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Le Borse provano a dribblare Kabul ma la Cina spaventa il lusso

Malgrado l’umiliante ritirata Usa dall’Afghanistan gli indici Dow e S&P hanno stabilito ieri nuovi record – Ma le Borse europee hanno sofferto e il lusso teme la frenata cinese – Attesa per il tapering morbido della Fed

Le Borse provano a dribblare Kabul ma la Cina spaventa il lusso

La prima crisi della presidenza Biden arriva dalla politica estera, il settore in cui vanta la maggior competenza. Ma i mercati finanziari non sembrano dare per ora eccessiva attenzione alla disastrosa ritirata da Kabul: il petrolio prosegue nella sua discesa, anche se l’Opec+ non ha aderito alle richieste Usa di aumentare le forniture; i mercati obbligazionari non tradiscono particolari tensioni, a partire dai Treasury. Perdono colpi, com’è comprensibile, solo le emissioni del Pakistan e degli altri vicini dell’Afghanistan. E Wall Street apre la settimana con due nuovi record storici di S&P e Dow Jones. Copione opposto nel mercato cinese, debole nonostante i possibili vantaggi strategici della nuova situazione per Pechino. Per ora, insomma, i mercati sembrano ignorare il nuovo scenario geopolitico: pesa di più in Usa l’attesa del tapering morbido (Eric Rosengren della Fed di Boston lo dà per imminente, se continuerà la ripresa del mercato del lavoro). E in Cina non si ferma il giro di vite nei confronti del tech.

L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen perde lo 0,4%. Più pesante il calo di Hong Kong. Scendono anche oggi le quotazioni delle aziende cinesi della Internet Economy: Tencent -3,5% è al quinto giorno consecutivo di flessione. Alibaba -2,8%, Baidu -4%. L’indice Hang Seng Technology segna un calo di quasi il 2%, l’Hang Seng dello 0,7%. Il giro di vite delle autorità continua. Nel corso della notte l’antitrust di Pechino ha diffuso la bozza di consultazione del documento che introduce nuovi sistemi a tutela della concorrenza nel Web. E sui giornali si moltiplicano le critiche ai videogame, accusati di fornire una “visione distorta” della storia cinese.

Si allentano così i rapporti tra Wall Street e i campioni della New Economy d’Oriente.  Ieri sera la Securities and Exchange Commission ha pubblicato una nota nella quale si parla dei rischi associati all’investimento in aziende cinesi quotate sui listini degli Stati Uniti. Il presidente della Consob degli Stati Uniti, Gary Gensler, ha calcato la mano sull’argomento, intervenendo direttamente con un video messaggio nel quale si anticipa una sospensione delle IPO di aziende cinesi a Wall Street. Giù le altre Borse. Il Kospi di Seul perde lo 0,7%, sulla parità il mercato azionario di Mumbai. La peggior borsa dell’area Asia Pacifico è quella dell’Australia (S&P ASX200 -1,1%), uno dei paesi più colpiti dalla variante più contagiosa del virus. 

Il future dell’indice S&P 500 stamane è in calo dello 0,2%. Ieri sera il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,31%, in recupero dopo un avvio in terreno negativo. Record anche per l’S&P +0,26% Il Nasdaq ha più che dimezzato la perdita iniziale ma ha chiuso con il segno meno davanti (-0,2%). L’indice Standard’s & Poor’s guadagna il 100% dal marzo 2020, il punto più basso della crisi. In forte calo Tesla -4,3%: le autorità federali hanno aperto un’inchiesta sul funzionamento del sistema a guida autonoma delle auto della casa dopo i tanti incidenti. Moderna -8%, è il peggior titolo dell’S&P500.

Variabili macro:

  • ll petrolio WTI è poco mosso a 67,3 dollari, ieri -1,7%.
  • Oro a 1,786 dollari l’oncia.
  • Treasury Note a dieci anni a 1,25%, da 1,27% di ieri.
  • Euro dollaro in calo a 1,177.

CINA, KABUL, COVID: IL TRIS FRENA ANCHE L’EUROPA

La frenata dell’economia cinese seguita in Usa dalla flessione dell’indice Empire Building hanno offerto ai mercati europei l’occasione per monetizzare parte dei guadagni della scorsa settimana in attesa di lumi dalla Federal Reserve: oggi parlerà il presidente Jerome Powell, domani toccherà ai verbali dell’ultima riunione della banca. Intanto si valutano le indiscrezioni del Wall Street Journal sulla volontà della Federal Reserve di iniziare la riduzione degli stimoli monetari intorno a novembre, in modo da arrivare a zero a metà del 2022. Ma più della politica monetaria americana, conta la riduzione degli acquisti di materie prime da parte della Cina che ha avuto un’immediata eco sul comparto metalli e sul petrolio. Il tutto in un clima di diffusa incertezza: i dati macroeconomici della giornata dimostrano quanto rilevanti possano essere gli effetti del nuovo corso della pandemia, sia in Cina che negli Stati Uniti.

