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La Sicilia crea due Zes ma sul loro futuro c’è la crisi di governo

Oltre 5 mila ettari di terreni destinati ad iniziative industriali in zone economiche speciali. Sulla carta esistono dal 2017, ma le attese rischiano di morire con il governo giallo verde

La Sicilia crea due Zes ma sul loro futuro c’è la crisi di governo

La Sicilia approva due Zes, le invia al Roma al Ministero per il Sud ma la crisi di governo non  ne agevola il cammino. Un destino incerto per uno strumento adottato da una Regione dove i due alleati di governo si sono contesi elezioni europee, regionali e comunali. La giunta Musumeci ha annunciato il via libera alle due Zone economiche della “Sicilia occidentale” e della “Sicilia orientale” più o meno nelle ore in cui Salvini annunciava il “tutti a casa”. Eppure Musumeci ha rivendicato alla sua Giunta di centro destra un impegno straordinario “per arrivare all’obiettivo e non restare indietro rispetto alle altre Regioni d’Italia”. La Sicilia ha una dotazione di aree assegnate dal governo nazionale ritenuta, tuttavia, insufficiente. Le buone intenzioni della Regione di chiedere un’ulteriore dotazione, quasi certamente si fermeranno davanti al nuovo governo.

Oggi ci sono a disposizione 5.580 ettari di terreno nei quali far ricadere le aziende esistenti e quelle che vorranno investire. La tipologia standard per favorire le iniziative imprenditoriali sono la presenza di un porto, di un retro-porto e di una consolidata tradizione industriale. Gli assessori siciliani fiduciosi sull’iter del provvedimento presentato, hanno comunque rimarcato i principali vantaggi per queste aree: il credito d’imposta, gli sgravi fiscali, le agevolazioni sul lavoro, gli ammortamenti per le aziende. Il 2019 doveva essere l’anno di svolta per le Zes che sulla carta esistono dal 2017. Ma il governo anche su questa opportunità di sviluppo per tutto il Sud non è stato capace di accelerare tempi e procedure. Va dato atto alla Sicilia di essersi mossa bene, dato che solo a maggio scorso da Roma sono arrivate le linee guida. I grandi numeri della dotazione economica sfiorano, comunque, i duecentocinquanta milioni di euro per i prossimi tre anni.

L’impatto delle agevolazioni per le due Zes siciliane – spiega una nota della Regione – secondo uno studio del dipartimento regionale dell’Economia, determinerà due effetti: un aumento degli investimenti che deriva dal meccanismo stesso dell’agevolazione e un potenziale aumento delle esportazioni. Se le attese di Musumeci e della sua giunta saranno soddisfatte (da chi?) dovrebbero decollare attività estrattive, manifatturiere, logistica, servizi. Per dovere di cronaca dobbiamo immaginare anche un miglioramento della qualità ambientale e della salute nella Zes Sicilia orientale che comprende le aree di Augusta-Melilli, Priolo Gargallo, Siracusa, Milazzo molto compromesse, all’origine di frequenti battaglie e lotte ambientaliste. Il decollo di queste strutture nel quadro di politiche di sostegno agli investimenti, soprattutto al Sud, doveva avvenire con celerità, piuttosto che con procedure lunghe e sinora inefficaci. Un altro dossier per il governo prossimo venturo.

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