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L’Asl ferma Immobile, Lazio-Juve tra i veleni e Atalanta-Inter per il riscatto

Polemiche roventi su Lazio-Juve dopo la decisione del Campus Biomedico di Roma di fermare Immobile, Leiva e Strakosha per positività al Covid- Atalanta e Inter cercano invece di dimenticare le delusioni di Champions.

L’Asl ferma Immobile, Lazio-Juve tra i veleni e Atalanta-Inter per il riscatto

Il mistero s’infittisce. Lazio-Juventus (ore 12.30) si giocherà senza Immobile, Lucas Leiva e Strakosha, la cui positività al Covid è stata confermata dal Campus Biomedico di Roma, oltre che dal Synlab, laboratorio scelto dall’Uefa. I biancocelesti dunque si arrendono, nonostante l’esito del Futura Diagnostica di Avellino, centro di fiducia di Lotito, sia stato opposto: meglio fermare i tre in questione e non peggiorare troppo le cose, perché il danno, in caso di accertata violazione del protocollo, sarebbe già stato fatto a Torino, quando i tre furono regolarmente convocati (Immobile segnò pure un gol).

Ad ogni modo il clima attorno alla Lazio si è fatto rovente, come dimostra l’inchiesta aperta dalla Procura della Figc, le cui conseguenze potrebbero andare da una semplice ammenda a una penalizzazione in classifica, fino alla retrocessione. “Il presidente è ligio nel seguire le regole – la difesa di Inzaghi in conferenza stampa-. Noi stiamo rispettando il protocollo alla lettera, le voci che vengono da fuori sono infondate e gratuite, ci danno ancora più carica per fare bene”. Vedremo quel che succederà, di certo però la vicenda ha completamente oscurato una partita interessantissima, in grado di regalarci 90’ di grande spettacolo. 

È chiaro che le assenze in questione danno ancor più credito alla Juventus, decisa a prendersi i 3 punti per dare una svolta alla sua stagione, sin qui altalenante sia a livello di gioco che di risultati. “Sarà sicuramente una bella partita, difficile ed entusiasmante perché affrontiamo una grande squadra che ha dimostrato negli ultimi anni di essere sempre ad alti livelli – il pensiero di Pirlo -. Stiamo migliorando sul piano del gioco, sullo sviluppo della costruzione con i centrocampisti e con i trequartisti. Queste sono le indicazioni più positive dalle ultime due partite, dobbiamo migliorare ma siamo sulla strada giusta”. 

Il tecnico bianconero sa bene di avere una grossa chance, ma anche di non poterla sprecare, pena passare una sosta in mezzo alle polemiche. Le ultime vittorie con Spezia e Ferencvaros hanno fatto bene al morale, ora però ne serve una di prestigio, la prima della stagione, altrimenti sarebbe stato tutto vano. Per ottenerla Pirlo, costretto nuovamente a fare a meno di Chiellini (ennesimo problema muscolare), ha deciso di confermare il 3-5-2 di domenica scorsa, con la sola novità Kulusevski al posto di Chiesa, dunque Szczesny in porta, Demiral, Bonucci e Danilo in difesa, Cuadrado, Rabiot, Bentancur, McKennie e, appunto, Kulusevski a centrocampo, Morata e Ronaldo in attacco. Scelte ancora una volta obbligate per Inzaghi, costretto a fare a meno dei già citati Immobile, Leiva e Strakosha, ma anche di Lulic, Radu, Lazzari, Anderson ed Escalante.

Il suo 3-5-2 vedrà così Reina tra i pali, Patric, Hoedt e Acerbi nel reparto arretrato, Marusic, Milinkovic-Savic, Parolo, Luis Alberto e Fares in mediana, Caicedo e Correa coppia offensiva. L’altro grande appuntamento di giornata è quello tra Atalanta e Inter, un vero e proprio faccia a faccia tra le grandi deluse di questo turno di Champions League (ore 15). Entrambe infatti arrivano da una sconfitta, ma se quella dei bergamaschi, per quanto più netta, sia comunque stata accettata dalla critica (di fronte, del resto, c’era il Liverpool di Klopp), lo stesso non si può dire dell’Inter e del suo allenatore, finiti sotto processo per l’ennesima volta. 

Il problema di Conte è che le cose non vanno particolarmente bene neanche in campionato, dove ha raccolto solo tre vittorie in sei giornate: non il massimo per chi, in estate, veniva considerato il grande favorito assieme alla Juve e che oggi, invece, occupa solo il sesto posto. “Per fare il salto di qualità ci manca poco, ma finché non riusciremo a colmarlo vuol dire che non ci siamo – l’analisi del tecnico nerazzurro -. Siamo sicuramente stanchi, dobbiamo gestire le energie, ma l’umore è quello che deve essere. Sappiamo che dovremo fare una grande partita, affrontare l’Atalanta è sempre molto difficile”. Servirà un’Inter molto diversa dalle ultime, a cominciare dalla fase difensiva, sin qui vero tallone d’Achille della squadra.

I 15 gol presi in 9 partite hanno pregiudicato diversi risultati ed è chiaro che a Bergamo, nonostante un avversario meno in forma di prima, servirà anzitutto blindare la porta. Dal canto suo Gasperini, per il quale l’Inter non è e non sarà mai una rivale come le altre, spera di rivedere l’Atalanta delle prime gare, capace di coniugare il solito mix di corsa e qualità. Quella delle ultime settimane invece, al di là della sconfitta contro il Liverpool, sembra aver perso un po’ di mordente, come dimostrano soprattutto le sconfitte con Napoli e Sampdoria. “È una situazione da verificare, stiamo prendendo troppi gol e forse serve maggiore protezione – ha confermato il tecnico della Dea -. Detto ciò occupiamo una buona posizione di classifica e in Champions, anche se abbiamo perso male, siamo comunque in corsa, dunque non ci servono stravolgimenti, solo qualche accorgimento”. 

La sfida tra i due allenatori è sicuramente accattivante e comincerà al momento di scegliere la formazione, al netto di assenze e giocatori in dubbio. Conte è alle prese con un Lukaku ancora acciaccato, dunque, a meno di clamorosi colpi di scena, lo porterà al massimo in panchina, per metterlo dentro solo in caso di estremo bisogno. Per il resto il 3-4-1-2 interista vedrà Handanovic in porta, Skriniar, De Vrij e Bastoni in difesa, Hakimi, Vidal, Brozovic e Young a centrocampo, Barella sulla trequarti, Sanchez e Lautaro Martinez in attacco. Sistema di gioco speculare anche per Gasperini, a sua volta privo di De Roon, Gosens e Palomino: il tecnico risponderà con Sportiello tra i pali, Toloi, Romero e Djimsiti nel reparto arretrato, Hateboer, Pessina, Freuler e Ruggeri in mediana, Malinovskyi e Gomez alle spalle dell’unica punta Zapata. 

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