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La parità di genere spacca i due poli. Renzi: “Nelle liste democratiche le rispetteremo”

La Camera ha bocciato tutti gli emendamenti per la parità di genere: i due partiti principali che sostengono l’Italicum, Pd e Forza Italia, si spaccano sulle quote rosa – Boldrini: “Persa una grande occasione” – Renzi: “Nelle liste democratiche le rispetteremo” – Il premier dovrebbe essere presente stamani all’assemblea dei deputati democratici

La parità di genere spacca i due poli. Renzi: “Nelle liste democratiche le rispetteremo”

La Camera ha bocciato tutti gli emendamenti per la parità di genere nell’Italicum. L’Aula a scrutinio segreto ha bocciato l’emendamento bipartisan alla legge elettorale che prevedeva l’alternanza di genere in lista, vietando che potessero esserci due candidati dello stesso sesso in sequenza. No anche al secondo emendamento, anche questo bipartisan e anche questo respinto a scrutinio segreto, che prevedeva che nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 50% per i capilista. Respinto anche il terzo e ultimo emendamento che prevedeva la proporzione del 40-60% per i capilista. Matteo Renzi, comunque, assicura: “Noi rispetteremo le quote rosa”.

Lo scrutinio segreto era stato richiesto da 39 parlamentari di Forza Italia, Fdi, Ncd e Udc. Dopo la terza bocciatura, il Pd ha chiesto alla presidente della Camera Laura Boldrini di sospendere l’esame della riforma elettorale, e molte deputate hanno lasciato l’Aula in segno di dissenso. Gli animi tra i Democratici sono divisi: «Per il Pd non cambia assolutamente niente perché noi manteniamo ancora più forte l’impegno per il 50 e 50 nelle liste elettorali», ha detto Lorenzo Guerini. Amareggiata la presidente della Camera, Laura Boldrini, che si era simbolicamente schierata a favore delle modifiche esibendo una vistosa sciarpa bianca: «Come presidente della Camera rispetto il voto dell’Aula sugli emendamenti riguardanti la parità di genere. Ciò nonostante non posso negare la mia profonda amarezza perché una grande opportunità è stata persa, a detrimento di tutto il Paese e della democrazia». Il premier e segretario del Pd, Matteo Renzi, però assicura: «Nelle liste democratiche l’alternanza sarà assicurata». E proprio Renzi dovrebbe essere presente martedì mattina all’assemblea dei deputati del Partito democratico, fissata alle 8.30 per un nuovo confronto sulla legge elettorale.

I due partiti principali che sostengono l’Italicum, Pd e Forza Italia, dunque si spaccano sulle quote rosa. Il primo emendamento è stato bocciato con 335 no. I voti a favore sono stati invece 227. Un numero di sì che, sebbene il voto segreto renda impossibile verificare esattamente come hanno votato nel complesso i vari gruppi, è comunque inferiore al numero dei deputati del Pd, pari a 293 deputati. Forza Italia ha detto no alle quote perché «sarebbero una norma con problemi di incostituzionalità evidenti», secondo quanto affermato da Francesco Paolo Sisto, deputato azzurro e relatore alla riforma del sistema di voto. Il governo, dal canto suo, aveva fatto sapere che sulla parità di genere si sarebbe rimesso all’Aula.

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