MILNO FRENA -0,78%, IL DEBITO NO

Dopo otto sedute di rialzo Piazza Affari cede lo 0,76% e scende a 26.448 punti, comunque su livelli record dal 2008. Accelerano intanto gli acquisti della Bce nell’ambito del programma Pepp: 22,784 miliardi in settimana contro 21,588. Il debito pubblico tocca un nuovo record a giugno, arrivando a 2.696,2 miliardi dopo un incremento di 9,2 miliardi circa. Nel resto d’Europa la piazza peggiore è Londra -0,88%, penalizzata dalle vendite su energetici e minerari. Madrid -0,63%; Amsterdam -0,65%.

IL LUSSO PAGA LA FRENATA DELLA CINA

Parigi cede lo 0,83% con il lusso scosso dai dati cinesi; Kering lascia sul terreno il 4%, Lvmh il 2,10%. ed il colosso dell’hard luxury Richemont.

VERSO LA CESSIONE DI UNA QUOTA DI LUFTHANSA 

Francoforte -0,43%; La Germania prevede di vendere fino a un quarto della sua quota del 20% in Lufthansa nelle prossime settimane, lo ha annunciato l’agenzia finanziaria tedesca, citando gli sviluppi positivi per la compagnia aerea salvata dall’intervento statale nel 2020. Le azioni Lufthansa sono scese del 4,9%, a 8,81 euro sulla scia della notizia.

FAURECIA (PARTECIPATA DA EXOR) +12% DOPO L’ACQUISTO DI HELLA

Faurecia, la public company creata al momento della nascita di Stellantis, è salita del 12% a Parigi, in seguito all’acquisizione di una quota di maggioranza nel gruppo tedesco di illuminazione per autoveicoli Hella, battendo le offerte delle rivali con una proposta da 6,7 miliardi di euro. Il titolo Hella, che ha toccato massimi record la scorsa settimana, perde il 3,4%. La famiglia Hella, che aveva il 60% del capitale, viene pagata in contante ed azioni che le daranno il 9% della società francese. L’operazione consente non solo a Faurecia di salire al quinto posto tra i fornitori di componenti auto ma soprattutto di spostare il core business verso le vetture elettriche.

BTP, STABILI RENDIMENTI E SPREAD

L’obbligazionario italiano recupera qualcosa neL pomeriggio ma mantiene un’intonazione negativa, in un mercato asfittico, complice il periodo ferragostano. Il tasso del decennale chiude a 0,56% da 0,55% dell’apertura e dell’ultima chiusura. La forbice tra i rendimenti Btp e Bund si attesta a 104 punti base, da 103 del finale di seduta di venerdì.

SI SALVANO PHARMA E UTILITY

A Piazza Affari a salvarsi sono stati soltanto i titoli del comparto sanitario e alcune utility. Acquisti in particolare su Italgas +0,85%,  Diasorin +0,7%), Amplifon +0,49%,  Recordati +0,56%) ed Hera +0,35%. Al di fuori di queste due categorie, bene soltanto Azimut +0,43%. Frenano gli energetici: Saipem -2,37%; Tenaris -2,25%; Eni -1,39%. In calo anche Buzzi -1,79%.

BREMBO ASSUME A SILICON VALLEY

L’automotive non prende quota dopo il blitz di Faurecia: Cnh -1,87%; Stellantis -1,44%, Exor perde lo 0,92%. Sale Brembo +0,32% finita sotto la lente degli analisti di Intesa Sanpaolo con rating add e prezzo obiettivo a 13,5 euro: Con l’Inspiration Lab del gruppo in California ha preso il via il reclutamento dei suoi primi 15 ricercatori. Per gli analisti l’impegno della società nell’Inspiration Lab è “pienamente coerente con il processo di trasformazione in un fornitore di soluzioni”. Secondo gli esperti, attraverso il nuovo Lab, il gruppo svilupperà ulteriori competenze anche nel campo dell’Intelligenza artificiale. Male poi il settore del lusso, colpito dall’andamento dell’economia cinese minore delle aspettative: su tutti, Moncler perde l’1,97%.

POSTE ITALIANE, PER EQUITA E’ IL TOP   

Contiene i danni Poste Italiane -0,81%: Equita ha presentato il titolo come investment case della settimana. A incidere sul giudizio, oltre ai robusti risultati semestrali, “l’alto potenziale di crescita nei business insurance, payments & mobile, mentre nel business tradizionale Poste si caratterizza per un mix di volumi bilanciato tra lettere (in calo) e pacchi (in crescita)”.

 ORCEL ASSUME L’EX CAPO DEL PERSONALE DI MPS

Sono in rosso le banche a partire da Banco Bpm -1,61%. Anche Unicredit cede l’1,3%, benché Morgan Stanley abbia ritoccato al rialzo il target price del titolo a 13 da 12,5 euro. Andrea Orcel, in attesa della due diligence su Mps, si è portato avanti assumendo Ilaria Dalla Riva, come responsabile “People & Culture” Italia. La professionista, molto apprezzata nel settore, dal 2019 è il direttore risorse umane di Vodafone Italia. Ma prima è stata capo del personale in Monte Paschi fin dal 2012. In controtendenza Mediobanca +0,22%. Nell’Aim continua l’ascesa di Ulisse BioMed  +6%.

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