Cambio della guardia. La “domenica delle big” sorride soprattutto all’Inter, capace di effettuare un doppio sorpasso al vertice su Milan e Napoli. Merito della vittoria sul Genoa (1-2) e dei passi falsi di Allegri e Conte: il primo è stato fermato sul pareggio dal Sassuolo (2-2), confermando le difficoltà con le piccole, il secondo è stato addirittura sconfitta a Udine (1-0), rimediando il secondo ko consecutivo dopo quello di Lisbona.
Chivu ne ha approfittato ed è volato al comando della classifica, con un punto di vantaggio sui rossoneri e due sugli azzurri. L’altra grande vincitrice della domenica è la Juventus di Spalletti, uscita dallo scontro diretto di Bologna con un successo preziosissimo (0-1): i bianconeri scavalcano proprio i rossoblù e si portano a un solo punto dalla Roma di Gasperini, in attesa del delicato posticipo odierno contro il Como (ore 20.45).
Genoa – Inter 1-2: i nerazzurri espugnano Marassi e salgono in vetta alla classifica
L’Inter reagisce subito e non sbaglia a Marassi. Dopo la delusione europea contro il Liverpool, la squadra di Chivu batte 2-1 il Genoa, supera Napoli e Milan e si prende la vetta solitaria della classifica. Un doppio segnale forte: 33 punti in classifica (+1 sui rossoneri di Allegri, +2 sul Napoli di Conte) e avvicinamento alla Supercoppa Italiana da capolista. L’avvio è più equilibrato di quanto dica il risultato finale. Il primo squillo è del Genoa, ma Colombo e Vitinha non sfruttano una buona opportunità e sul ribaltamento di fronte l’Inter colpisce subito. Al 6’ Bisseck si inserisce in area e con un sinistro sul primo palo sorprende Leali, trovando l’1-0 che rompe l’equilibrio e indirizza il match. In vantaggio, i nerazzurri abbassano i ritmi, controllano il possesso e palleggiano con ordine, cercando gli spazi con tanti uomini. Il Genoa resta basso e compatto, prova a chiudere le linee e ripartire. Leali deve intervenire sui tentativi di Lautaro e Pio Esposito, poi al 38’ arriva il raddoppio: il Toro usa il fisico contro Marcandalli, si crea lo spazio e con un sinistro potente firma il 2-0. Una rete che certifica il dominio interista nel primo tempo e manda le squadre all’intervallo con l’Inter in pieno controllo.
Nella ripresa i nerazzurri partono però più compassati, abbassano il baricentro e provano a gestire. Il Genoa ne approfitta e riapre la gara con una grande giocata di Vitinha, che salta Akanji e Bastoni e batte Sommer, cambiando l’inerzia del match. Chivu corre ai ripari inserendo Thuram, Mkhitaryan e Diouf per ridare energia e profondità. I rossoblù ci credono: Gronbaek impegna Sommer su punizione, mentre dall’altra parte Thuram va vicino al gol prima di testa e poi con una conclusione sul primo palo. Nel finale il Genoa si riversa in avanti, ma l’Inter tiene botta senza concedere vere occasioni e porta a casa tre punti pesantissimi. A Marassi basta un tempo per tornare in vetta: i nerazzurri archiviano la Champions e rilanciano con forza la loro candidatura al titolo.
Chivu: “Vittoria importante, i ragazzi si sono calati subito nella partita”
“Sapevamo che non sarebbe stato facile contro una squadra in salute e che dovevamo fare meglio dal punto di vista qualitativo e del carattere e alla fine abbiamo avuto ragione, perché abbiamo fornito una buona prestazione – il commento soddisfatto di Chivu -. Nel momento in cui loro non avevo energie abbiamo subito un gol e su questo campo poi diventa difficile. Potevamo fare il 3-1, dovevamo rimboccarci le maniche e alla fine abbiamo colto una vittoria importante. I giocatori si sono subito calati nella partita. Un allenatore è bravo quando le cose vanno bene, quando non vanno bene vieni criticato. Ma anche i subentrati hanno dato prova di carattere, maturità e qualità. Lautaro? Ha preso tanti palloni tra le linee ma ha anche riempito l’area e ha fatto gol. Esposito? Si poteva far meglio nell’attacco della profondità, ma ci prendiamo tutto il buono che questi ragazzi fanno, perché hanno voglia e fanno le cose giuste per la squadra”.
