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Le Borse guardano alla Bce: più liquidità in arrivo?

Attesissima la conferenza stampa di oggi del presidente Draghi, che dovrebbe confermare l’invarianza dei tassi ma annunciare una nuova massiccia iniezione di liquidità per fronteggiare il rallantamento dell’economia – Per l’Ocse solo Argentina e Turchia peggio dell’Italia – Lo spread sotto quota 250 – In evidenza Fca, Tim, utilities e Cerved

Le Borse guardano alla Bce: più liquidità in arrivo?

È arrivato il giorno della Bce. Finalmente, osservano i più critici che accusano la banca centrale di aver sottovalutato nei mesi scorsi i segnali di frenata dell’economia. Ma la realtà è che, nell’Eurozona come in Usa, le accuse alle banche centrali servono a coprire ritardi e fallimenti della politica. In Usa i dati sui commerci (deficit in salita a 621 miliardi di dollari nel 2018, addirittura di 891 miliardi per i manufatti, record negativo da dieci anni) dimostrano che le terapie di Donald Trump non funzionano.

Svanisce intanto l’effetto dell’annunciato accordo sui dazi: dopo tante parole i mercati vogliono i fatti. Anche questo serve a caricare l’attesa per le parole che Mario Draghi pronuncerà nel primo pomeriggio, dopo la riunione di Francoforte. Secondo Bloomberg la Bce annuncerà una profonda revisione al ribasso delle stime di crescita ed inflazione e aprirà la strada per una massiccia iniezione di liquidità che sarà avviata entro giugno. Draghi, a corredo del terzo Tltro, dovrebbe ribadire l’impegno a non toccare i tassi di interesse.
I mercati aspettano, con apparente tranquillità, gli sviluppi:

SI FERMA IL RALLY DI SHANGHAI. TONFO DI RENESAS A TOKYO

Si è fermato stamane il rally della Borsa cinese. L’indice di Shanghai e Shenzhen è in calo dello 0,9%. Intanto Huawei ha annunciato che citerà il governo Usa per intralcio indebito alla concorrenza.

Debole anche Tokyo -0,8%. Tracolla Renesas (-14,7%): il colosso dei chips prevede una grossa discesa degli ordini in Cina. Giù anche l’Hang Seng di Hong Kong e il Kospi coreano, entrambi -0,5%.

Ancora in ribasso i mercati Usa: Dow Jones -0,62%, Nasdaq -0,93%. L’indice S&P 500 -0,65% fallisce ancora l’assalto alla soglia dei 2.800 punti.

I segnali di frenata dell’economia sono confermati dal Beige book, il bollettino della Federal Reserve. Le aziende private, il mese scorso hanno assunto meno del previsto, mentre l’American First della Casa Bianca non ha effetti sulla bilancia commerciale, il cui deficit è salito in febbraio sui massimi degli ultimi dieci anni.

CROLLA GENERAL ELECTRIC, EXXON -2,4%

Ancora in forte discesa General Electric (-7,9%), debole il biotech dopo le dimissioni del numero uno della Fda.

Il petrolio Brent è scambiato stamattina a 66,3 dollari il barile, in rialzo dello 0,3%. La scorsa settimana c’è stato un forte aumento delle scorte di greggio degli Stati Uniti, ma c’è stato un calo ancora più importante delle riserve di prodotti distillati.

Exxon (-2,4%) è la peggior blue chip del Dow Jones. La società e Chevron hanno annunciato un incremento della produzione del greggio proveniente dal maxi giacimento bituminoso Permian Basin.

Tonica a Piazza Affari Saipem (+1,85%): Kepler Cheuvreux ha aumentato rating e target price da 5, a 6 euro.

PER L’OCSE SOLO ARGENTINA E TURCHIA PEGGIO DELL’ITALIA

L’Euro si muove poco, a 1,130 su dollaro, nella parte bassa della fascia di oscillazione all’interno della quale di nuove da circa sei mesi.

Le pessime notizie in arrivo dall’Ocse non hanno condizionato più di tanto il listino italiano: la Borsa di Milano, +0,65% sotto la spinta dei rumors sui prestiti Tltro, ha accelerato nel pomeriggio chiudendo a 20.851,56 punti.

Più deboli gli altri mercati del Vecchio Continente: Francoforte -0,29%; Parigi -0,16%, Madrid +0,46%; Londra +0,17%.

