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Le banche tornano a soffrire, giù Telecom e Fca

A metà giornata Piazza Affari perde intorno all’1%, sull’onda di nuove vendite sulle banche, dopo il recupero di ieri – Deboli anche gli altri listini europei – Mario Draghi: “Pronti a nuove misure, se necessario” – Euro/dollaro arriva al cambio più alto da metà ottobre, ma poi scende di nuovo sotto quota 1,14 – Btp Italia: collocati 8,014 miliardi di titoli alla chiusura.

Le banche tornano a soffrire, giù Telecom e Fca

Dopo un avvio incerto, nella tarda mattinata la Borsa italiana ha imboccato la via del ribasso sull’onda di nuove vendite sulle banche. L’indice Ftse Mib scende dell’1%, Madrid -0,8%. Più limitato il ribasso di Parigi -0,2% e Francoforte -0,4%. Londra è sulla parità.

“Dobbiamo fare i conti con l’incertezza delle prospettive dell’economia globale, con continue forze disinflazionistiche e con la domanda su quale direzione prenderà l’Europa e sulla sua capacità di affrontare nuovi contraccolpi”, ha scritto Mario Draghi nel rapporto annuale, aggiungendo che “la Bce non si arrende di fronte all’inflazione eccessivamente bassa”. Il vice Victor Constancio, presentando il documento al Parlamento europeo ha sottolineato che il vero problema non “è tanto il livello dei Npl ma la scarsa redditività delle banche”. Anche Peter Praet, il capo economista della banca centrale, da Francoforte ha ribadito la disponibilità della banca centrale a procedere con ulteriori misure se necessario.

L’euro/dollaro è ridisceso sotto quota 1,14 in scia agli interventi di Draghi e Praet. Ma poco prima era salito fino a 1,1453, il livello più alto da metà ottobre. Il biglietto verde scambia peraltro ai minimi da 17 mesi nei confronti dello yen, col cambio sceso stamane fino 108,53. Il petrolio consolida il guadagno del 5% di ieri: Brent a 39,8 dollari al barile, Wti a 37,7 dollari. Eni arretra dello 0,1%.

Nel reddito fisso si è chiusa l’offerta di Btp Italia. Tra lunedì e ieri la clientela retail ha chiesto e ottenuto un totale di 4,232 miliardi di euro. Con le richieste degli istituzionali è stata superata la soglia dei 5 miliardi.

In questa cornice hanno ripreso vigore le vendite sul comparto bancario. In Europa l’indice Stoxx del settore perde l’1,2%. A Milano Unicredit scende del 2% a poche ore dal cda che dovrebbe dare il via alla garanzia all’aumento di capitale della Banca Popolare di Vicenza. Perde colpi anche Intesa -2,2%. L’aumento di capitale di Veneto Banca da un miliardo di euro, ha assicurato Gian Maria Gros-Pietro, presidente del consiglio di gestione della banca, in prima linea con il ruolo di garante del buon esito dell’operazione. “Per noi – ha aggiunto – il tema fondamentale è la risoluzione dei crediti problematici perché è un tema su cui l’Italia presenta un’asimmetria rispetto ad altri paesi, derivante anche da situazioni normative, e che una volta risolta rende più facilmente risolvibile tutto il resto”.

Sono finiti sotto tiro Monte Paschi -3,6% e Mediobanca -3,1%. Ma il settore più esposto alla speculazione resta il comparto delle Popolari: Ubi -4,3%, Banco Popolare -1,5%, Pop.Milano -1,5%, Pop.Emilia -3,4%. 

In forte discesa l’automotive. Fiat Chrysler arretra del 2,4% dopo l’annuncio dei 1.400 licenziamenti nello stabilimento americano di Sterling Highs, nel Michigan. Si muove in controtendenza StM che segna un rialzo del 4%. 

In calo Telecom Italia -1,16% nel giorno del primo incontro dell’ad Flavio Cattaneo con la prima linea dei dirigenti. Stamattina Fidentiis ha deciso di tagliare la raccomandazione a Hold da Buy. In merito alle indiscrezioni stampa su una possibile ristrutturazione della forza lavoro della società, l’azionista Vivendi precisa in una nota di essere “in Italia per sviluppare e investire nel lungo periodo e non per ridurre gli organici”. Vari giornali oggi citano l’allarme dei sindacati su 15.000 occupati di Telecom addetti alla rete, a rischio per il piano Enel sulla banda ultralarga.

Enel segna intanto un ribasso dell’1,16%. Stamattina HSBC ha deciso di abbassare frazionalmente il target price a 4,70 euro da 4,80 euro mantenendo però la raccomandazione Buy. Il prossimo 20 giugno il titolo staccherà un dividendo di 0,16 euro per azione (yield 4,3%). Matteo Renzi ha elogiato stamane “il progetto innovativo dell’Enel” sulla banda larga, presentato a Palazzo Chigi. A2a sale dello 0,8%, sostenuta da Mediobanca che ha alzato il giudizio a Outperform da Neutral.

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