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L’intesa di Atene dà ossigeno alle Borse. Piazza Affari positiva

I listini europei guadagnano dopo l’annuncio dell’accordo, ma restano cauti – Anche l’euro si sta apprezzando sul dollaro – Dagli Usa sono arrivati incoraggianti sui sussidi di disoccupazione – In tutta Europa sale il comparto auto dopo il boom degli utili di Daimler: Fiat è il titolo migliore di Piazza Affari

L’intesa di Atene dà ossigeno alle Borse. Piazza Affari positiva

Accordo fatto in Grecia sulle misure di austerity tra il governo e i partiti politici. Lo ha confermato Mario Draghi durante la conferenza stampa dopo la decisione sui tassi di interesse rimasti invariati all’1% (come da attese del mercato). “Ho ricevuto dal premier greco Papademos una chiamata che informava della notizia del raggiunto accordo” a livello governativo in Grecia sulle misure di austerity, ha detto il presidente della Bce.

Le Borse hanno ampliato i guadagni: Piazza Affari sale dello 0,44%, il Dax dell’1,16% il Cac dello 0,95% e il Ftse 100 dello 0,57%. L’euro è in rialzo sul dollaro 1,3288. Gli umori erano già migliorati dopo la decisione sui tassi dell’Eurotower e della Bank of England. Anche la Boe ha lasciato invariato il costo del denaro allo 0,5%. E mentre la Bce si prepara alla prossima asta di rifinanziamento per le banche al tasso dell’1% e con importo illimitato, la Banca di Inghilterra ha aumentato di 50 miliardi il quantitative easing con cui l’istituto compra bond stampando moneta fresca per sostenere l’economia portandolo a 325 miliardi.

Dagli Usa è poi arrivato il dato sulle richieste di sussidi di disoccupazione che la scorsa settimana sono diminuite di 15mila unità a quota 358.000. Gli economisti si aspettavano un calo a 370.000 dalle 373.000 della settimana prima. I listini sono ora in attesa degli sviluppi sul fronte greco ma sembrano credere in un accordo per lo sblocco del secondo pacchetto di aiuti.

Dopo essere risalito a 370 punti, lo spread Btp e Bund ha ripiegato nuovamente sotto quota 360 con il rendimento del titolo decennale italiano in calo al 5,57%. In Europa sale il comparto auto dopo il boom degli uitli di Daimler. Fiat, miglior titolo del Ftse Mib, guadagna il 3,85%. Daimler ha segnato nel 2011 il record di utili a 6 miliardi di euro netti (+28%) e di fatturato a 106,5 miliardi (+9%).

Rialzi anche per il lusso di Salvatore Ferragamo (+3,13%) e di Tod’s (+1,47%). In evidenza Buzzi Unicem (+2,38%) che beneficia dei dati preliminare diffusi ieri. Il gruppo ha archiviato il 2011 con un fatturato in crescita del 5,2% a 2,78 miliardi di euro. L’indebitamento netto è sceso al 31 dicembre 2011 a 1,14 miliardi da 1,26 di fine 2010. Scende invece Impregilo (-3,07%), al centro di movimenti azionari per il suo controllo. La famiglia Gavio, che punta al controllo di Impregilo sfilandola alle mire del concorrente Salini, ha fatto un’offerta ai Benetton per rilevare il 31% di Igli che controlla Impregilo. I Benetton sarebbero pronti a vendere la loro quota. In negativo anche A2A (-2,28%) all’indomani dell’annuncio delle dimissioni di Giuliano Zuccoli, accolte da un forte rialzo del titolo.

Guida i ribassi del Ftse Mib nella mattinata Mps che cede il 3,84%. Ieri il presidente della banca e presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, ha affermato che è difficile comprare Btp in presenza delle regole dell’Eba. L’autorità bancaria europea dovrebbe intanto concludere oggi la sua analisi sui piani per il rafforzamento del capitale presentati dalle banche europee. Atteso il verdetto per quelle banche tra cui anche Mps, che hanno scelto di non ricorrere ad aumenti di capitale ma a strade alternative.

In calo anche la Bpm -0,79%. Il comparto si è riportato però nel complesso in positivo dopo i cali della mattinata: Ubi +2,41%, Intesa +0.94% e il Banco Popolare +0,61% mentre Unicredit oscilla attorno alla parità. Dall’Europa in mattinata sono arrivati i dati di Crédit Suisse sul quarto trimestre che hanno evidenziato un perdita netta di 637 milioni di franchi (circa 526 milioni di euro) e un utile netto dell’anno 2011 in calo del 62% a 1,61 miliardi di euro. Segnali positivi dall’Euribor a 3 mesi, il tasso che le banche si applicano tra loro per i prestiti a tre mesi, che è sceso all’1,07% al minimo da gennaio 2011.

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