L’aggiornamento all’Outlook Economico dell’Ocse ha tagliato le proiezioni sul Pil nel 2019 a -0,2% anno su anno rispetto allo 0,9% stimato dall’organizzazione a novembre. L’Italia è l’unico Stato dell’Eurozona visto in recessione. Le previsioni sono peggiori solo per Argentina e Turchia. Sono state riviste al ribasso allo 0,5% anche le stime per il 2020.

SAVONA: IN CONSOB PIÙ COLLABORAZIONE CON BANKITALIA

Più collaborazione con la Banca d’Italia e anche un maggior utilizzo delle nuove tecnologie per aumentare la tutela del risparmio. Sono questi i due punti a cui Paolo Savona promette di ispirare la sua presidenza della Consob, come ha ribadito ieri in un’audizione alla commissione Finanze della Camera. “C’è una macchina che funziona e non intendo fare rivoluzioni” ha assicurato dicendosi tranquillo sulle eventuali incompatibilità. “Sugli incarichi privati, ho cessato ogni genere di attività prima di cominciare da ministro e non ho nessuna intenzione di continuare nessun rapporto che non sia di pura conoscenza”.

Forti guadagni per i titoli di Stato. Il rendimento del Btp decennale è sceso di 5 punti base a 2,65%, anche il rendimento del Btp 2 anni è in calo di 5 punti base a 0,24%, minimo da 10 mesi. Il rendimento del Bot 12 mesi (tipico collaterale che le banche consegnano alla Bce nelle operazioni TLTRO) è sceso a 0,12%, mentre quello del BOT 6 mesi è tornato in rosso.

Lo spread Btp/Bund si è ristretto scendendo sotto la soglia dei250 punti.

GLI INVESTITORI RISCOPRONO FIAT CHRYSLER

Vola Fiat Chrysler (+3,65%) dopo aver superato nel corso della seduta un rialzo superiore al 5 %. In forte ripresa gli acquisti dall’estero: scambi per 23 milioni di pezzi contro 8,5 milioni negli ultimi 30 giorni: le dichiarazioni a Ginevra del ceo Mike Manley hanno riportato d’attualità le voci su un eventuale merger. In scia al titolo italo-americano è avanzato Exor +1,98%). Deboli Ferrari (-0,7%) e Cnh Industrial (-0,3%).
Brembo -0,1%. Banca Imi ha abbassato il target price a 10,50 euro da 11,20 euro. Giudizio da Add (accumulare) a Hold.

ENEL AI MASSIMI DA 14 MESI, VOLA TIM

In grande evidenza le utility. Enel +1,1%, chiude sui massimi da 14 mesi. Goldman Sachs ha rafforzato il Buy ritoccando il target price a 6,20 euro da 6,0 euro.

Atlantia +1,6%, MainFirst alza a Outperform, target 26,40 euro. Ancora acquisti su Tim (+2,5%) continuano gli acquisti di Cdp e dei fondi in vista dell’assemblea del 20 marzo.

Banche senza particolari spunti: il paniere italiano sale dello 0,88%. Fa storia a sé il Banco di Sardegna risparmio +17,2% dopo che Bper ha annunciato un’offerta di scambio con le ordinarie della banca emiliana. Nel finale si muovono anche Bpm (+2%) e Ubi (+4%).

La nota più negativa riguarda Prysmian (-3,2%) all’indomani dei risultati poco sotto il consenso. Il titolo risente anche del downgrade da ‘hold’ a ‘buy’ da parte di Kepler Chevreux, che ha anche rivisto il target price a 17 euro da 24.

Continua anche la sofferenza di Amplifon -3,56%. Perdita analoga per Stm.

ALLUNGA CERVED (+15%) SOTTO LA LENTE DI ADVENT

Allunga Cerved (+15%). La società di private equity Usa Advent sta valutando un’offerta da 1,8 miliardi di euro per l’acquisizione. L’indiscrezione è stata riportata dal Financial Times.

ePrice +5%. Il 2018 si è concluso con ricavi pari a 164,4 milioni di euro (187,3 milioni la cifra dello scorso anno). In calo la perdita netta, che si è attestata a 14,6 milioni, contro i 24,7 milioni dello scorso anno.

Fincantieri +1,6%. Situazione di impasse per l’affaire dei cantieri Stx France. “Non siamo neanche alla fase di notifica dell’operazione, troppo presto per parlare di esiti dell’istruttoria”, ha detto il Commissario Europeo alla Concorrenza, Margrethe Vestager.

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