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L’allarme Bce frena le Borse. Banche pesanti

Dopo la manovra e il nuovo outlook della Banca centrale sulla crescita, i listini europei arretrano e scivola l’euro. A Milano, come in Europa, male anche l’automotive – In progresso invece le utility – Tra i migliori Azimut.

L’allarme Bce frena le Borse. Banche pesanti

I mercati europei chiudono in rosso nell’atteso giorno di Mario Draghi, che mette in campo nuovi prestiti agevolati alle banche, meno vantaggiosi però che in passato. Il governatore imprime anche il sigillo della Bce su previsioni al ribasso della zona euro per Pil e inflazione, così i tassi restano invariati e la prima possibile stretta monetaria slitta da luglio a fine anno. I titoli degli istituti di credito, che ieri avevano apprezzato i rumors su nuove aste Tltro, oggi crollano.

L’euro si deprezza contro le principali monete. Il cambio con il dollaro si muove intorno a 1,122. Piazza Affari porta sulle spalle il peso di un settore bancario particolarmente importante e perde lo 0,74%, 20.697 punti. Brinda invece l’obbligazionario: lo spread fra decennale italiano e tedesco si restringe a 242.40 punti base (-3,65%) e il rendimento del benchmark tricolore arretra al 2,49%.

Il finale di seduta è simile a Francoforte -0,56%; Parigi -0,39%; Madrid -0,53%; Londra -0,49%. Le borse europee soffrono nel pomeriggio anche l’apertura negativa di Wall Street, che indietreggia per il quarto giorno consecutivo. Le preoccupazione della Federal Reserve su un rallentamento di Europa e Cina, espresse ieri nel Beige Book, trovano oggi conferma nel taglio delle stime di crescita da parte della Bce. “Siamo in una fase di persistente debolezza e incertezza pervasiva” dice Mario Draghi. Non si tratta di recessione, ma scendono le stime di crescita del pil: +1,1% da +1,7% nel 2019; +1,6% da +1,7% nel 2020. Ferma la previsione a +1,5% nel 2021. Sforbiciata anche alle stime sull’inflazione: 1,2% dall’atteso 1,6% nel 2019; 1,5% nel 2020 (da 1,7% precedente); 1,6% nel 2021 (da 1,8%)

All’origine della revisione al ribasso anche alcuni fattori interni come l’Italia e il settore automobilistico tedesco. Per ridare fiato a banche ed economia vengono approvati all’unanimità i nuovi finanziamenti Tltro-III, su base trimestrale a partire da settembre 2019, fino a marzo 2021. Diversamente dalle ultime operazioni, i fondi avranno scadenza due anziché quattro anni. Tltro-III nasce per “assicurare che le banche possano prendere a prestito e prestare” a condizioni accettabili, e “non perché comprino bond sovrani.

In corrispondenza delle notizie su queste decisioni una pioggia di vendite si abbatte sui titoli delle banche di Piazza Affari, che si fermano in fondo al listino: Ubi -4,98%, Banco Bpm -3,97%, Unicredit -3,02%, Bper -2,94%, Intesa -2,22%. Ci si difende invece con le utility: A2a +2,23%, Enel +1,93%, Snam +1,76%; Terna +1,78%. Tra i migliori titoli Azimut, dopo i conti. La seduta è moderatamente positiva per il petrolio: Brent +0,14%; 66,08 dollari al barile. Oro in leggero calo intorno a 1285 dollari l’oncia.

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