Milan – Sassuolo 2-2: i rossoneri sbagliano ancora con una neopromossa
Il tabù Sassuolo resta intatto e il Milan spreca una chance pesantissima in chiave classifica. Contro gli uomini di Grosso finisce 2-2, al termine di una partita caotica e piena di episodi, che impedisce ad Allegri di arrivare alla Supercoppa da primo della classe e conferma le difficoltà rossonere contro le neopromosse. La gara si mette subito in salita per il Milan: al 13’ Pinamonti inventa e Koné capitalizza con un tocco sotto sull’uscita di Maignan, firmando l’1-0 neroverde. I rossoneri faticano a trovare ritmo, ma crescono alla distanza e al 34’ trovano il pari con Bartesaghi, che sfrutta alla perfezione un passaggio illuminante di Loftus-Cheek e batte Consigli. Il gol rimette in equilibrio una partita fino a quel momento complicata e accompagna il Milan all’intervallo con sensazioni migliori. La ripresa sembra confermare il cambio d’inerzia: passano appena due minuti e ancora Bartesaghi colpisce, questa volta con un sinistro sul primo palo, favorito anche dalla collaborazione di Nkunku.
Il Milan completa la rimonta e sembra avere il match in controllo, anche perché subito dopo arrivano due reti annullate, prima a Pulisic per un fallo di Loftus-Cheek, poi a Rabiot, pescato in fuorigioco. Quando però la partita pare indirizzata, il Sassuolo trova la forza di rientrare. Al 70’ è ancora Pinamonti a fare la differenza con l’assist per Laurienté, che con un destro preciso firma il 2-2. I neroverdi sfiorano addirittura il colpaccio poco dopo, con un palo clamoroso colpito dallo stesso Laurienté a Maignan battuto. Per Allegri resta tanta amarezza: due punti persi, l’infortunio di Gabbia da valutare (Supercoppa a rischio) e una conferma che pesa come un macigno.
Contro le “piccole” il Milan continua a soffrire e il metodo “cortomuso”, tanto efficace negli scontri diretti, proprio non va.
Allegri: “Sembrano due punti buttati, invece questo pari risulterà utile”
“Abbiamo fatto una buona partita e attaccato bene contro una difesa schierata, ma sul primo gol potevamo essere un po’ più svegli e sul secondo uguale – ha sospirato Allegri -. Però diciamo che abbiamo fatto una buona partita, anche se alla fine abbiamo rischiato di perderla. Prendiamoci questo punto e prepariamoci alla Supercoppa, portiamo a casa un pari che oggi sembrano due punti buttati, invece alla fine risulterà utile. Il nostro percorso è quello di arrivare al 25 maggio tra le prime quattro, sappiamo che dobbiamo continuare a lavorare e iniziare a prendere meno gol, ne abbiamo subiti troppi. Ai ragazzi, comunque, non ho assolutamente niente da rimproverare niente. Non è che un pareggio cambia le dinamiche della squadra, sappiamo che non possiamo vincere tutte le partite, ma bisogna continuare a fare risultati”.
Udinese – Napoli 1-0: Ekkelenkamp manda Conte al tappeto, azzurri terzi
L’Udinese sorprende il Napoli e lo manda ko: al Bluenergy Stadium finisce 1-0 per i friulani, che infliggono un colpo pesante alla squadra di Antonio Conte. Un passo falso che pesa in classifica per gli azzurri, scavalcati dall’Inter e sorpassati pure dal Milan, nonostante il pareggio col Sassuolo. Il primo tempo scorre via senza grandi emozioni: ritmi bassi, partita bloccata e massima attenzione difensiva da entrambe le parti. L’Udinese parte meglio, poi il Napoli cresce e si rende pericoloso: Bertola è decisivo su Lang, mentre Okoye risponde presente sulla conclusione di Hojlund. I bianconeri, però, non rinunciano ad attaccare e alla mezzora impegnano Milinkovic-Savic con un tiro di Ekkelenkamp, controllato dal portiere azzurro.
