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L’inflazione colpisce Piazza Affari. Giù i bancari e il lusso, Ferragamo in testa

I dati sui prezzi al consumo, pubblicati da Eurostat, e quelli sulla disoccupazione hanno raffreddato gli entusiasmi dei maggiori listini europei – Intanto la crisi del debito pesa sul fronte dello spread Btp-Bund, che cresce, e dell’euro, che si indebolisce – In Borsa vanno male i bancari e il lusso – A Milano fa eccezione Bpm, che ha spiccato il volo

L’inflazione colpisce Piazza Affari. Giù i bancari e il lusso, Ferragamo in testa

MAGGIORI PIAZZE EUROPEE IN ROSSO
CRESCE LO SPREAD BTP-BUND E SI INDEBOLISCE L’EURO

Non hanno rassicurato i dati pubblicati dall’Eurostat sull’inflazione nella zona euro, in aumento del 3% a settembre, e quelli sulla disoccupazione, che si mantiene stabile al 10%. Il Ftse Mib perde l’1,82%. Vanno male anche Francoforte, -2,88%, Parigi, -2,03% e Londra -1,69%. L’attesa dell’incontro tra Sarkozy e Papandreu aumenta l’incertezza sui debiti sovrani e lo spread tra i Bund tedeschi e i titoli di stato italiani continua ad allargarsi attestandosi sopra i 360 punti base. Dopo aver aperto a quota 357, verso le ore 13 si attesta a 366 pb. Cresce anche lo spread tra i Bund e i bonos spagnoli a 316 punti.



La crisi del debito pesa anche sull’euro. Si attende il voto del Parlamento austriaco che deve decidere se rilasciare il cartellino verde all’allargamento del fondo salvastati europeo. L’approvazione di ieri dei leader tedeschi e il rientro della Trojka da Atene hanno fatto scendere la moneta unica a quota 1,3525 dollari, da 1,464 di ieri. Lo yen invece continua a rafforzarsi, nonostante l’annuncio della Banca centrale giapponese di aumentare i fondi a 46mila miliardi di yen sul mercato di cambi, come dire addirittura del 50%: l’euro si attesta a 103,75 yen, in calo rispetto ai 104,7 di ieri.

MALE IL SETTORE BANCARIO
BPM E’ L’ECCEZIONE E CONTINUA A VOLARE

Quasi tutti i titoli bancari stanno andando giù, in linea con le maggiori piazze europee. Intesa perde il 3,43%, Unicredit il 2,33%, Bnp Paribas il 3,63%, Ubi l’1,76%. In controtendenza le azioni del Banco Popolare di Milano che raggiungono quota 1,706 euro, un salto di quasi 4 punti percentuali. All’origine di questo forte aumento (negli ultimi quattro giorni il titolo si è apprezzato di quasi il 20%) le indiscrezioni sui possibili investitori privati interessati a intervenire nell’aumento di capitale. In pole position il fondo di private equity Clessidra, che sembra essere disposto a immettere 200 milioni di euro nella banca.

SAIPEM ANNUNCIA CONTRATTI OFFSHORE MA IL TITOLO SCENDE
IN CADUTA IL SETTORE DEL LUSSO IN EUROPA

Nonostante l’annuncio di Saipem di nuovi contratti in Russia e in Indonesia per 500 milioni di euro, il titolo scende del 2,52%, in tendenza con il settore. Anche la controllante Eni perde lo 0,75%, Stm il 2,20% ed Erg lo 0,72%.

Il settore del lusso sembra aver toccato il limite e non solo in Italia. A Parigi perdono Lvmh (-4,30%) e Richemont (-6,67%) e Hermès (4,19%). A Milano Ferragamo perde il 14,21%, a quota 9,6, dopo essere stata sospesa per buona parte della mattinata. A fine luglio il titolo sembrava aver messo le ali e aveva raggiunto il picco di 13,70 euro per azione; nelle ultime tre sedute invece l’azione ha sempre chiuso a ribasso. Ferragamo si è quotata a fine giugno. Perde il 13,41% anche Safilo, a causa dell’incertezza sul rinnovo della licenza con Armani e del taglio di Equità a 6,4 euro del target price – da 12,2 euro, quasi la metà. Male anche Tod’s (-5,21%), Lvmh (-4,09%) e Luxottica (-4,25%).

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