Teheran. Il presidente francese Macron definisce “sconsiderata” l’escalation nel Golfo e invoca una tregua di qualche giorno per le festività con l’obiettivo di “cercare di dare una nuova possibilità ai negoziati”. E da Salamanca, dove ha ricevuto l’ennesima laurea ad honorem, il Presidente Sergio Mattarella dice con vigore che “la Ue deve saper dire di no” all’ampliamento dei conflitti.
Il capo del Pentagono Hegseth torna invece ad attaccare l’Europa: “Il regime iraniano ha terrorizzato l’America e i nostri interessi per 47 anni e i nostri ingrati alleati in Europa e parte della stampa dovrebbero dire solo una cosa al presidente Trump: grazie”.
Italia e altri 5 Paesi su sicurezza Hormuz: ecco cosa hanno detto
“Esprimiamo la nostra disponibilità a contribuire ai necessari sforzi per assicurare un passaggio sicuro attraverso lo stretto di Hormuz, accogliendo l’impegno delle nazioni impegnate in pianificazioni preparatorie”. Così in una dichiarazione congiunta i capi di Governo di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Olanda e Giappone. Inoltre, prosegue la dichiarazione, “accogliamo con favore la decisione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia di autorizzare il rilascio coordinato di riserve strategiche di petrolio. Faremo ulteriori passaggi per stabilizzare i mercati energetici, incluso lavorare congiuntamente ad alcuni Paesi produttori per aumentare la produzione“. Inoltre, proseguono i sei leader, “lavoreremo per fornire supporto alle nazioni più colpite, anche attraverso le Nazioni Unite e le istituzioni finanziarie internazionali”.