Nella ripresa il copione non cambia, ma l’Udinese aumenta pressione e convinzione. Al 52’ Davis trova il gol sugli sviluppi di una conclusione di Bertola, ma il Var annulla per fuorigioco dell’attaccante. I friulani insistono: al 59’ Piotrowski fa tremare il Napoli costringendo Milinkovic-Savic alla super parata, poi al 69’ arriva un’altra rete annullata, questa volta a Zaniolo, per un fallo di Karlstrom su Lobotka rilevato dal Var. Il vantaggio, però, è solo rimandato, perché al 73’ Ekkelenkamp trova la giocata decisiva: destro preciso e potente da sinistra, traiettoria imprendibile per Milinkovic-Savic e 1-0 Udinese. Nel finale il Napoli ha due occasioni enormi per rimediare: Hojlund spreca da pochi passi fallendo il tap-in, poi Lucca colpisce il palo esterno. Non basta. L’Udinese festeggia una vittoria di prestigio, il Napoli esce sconfitto e vede complicarsi la corsa al vertice. Un’occasione persa che rischia di pesare parecchio nel cammino degli azzurri.
Conte: “Annata difficile, ma non dobbiamo scoraggiarci”
“Nel primo tempo non abbiamo concesso nemmeno un tiro in porta, potevamo sfruttare meglio le occasioni – l’analisi di Conte -. Dispiace che quando il vento inizia a girare contro, invece di portarcelo dietro e prenderlo di fronte, facciamo fatica a gestire queste situazioni. Dobbiamo essere bravi a lavorare sull’aspetto mentale, in queste situazioni bisogna usare mestiere e astuzia, c’è bisogno che i ragazzi, soprattutto i più grandi, lo capiscano e indirizzino il mare in tempesta. Dobbiamo continuare a lavorare, non perdere l’entusiasmo e la voglia di lottare, i ragazzi lo stanno facendo. Faccio difficoltà a muovere critiche, perché vedo come lavorano i ragazzi, stanno facendo tutto nelle difficoltà. Ho detto ai ragazzi di continuare, loro sono encomiabili. L’annata è difficile e non dobbiamo scoraggiarci, dobbiamo difendere lo scudetto vinto l’anno scorso”.
Bologna – Juventus 0-1: i bianconeri passano con Cabal e scavalcano i rossoblù al quinto posto
La Juve torna a ruggire e lo fa nel modo più pesante possibile, battendo 1-0 il Bologna nel posticipo e scavalcandolo al quinto posto, a ridosso della zona Champions. Una vittoria sofferta, costruita con pazienza dopo un primo tempo tutt’altro che semplice e maturata nella ripresa grazie all’impatto decisivo dei cambi. Nel primo tempo sono infatti i padroni di casa a creare le migliori occasioni, con la Juve spesso costretta a rincorrere e a ringraziare un attentissimo Di Gregorio, salvato anche dalla traversa colpita da Zortea. I bianconeri faticano a trovare ritmo e continuità, soffrono l’intensità del Bologna e vanno all’intervallo ancora sullo 0-0, con più di un campanello d’allarme. Nella ripresa però la squadra di Spalletti alza il baricentro e cambia passo. A sbloccare la gara è Cabal, che trova il tempo giusto per inserirsi e incornare alle spalle del portiere su un assist perfetto di Yildiz. È il gol che spezza l’equilibrio e cambia definitivamente l’inerzia della sfida. Poco dopo sale in cattedra anche Openda, gettato nella mischia al posto di un David apparso spaesato: l’attaccante è subito protagonista e costringe Heggem al fallo da espulsione per chiara occasione da gol.
Nel finale c’è spazio anche per Bremer, che torna in campo per una ventina di minuti dopo l’operazione al menisco e aiuta la Juve a blindare il risultato senza ulteriori rischi. Il Bologna prova a reagire con orgoglio, ma non trova più gli spazi del primo tempo. Per la Juventus è una vittoria che pesa e che riapre la corsa Champions, per il Bologna, invece, è la terza gara consecutiva senza successi: la squadra di Italiano rallenta ancora e ora rischia anche il sorpasso del Como, impegnato stasera nel posticipo contro la Roma.
