L’Iran manda un messaggio chiaro al mondo, lanciando due missili balistici sulla base militare anglo-americana Diego Garcia nell’Oceano indiano, a 4mila km di distanza. L’attacco, seppur fallito, dimostra che Teheran è in grado di colpire tutti, Europa compresa. Nel frattempo, il presidente Usa Donald Trump lancia un ultimatum sullo stretto di Hormuz e Israele conta i feriti dovuti agli attacchi iraniani alle città israeliane meridionali di Dimona e Arad. Ecco le ultime notizie sul conflitto.
Ultimatum di Trump all’Iran che risponde: “Hormuz aperto a tutti tranne ai nemici”
“Se l’Iran non aprirà completamente, senza minacce, lo Stretto di Hormuz entro 48 ore da questo preciso istante, gli Stati Uniti colpiranno e annienteranno le loro varie centrali elettriche, iniziando dalla più grande!”. È l’ultimatum di Donald Trump a Teheran affidato a un post su Truth a cui questa mattina ha risposto il rappresentante iraniano presso l’agenzia delle Nazioni Unite, Ali Mousavi “L’Iran si è detto pronto a cooperare con l’Organizzazione Marittima Internazionale per migliorare la sicurezza marittima e proteggere i marittimi nel Golfo”, ha dichiarato Mousavi, sottolineando che lo Stretto di Hormuz rimane aperto a tutte le navi, ad eccezione di quelle legate ai “nemici dell’Iran”. Il rappresentante iraniano ha aggiunto che il passaggio attraverso lo canale è possibile grazie al coordinamento delle misure di sicurezza con Teheran, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr citata da Al Jazeera.
Nel frattempo l’agenzia di stampa iraniana Mehr ha minacciato che anche un attacco limitato alle infrastrutture elettriche iraniane farebbe precipitare l’intera regione nell’oscurità. Lo riporta il media d’opposizione iraniana basato a Londra, Iran International. “Dite addio all’elettricità”, ha scritto l’organo di informazione affiliato allo Stato, affermando che “con il minimo attacco” alle infrastrutture energetiche della Repubblica Islamica, “l’intera regione piomberà nell’oscurità“. Mehr ha anche pubblicato una mappa delle principali centrali elettriche nei Paesi del Golfo Persico, inclusi siti negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Qatar e in Kuwait, affermando che dal 70% all’80% delle principali centrali elettriche della regione sono costruite lungo la costa del Golfo Persico e si trovano nel raggio d’azione dei missili iraniani.
Il super missile iraniano in grado di colpire “Roma e Parigi”
L’Iran ha provato a colpire con due missili balistici la base militare anglo-americana Diego Garcia nell’Oceano indiano, a una distanza di circa 4 mila kilometri . L’offensiva è arrivata dopo il via libera di Londra all’uso delle sue basi da parte di Washington per raid contro siti missilistici iraniani. Prendendo di mira l’importante base – seppure in un attacco fallito – Teheran ha dato dimostrazione avere un raggio d’azione che tocca buona parte dell’Europa, Italia compresa, come sottolineato dal capo di stato maggiore dell’Idf Eyal Zamir: “Berlino, Parigi e Roma, e sono tutte a portata di tiro diretta”, ha affermato.
Il raid invia il messaggio che la Repubblica islamica è tutt’altro che sconfitta. E che il Vecchio Continente non è immune alla guerra, se si schiera a favore dell’offensiva. “Questo lancio rappresenta un passo significativo nel confronto con gli Stati Uniti“, ha rivendicato più tardi l’agenzia iraniana Mehr confermando l’attacco. Il fatto che l’Iran abbia preso di mira l’isola suggerisce infatti che i suoi missili abbiano una gittata maggiore rispetto a quanto stimato dai Paesi occidentali e affermato dagli stessi iraniani. E se solo il mese scorso il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva affermato la volontà di Teheran di limitare deliberatamente la gittata dei propri missili a 2.000 km – evitando così di poter raggiungere l’Europa – sembra che questo proposito sia ormai decaduto. Uno sviluppo che parla in particolare al Regno Unito e alla sua decisione di mettere a disposizione le basi per gli attacchi Usa agli obiettivi iraniani che minacciano Hormuz. “La stragrande maggioranza del popolo britannico non vuole avere nulla a che fare con la guerra” e “ignorando il proprio popolo, Starmer sta mettendo in pericolo vite britanniche”, ha affermato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi assicurando che Teheran “eserciterà il suo diritto all’autodifesa”.
L’impianto nucleare di Natanz
Le autorità iraniane hanno affermato che raid di Usa e Israele hanno preso di mira infrastrutture per l’arricchimento dell’uranio di Natanz, senza tuttavia causare perdite radioattive. In risposta, l’Iran ha colpito con un missile Dimona, città nel deserto del Negev israeliano che ospita un impianto nucleare, provocando almeno 39 feriti tra cui un bambino di 10 anni. A Natanz “non è stato segnalato alcun aumento dei livelli di radiazione al di fuori del sito”, ha affermato l’Aiea in un comunicato in cui ribadisce l’appello alla moderazione.
Israele: 175 feriti nei raid a Dimona e Arad
Sono 175 le persone ferite ieri sera negli attacchi iraniani alle città israeliane meridionali di Dimona e Arad, 11 delle quali in modo grave, secondo quanto riferito dai medici, dopo che la difesa aerea israeliana non è riuscita a intercettare almeno due missili balistici. Lo riportano i media israeliani. Il centro medico Soroka ha riferito che ad Arad 115 persone sono rimaste ferite, di cui nove in gravi condizioni. Tra i feriti anche una bambina di 5 anni, scrive il Times of Israel. A Dimona invece i feriti sono 60, tra cui un ragazzino di 12 anni in gravi condizioni, aggiunge Ynet.