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Ligresti, sequestro da 120 milioni di euro

La decisione rientra nell’ambito della causa civile avviata dal commissario ad acta di Fonsai e da Unipol – Accolta la richiesta di sequestro conservativo per 120 milioni di euro sui 440 richiesti – respinte le eccezioni relative alla manleva firmata con Unipol e a quella relativa al cosiddetto papello tra Nagel e Ligresti

Ligresti, sequestro da 120 milioni di euro

Il giudice civile del Tribunale di Milano Angelo Mambriani ha accolto la richiesta di sequestro conservativo per 120 milioni di euro, su 440 milioni richiesti, nei confronti di Salvatore Ligresti, le figlie Giulia e Jonella e gli ex-manager Fausto Marchionni e Antonio Talarico.

La decisione rientra nell’ambito della causa civile avviata dal commissario ad acta di Fonsai e da Unipol, che dallo scorso ottobre ha approvato la fusione con il gruppo assicurativo precedentemente di proprietà dei Ligresti.

Nel dispositivo il giudice respinge le eccezioni presentate dai Ligresti relativamente alla manleva firmata con Unipol a gennaio 2012 e anche quella relativa al cosiddetto papello siglato tra Alberto Nagel, AD di Mediobanca, e Salvatore Ligresti, relativo a 45 milioni di controvalore delle azioni Premafin della famiglia. Nel dettaglio, i l papello Mediobanca, scrive Mambriani, “allo stato, pare possa legittimare una mera aspettativa, come tale insufficiente ad integrare una garanzia patrimoniale valutabile in questa sede, non certo un diritto di credito e, a ben vedere, nemmeno un diritto contenzioso”.

Il giudice scrive inoltre che “al vertice di Fonsai era insediato un gruppo di persone, cioè i componenti della famiglia Ligresti, tra le quali intercorreva un accordo volto a gestire la società a proprio personale vantaggio, con plurime finalità compresenti: mantenimento del controllo, distribuzione dei dividendi, effettuazione delle operazioni immobiliari”.

Mambriani individua poi profili di illegittimità di una serie di operazioni immobiliari e il danno provocato a Fonsai e ad altre società del gruppo, oltre all’illegittimità di compensi riconosciuti a Jonella Ligresti in relazione alla carica di presidente del cda di Fonsai, rivestita nel corso di tre mandati dal 2003 al 2012.

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