Spalletti: “È la vittoria più bella da quando sono qui”
“È la vittoria più bella e importante da quando alleno la Juve? Sicuramente sì, incontravamo un avversario che ha un valore, forza ed entusiasmo – ha esultato Spalletti -. Squadra lavorata bene e costruita bene, anche in dieci ci hanno creato situazioni difficili. Aver vinto qua è ancora più merito per i miei calciatori, gli va detto bravi veramente. Se non fai risultato e non migliori diventa difficile, ma io delle cose fatte bene in allenamento le avevo viste. Li avevo trovati energici e reattivi, c’era bisogno di una prestazione che desse tranquillità e spero che li metta nelle condizioni di ripeterla. La squadra è stata dentro la partita, andando oltre ai duelli individuali a cui ti costringe il Bologna. Il cambio di Cabal? Lui deve imparare talvolta a correggere la sua emozione. Ha gamba e forza, è talentuoso anche chi fa 20 volte i 100 metri a tutto fuoco e lui ha questo. Nelle partite che ha giocato fino a ora è stato troppo sporco per il valore che ha, per cui gli ho rotto un po’ le scatole”
Roma – Como (ore 20.45, Dazn e Sky)
All’appello della 15esima giornata manca ancora Roma-Como. Entrambe le squadre arrivano da due sconfitte consecutive e sono determinate a invertire la rotta. I giallorossi di Gasperini restano quarti in classifica, ma i passi falsi di Milan e Napoli impongono di tornare a fare punti anche in campionato. La reazione mostrata a Glasgow contro il Celtic ha restituito fiducia, ora però serve confermarla per non complicare la corsa Champions.
Dopo il turnover in Europa League, il tecnico giallorosso è pronto a schierare la formazione migliore, Ndicka compreso. Con Celik squalificato, Wesley agirà sulla corsia di destra, mentre a sinistra toccherà a Tsimikas. In mezzo al campo Cristante e Koné, sulla trequarti Soulé e Pellegrini a supporto di Ferguson, galvanizzato dalla doppietta europea. Ancora panchina, la quarta consecutiva, per Dybala: l’argentino resta ai margini, tra scelte tecniche e un futuro contrattuale sempre più incerto, con la scadenza a giugno e le voci che lo avvicinano al Boca Juniors.
Il Como cerca invece di archiviare in fretta la brutta serata contro l’Inter. Fabregas non cambia identità e riparte dal 4-2-3-1, affidandosi alla qualità di Atta, Nico Paz e Rodriguez alle spalle di Douvikas. L’obiettivo è ritrovare compattezza e punti per allontanare le scorie di un momento complicato. I precedenti sorridono alla Roma: nei 30 confronti di Serie A i giallorossi hanno vinto 15 volte contro le 6 del Como, con 9 pareggi. Un dato curioso riguarda le sfide più recenti: nelle ultime otto gare di campionato tra le due squadre non è mai uscita la X, con sei successi romanisti e due lariani. L’ultimo colpo del Como all’Olimpico, in Serie A, risale addirittura al novembre 1984.
Gasperini: “Partita importante, le condizioni per fare bene ci sono tutti”
“Il Como non è una sorpresa bensì una realtà per investimenti e qualità di gioco – il pensiero di Gasperini -. Si tratta di una delle realtà migliori, veder giocare il Como è sempre molto piacevole. Le due squadre cercheranno di ottenere il massimo senza troppi sotterfugi. Partita non determinante ma importante, determina i valori della classifica che ora è molto corta. Sono venuto con la speranza di fare un bel lavoro e con la convinzione che questo fosse l’ambiente ideale. Si diceva che Roma fosse molto difficile e che il mio arrivo non fosse condiviso da tutti, ma attraverso il lavoro e le prestazioni abbiamo fatto grandi passi avanti. Noi dobbiamo essere ambiziosi e mai presuntuosi. Ci sono tutti gli ingredienti, dobbiamo impastarli bene per farli uscire. C’è il pubblico, una società facoltosa, la possibilità di fare lo stadio e di far crescere la squadra… Se ultimamente ci sono stati dei problemi per raggiungere determinati obiettivi vuol dire che bisogna fare di più, non è sfortuna. È fondamentale fare delle valutazioni giuste, le condizioni e gli ingredienti ci sono tutti”.